Editoriale

La cultura del dato geografico per la salvaguardia del territorio

di Renzo Carlucci

La cultura del dato geografico per la salvaguardia del territorio

Negli ultimi anni la domanda dei consumatori per informazioni legate al dato geografico, geospatial, è salita alle stelle, basti pensare ad esempio ai sistemi di posizionamento GPS e alla loro integrazione con le mappe digitali che hanno portato alla ribalta dispositivi di navigazione portatili usati quotidianamente da milioni di persone. Le amministrazioni pubbliche e gli stessi politici fanno sempre più uso delle informazioni geospatial per produrre mappe delle pianure alluvionali, condurre i censimenti, mappare i pignoramenti o rispondere alle richieste per i rischi naturali come terremoti, incendi e alluvioni. Ai responsabili delle decisioni, questo tipo di dato può essere di grande aiuto per chiarire i problemi complessi che possono coinvolgere amministrazioni locali e centrali sulla gestione del territorio.

Leggi tutto

Gestire cultura

Dalla parte di Jean Vilar: il Festival di Avignone e il mito fondativo del “teatro popolare”

di Francesco Crisci

L’evoluzione di una tradizione teatrale che poggia le basi nelle idee della rivoluzione francese; la genesi avventurosa di una poetica innovativa diventata “mito fondativo” e espressione di una politica culturale; il manifestarsi di una tradizione teatrale e il radicarsi di una poetica nella cultura organizzativa di una istituzione: le vicende del Festival di Avignone sono tutto questo, collegate indissolubilmente al nome del fondatore, Jean Vilar, e inestricabilmente connesse con una espressione, “teatro popolare”, che costituisce il senso di una esperienza collettiva solo parzialmente compiuta ma con pochi precedenti nella storia dei processi di produzione culturale moderni.

Leggi tutto

Luoghi insoliti

Il litorale romano tra riqualificazione urbana e memoria storica

di Sandra Leonardi e Marco Maggioli

Lo sviluppo urbano, formale ed informale, non ha risparmiato la costa della provincia di Roma, dove gli elevati ritmi di crescita della popolazione e dell’edificazione hanno innescato meccanismi di progressivo quanto rapido consumo di suolo. Uno dei risultati di questa ‘crescita’, non sempre direttamente percepibile, sembra riguardare lo smarrimento del senso stesso di appartenenza ai luoghi, la perdita cioè dei caratteri vocazionali e delle memorie insite nei territori. I dieci comuni costieri della provincia di Roma, con le diverse frazioni marittime, assumono, quasi sempre, la classica configurazione degli insediamenti lineari lungo la strada litoranea che li attraversa con un rettifilo da nord a sud, con costruzioni di diversa tipologia e funzionalità, realizzati spesso senza regola, sfruttando al massimo tutto lo spazio disponibile. Sono stati alterati e modificati elementi appartenenti a contesti storici e paesaggistici di pregio. Pertanto il presente contributo, frutto di un’attività di ricerca più ampia condotta nei comuni costieri del Lazio, propone una chiave di lettura che cerca di analizzare le relazioni e le conflittualità innescate dai processi di riqualificazione urbana.

Leggi tutto