Reti creative
Coordinamento: Tara Aesquivel
Un’esplorazione dei legami tra arte/cultura e chi crea, produce, media e fruisce.
Quale musica per quali giovani?
Se ci capitasse di chiedere a un ragazzo italiano quale musica ascolta, la risposta molto probabilmente ricadrebbe su generi quali pop, rock, rap, hip-hop, ecc. e molto difficilmente ci verrebbe risposto “ascolto la musica classica”. Che l’ascolto della musica sia una delle attività più svolte dai ragazzi durante il tempo libero è un punto su cui concordano studi sia in ambito sociologico che musicale. Ma quale genere ascoltano e perché?
Arte e infanzia. L’importanza dell’arte nello sviluppo del bambino
Arte e creatività svolgono un ruolo fondamentale nell’ambito dell’evoluzione infantile, tuttavia, per molti versi, entrambe sembrano essere oggetto di scarso interesse da parte delle istituzioni. All’interno dei programmi educativi scolastici, le discipline artistiche appaiono infatti collocate in secondo piano rispetto alle altre e innegabilmente si continua a difendere la presunta preminenza dell’area cerebrale sinistra – quella del raziocinio – rispetto a quella destra – epicentro emozionale e creativo.
Open culture, il rapporto possibile tra cultura e comunità
La partecipazione, già sfruttata dalla comunicazione e dal marketing, soprattutto attraverso il web 2.0, ora diventa la chiave per un deciso cambiamento sociale e culturale.
Artisti interpreti del territorio e della comunità
La professione dell’artista/creatore/produttore in questa nuova situazione assume contorni più flessibili e trasversali trovandosi al centro di relazioni sociali e istituzionali rispetto all’ormai lontana e superata visione dell’artista autonomo e indipendente.
Idee culturali e nuove forme di partecipazione
Il caso Venetian Industries Festival diventa una possibile risposta a quei bisogni culturali espressi e latenti che si identificano difficilmente nell’offerta culturale prevalente nel territorio veneto.
Un laboratorio collettivo per il nuovo design
Oggi sono molti i giovani designer italiani che tentano di fare parte attiva della pratica progettuale tentando di esprimere la propria creatività e competenza in un contesto progettuale ostico, non particolarmente attento e consapevole delle loro necessità.
La cultura dei bambini
Tra i pilastri dell’economia della cultura vi sono le teorie dell’addiction e dell’exposure: la cultura, come una droga, crea dipendenza, assuefazione e, più se ne consuma, più se ne consumerebbe. Non solo, man mano che cresce la quantità consumata, il gusto si affina e il fruitore, sempre più esperto, diventa anche produttore del proprio piacere culturale, una specie di prosumer antesignano di quello fabrisiano. Se tutto questo è vero, come sembrerebbe a livello empirico e come in ogni caso viene insegnato all’inizio di ogni corso universitario di economia dell’arte o della cultura, viene da chiedersi come mai ci si sia concentrati così poco sui consumi culturali dei bambini. Non, genericamente, dei giovani, non dei ragazzi, ma degli esseri umani da 0 a 6 anni, quelli in età prescolare.
Custodire, condividere, partecipare il futuro
L’Europa è un continente che invecchia rapidamente. In prospettiva, guardando verso il 2020, è possibile mettere in campo nuovi indirizzi e nuove idee per una migliore qualità della vita degli anziani e per un patto reale di solidarietà tra le generazioni, nell’interesse di tutti: queste sono le basi programmatiche dell’intervento che sarà sviluppato dall’Unione Europea. In quest’ottica il 2012 è l’anno dedicato alla diffusione della conoscenza di queste tematiche e allo sviluppo di un nuovo approccio culturale che dovrà orientare scelte e investimenti; proviamo ad approfondire per valutare la portata delle innovazioni che potremmo avere di fronte.
Developing a museum brand to enhance awareness and secure financial stability
Facing severe budget cuts, fierce competition, and being compelled to demonstrate their worth in terms of current policy to maintain ongoing funding, museums are now appraised by the experiences and benefits they generate as much as by the collections and exhibitions they display. Branding strategies, often seen in the for-profit sphere, are now also been undertaken by cutting-edge museums, recognising these as critical tools so as to enhance awareness, develop brand-customer relationships, and guarantee financial stability through continuous support and secondary revenue streams.
Passeggiate-racconto al museo, un approccio ludico all’arte
La mediazione culturale cerca di convincere i pubblici restii ad entrare nei musei d’arte a praticare tale tipo di attività. Negli ultimi sette-otto anni, il racconto è diventato una delle attività che riesce meglio di altre ad attirare i visitatori che frequentano raramente i musei, o a rinnovare il piacere di coloro che ci vengono regolarmente. Nessun segreto, la relazione tra racconto e arte è una storia d’amore antica come il mondo; le visite-spettacolo nei musei permettono di riascoltare le storie e riscoprire l’arte.
Arte migrante a Milano e Provincia: le reti come strumento d’integrazione e come sfida per rilanciare il sistema dell’arte contemporanea milanese
Questo articolo intende presentare la nuova realtà dell’arte migrante a Milano e Provincia, fenomeno manifestatosi a partire dagli anni Settanta del secolo scorso, per illustrarne problematiche e potenzialità. Dopo aver definito i concetti di “arte straniera” e “arte migrante”, verranno delineate le criticità dell’associazione La Casa delle Culture del Mondo, istituzione artistico-culturale fondata a Milano nel 2009, e del futuro progetto La Città delle Culture, mettendole a confronto con realtà europee virtuose quali la Werkstatt der Kulturen di Berlino. Saranno quindi esposte le motivazioni storiche, politiche, sociali e sociologiche che ostacolano l’inserimento degli artisti migranti nel sistema dell’arte contemporanea milanese; il tutto verrà supportato da testimonianze rilevate attraverso interviste qualitative realizzate con gli stessi artisti. Le reti, contrariamente al sistema istituzionale, verranno infine indicate sia come potenziale strumento di integrazione, sia come fattore per rilanciare la competitività internazionale dell’arte contemporanea milanese.
The evolution of cultural consumption and successful strategies for sustainable cultural management
The evolution of cultural consumption can generate important opportunities. A deeper understanding of the phenomenon can help public administrators, institutions and private organisations to create sustainable strategies for development. The paper describes the change occurring in the features of the cultural demand, trying to identify and to illustrate the implications of a new approach based upon the connection between cultural heritage management and creativity.
The Street Project. Per una nuova relazione tra museo, arte e pubblico
The Street è un laboratorio di arte pubblica durato tre anni, iniziato nel 2008 da Whitechapel Gallery, istituzione culturale non profit fondata nel 1901 nell’Est End, un’area di Londra a est della City. L’analisi del case history rappresentato da The Street ha fornito lo spunto per indagare le modalità adottate da Whitechapel Gallery per operare nello spazio pubblico, gli effetti di tali interventi sull’area coinvolta e le criticità a cui è andata incontro. Più in generale tale esperienza consente di riflettere sui termini di “arte pubblica” e “arte partecipativa”; sul rapporto tra museo e spazio esterno; ed infine sulle modalità di finanziamento adottate per questa tipologia di progetti, privi – per loro natura – di un pubblico predeterminabile e difficilmente quantificabile.
Patrimoni immateriali & design thinking. La “dote” di un designer nel progetto E.CH.I., Etnografie italo-svizzere per la valorizzazione del patrimonio immateriale dell’area transfrontaliera. Un’esperienza in corso
Il “Design Thinking”, in quanto processo sociale creativo che ruota intorno alla “costruzione” delle idee, si differenzia dal metodo lineare analitico che prevede l’esecuzione sequenziale delle fasi facendo spazio, al contrario, a fasi non lineari che possono avvenire simultaneamente o essere ripetute. Ma soprattutto dimostra la volontà di riconoscere la presenza di un “fare progettuale” diffuso. Nello specifico dei beni immateriali, tale “creatività diffusa” è prova spesso di una “intelligenza distribuita” fra le persone. E’ quanto emerge dall’analisi del progetto E.CH.I., Etnografie italo-svizzere per la valorizzazione del patrimonio immateriale dell’area transfrontaliera.
Partecipazione e programmazione sociale: i Tavoli Tematici nei Piani di Zona della Provincia di Torino
Il focus di questo contributo, che prende le mosse da una più ampia ricerca sui processi decisionali all’interno dei Piani di Zona (PdZ) nella Provincia di Torino, è costituito dalla dimensione partecipativa di politiche di programmazione sociale quali, appunto, i PdZ. Nello specifico, particolare attenzione è riservata al luogo privilegiato di sviluppo di una decisionalità a più voci: i Tavoli Tematici. Argomenti per indagare la portata partecipativa dei PdZ sono: il target dell’inclusione, gli strumenti comunicativi utilizzati, la questione della rappresentanza, le dinamiche conflittuali, l’analisi coalizionale.
Cittadellarte-Fondazione Pistoletto
“Era de maggio”, quando entrai per la prima volta a Cittadellarte-Fondazione Pistoletto. Da allora continuo a collaborare alle attività di questo grande laboratorio. È un generatore di energia creativa, che sviluppa processi di trasformazione responsabile nei diversi settori della società. Vi voglio raccontare dell’origine di questo luogo e del mio innamoramento. Se sarete abbastanza curiosi scoprirete anche perché un semplice gesto, come stendere un braccio davanti a sé, rappresenta a mio avviso l’energia vitale di Cittadellarte.
La cooperazione sociale si dà alla cultura. Il percorso del consorzio Con.Solida
L’articolo propone una rassegna dei principali risultati di un percorso di ricerca-azione promosso dal consorzio Con.Solida di Trento, volto a determinare il potenziale di sviluppo della propria rete di cooperative sociali in ambito culturale. A quali condizioni è possibile irrobustire un’offerta di servizi ancora embrionale da parte delle organizzazioni socie? E l’agenzia consortile quale ruolo può svolgere per sostenere e innovare questa offerta? Infine come individuare e coinvolgere in partnership strutturate attori dell’ambito culturale per acquisire competenze e per delineare un nuovo approccio alla produzione culturale? Le questioni affrontate, pur riferite ad un caso e ad un contesto specifico, sono apprendimenti utili per i diversi attori che individuano nell’ambito culturale un veicolo per migliorare l’efficacia degli interventi sociali.
La produzione di autenticità per il mercato. Un’esplorazione nel campo della popular music
Ormai da qualche tempo, le imprese tenterebbero in ogni modo di offrire prodotti che possano essere percepiti come autentici da parte dei consumatori. In effetti, sembra che sia soprattutto in questo modo che possano ottenere un certo successo di mercato. Ma sono effettivamente in grado di proporre qualcosa di autentico? Di fronte a questo interrogativo, il presente articolo si propone di esaminare alcuni aspetti chiave dell’offerta di autenticità e, analizzando in particolare l’evoluzione dei significati del concetto di autenticità nel contesto della popular music, cerca di individuare le modalità con cui gli operatori di tale settore starebbero cercando di offrirla al mercato.
Una televisione del teatro o una televisione sul teatro? Idee e riflessioni per istituire un canale tematico di servizio pubblico per lo spettacolo dal vivo
Il 27 marzo 2010 l’Italia ha celebrato, per la prima volta, la Giornata Mondiale del Teatro. Rallegra pensare che la manifestazione è stata lanciata dall’Unesco a Vienna nel 1961. Infatti, se a distanza di quasi cinquant’anni abbiamo deciso di aderire alla Festa del Teatro, allora possiamo ben sperare che un altro passo avanti nella rivalutazione dello spettacolo dal vivo è stato finalmente compiuto.
Movie design e brand experience
Le grandi marche hanno esplorato e sperimentato tutti gli aspetti della comunicazione, dall’advertising alle pubbliche relazioni, dagli eventi al guerrilla marketing. Solo poche però hanno saputo coniugare l’asset del business con il tema della sostenibilità, intesa come cultura etica ed estetica, del bello e utile. Gli esempi che abbiamo riportato sono collocabili nel perimetro di questa rinnovata ricerca della qualità, intesa come una priorità a cui guardare per rendere migliore il mondo in cui viviamo. Il pensiero strategico della marca è oggi al centro di molte riflessioni sul presente e sul futuro delle merci e dei mercati. Sappiamo che un prodotto diventa brand attraverso una serie complessa di azioni, alcune delle quali sviluppate nell’ambito del marketing, altre nella sfera della comunicazione. E sappiamo anche che l’azienda esprime una domanda di comunicazione sempre molto elevata, a fronte di cospicui investimenti, poiché è la comunicazione che permette quella percezione positiva della marca che sta alla base di un processo di acquisto consapevole.
Nuovi orientamenti museali e spazi educativi: l’ateliers des enfants come centro di cultura ludica e ponte culturale tra museo e pubblico
In questo articolo è stato riportato uno studio effettuato sugli Ateliers des enfants, realtà didattico-museali realizzate per ora soltanto in Francia, in Belgio, in Svizzera e Lussemburgo. Grazie ad un confronto a livello europeo e ad una scheda di valutazione, sono stati identificati aspetti significativi e caratteristiche tali da permettere la creazione di un Modello di Atelier, che pur mantenendo grande flessibilità, possa essere inserito in qualsiasi contesto museale, senza snaturare i principi ispiratori, le finalità, e gli obiettivi educativi.
Musei e disabili: il caso veneto
L’unico vero viaggio … sarebbe non andare verso nuovi paesaggi, ma avere altri occhi, vedere l’universo con gli occhi di un altro, di cento altri, vedere i cento universi che ciascuno vede, che ciascuno è. Così scrisse Marcel Proust in una delle sue opere. Nel corso degli anni sono stati scritti numerosi testi sui musei, le loro attività, i servizi, l’allestimento e altro ancora, ma ben poco è stato pubblicato invece in materia di disabilità in rapporto agli stessi. Porsi nell’ottica di vedere il mondo da una diversa prospettiva, significa mettersi in discussione e rivalutare, sotto altra lente, tutto ciò che ci circonda. Questo lavoro si propone di raccogliere alcuni dati e cercare di leggerli, lasciando trarre al lettore le proprie conclusioni, magari come spunto per future ricerche.
Impresa sociale e cultura
L’impresa sociale rappresenta un’importante innovazione nel settore no profit. In Italia la sua affermazione è fin qui legata a una specifica forma giuridica (la cooperativa sociale) e a un ben definito settore (i servizi di welfare). L’approvazione di una recente normativa che amplia le attività e i modelli giuridici apre però nuovi scenari, anche in ambito culturale. A partire dai principali apprendimenti che derivano da una rilettura storico-evolutiva della cooperazione sociale e dall’analisi delle dinamiche più recenti che caratterizzano le forme organizzative della cultura è possibile delineare il potenziale di sviluppo di questa inedita tipologia d’impresa, riconoscendola non solo come un fenomeno “di nicchia”, ma come una nuova forma istituzionale.
Quando l’arte produce effetti sull’ambiente
Il mondo anglosassone è stato il primo a riservare una grande attenzione al rapporto esistente tra l’arte e l’ambiente, ed in misura più precisa all’impatto ambientale provocato dall’arte e dagli eventi. Sebbene esso sia misconosciuto, merita una grande attenzione anche in termini di politiche. Sono di provenienza anglosassone anche gli standard per la salvaguardia ambientale elaborati esclusivamente per il settore.
Strutture narrative e metalinguaggi design-oriented per la fruizione del patrimonio culturale
Progettare la fruizione del patrimonio culturale attraverso un approccio design oriented significa trasferire processi d’innovazione nell’ambito culturale a partire dalle risorse locali e dalle specificità del luogo in oggetto. Il design per la valorizzazione dei beni culturali prevede un approccio sistemico che costituisce il valore aggiunto in grado di “dar forma” a specifici concept in termini di strategic design, communication design, interior/exhibit design, product design.
Il granting a favore degli eventi espositivi
Nel corso degli ultimi decenni, il mercato culturale ha visto la nascita di un nuovo prodotto: quello delle esposizioni temporanee. Dal punto di vista della produzione dei beni e dei servizi culturali è forse l’evento più interessante dopo la svolta commerciale dei musei. Anche in Italia negli ultimi anni la produzione di mostre è cresciuta in modo esponenziale, in ragione sia del ricco patrimonio culturale del nostro paese e della presenza di un numero eccezionale di strutture (oltre 4000 musei), sia, in misura diversa da realtà a realtà, della creatività, dell’esperienza e delle competenze scientifiche necessarie per realizzare progetti espositivi.
Il contesto museale e i suoi pubblici: una definizione integrata
La crescita dell’interesse verso i musei e i beni culturali è oramai ben più che una sensazione diffusa: anche se i tassi di consumo culturale nel nostro Paese presentano ampi margini di crescita, è assai significativo che negli ultimi anni l’ISTAT registri un sostanziale incremento di coloro che si sono recati almeno una volta a visitare mostre e musei. Siamo oggi di fronte ad un contesto competitivo profondamente mutato, caratterizzato dalla diminuzione di fondi pubblici e dall’allargamento dell’offerta di intrattenimento.
Cultura per tutti, tutti per la cultura?
La nascita di questo giornale rappresenta una buona occasione per proporre un ragionamento che mi auguro vivace e costruttivo, ma lontano da posizioni ideologiche, sul valore e sul posizionamento della cultura nella nostra vita quotidiana, scandita da ritmi sempre più rapidi e allargata a confini pressoché illimitati dalla tecnologia e dalla globalizzazione.