Articoli taggati con ‘UNESCO’

Tafterjournal n. 87 - MARZO APRILE 2016

Oro Dentro. Un archeologo in trincea: Bosnia, Albania, Kosovo, Medio Oriente [1]

di Francesca Quadrelli

As shown by the ISIS attacks to the ancient cultural sites of Palmyra and Nimrud in 2015, cultural heritage in the areas of crisis is still today in great danger. Different reasons can explain why it becomes a fair game during the periods of serious instability. If ideological aspects – that is the will of strike symbols and remove the historical memory of any previous religion, culture or civilization – are fundamental, we should not forget that antiquities are a relevant source of enrichment during the periods of war. So taking into account this peculiar aspect of vulnerability it seems to be clear that the answering to some fundamental questions cannot be delayed anymore. Could we protect cultural heritage in the area of crisis? If yes, how? And who should carry out this task? Fabio Maniscalco has had no doubt. Cultural Heritage must be protected also in the war areas. So who was Fabio Maniscalco? Laura Sudiro e Giovanni Rispoli, authors of “Oro Dentro”, tell us the extraordinary story of “an archaeologist in the trenches”, as they called him.

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Tafterjournal n. 52 - ottobre 2012

Monitoraggio e controllo della gestione dei siti UNESCO. Il piano di gestione come opportunità mancata?

di Francesco Badia

Questo articolo presenta un quadro dell’attuale situazione nazionale dei sistemi di gestione dei siti UNESCO dichiarati “patrimonio mondiale dell’umanità”. L’Italia, il paese più rappresentato nella lista, si trova al momento ad affrontare una difficile crisi economica, che coinvolge anche i sistemi di gestione del proprio patrimonio culturale. Si ritiene che sia necessario far fronte alle difficoltà attuali con lo sviluppo di maggiore cultura manageriale e l’utilizzo più consapevole degli strumenti propri delle discipline economico-aziendali. Questi elementi vanno riscoperti in particolare per la realizzazione e l’attuazione di strumenti volti al monitoraggio e al controllo dei risultati ottenuti; fra questi strumenti emerge in particolare il piano di gestione dei siti UNESCO, che nella sua prima fase di applicazione non sembra aver ancora sviluppato tutto il suo possibile potenziale.

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Tafterjournal n. 52 - ottobre 2012

Quale olio per la cultura?

di Stefano Monti

A causa della crisi economica che serra non solo l’Italia ma anche molti dei paesi europei e non, e che ha portato e porterà a ridurre drasticamente le risorse destinate al sistema culturale è necessario, oggi più che mai, acuire l’ingegno e cercare di far fruttare al meglio ciò che si ha a disposizione. Per questo motivo è di fondamentale importanza adottare e saper utilizzare strumenti e strategie efficienti ed efficaci per favorire un profondo sviluppo economico, sociale e culturale dei territori e patrimoni italiani. Un elemento che, se non impedisce, sicuramente ostacola questo obiettivo è il ruolo spesso troppo superficiale degli economisti, tenuti lontano da una italianissima diffidenza dei conservatori e dirigenti della cultura nei confronti degli strumenti e delle metodologie proprie dei processi economico-aziendali.

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Luoghi e oggetti della memoria. Valorizzare il Patrimonio culturale. Studio di casi in Italia e Giordania

di Fabiana Lanfranconi

Partendo dalla constatazione che la molteplicità di aspetti che riguardano la valorizzazione del Patrimonio culturale, materiale e immateriale, è sovente trascurata, l’antropologa Lucilla Rami Ceci ha raccolto una serie di saggi per presentare il tema in chiave multidisciplinare. Attraverso il racconto di alcuni casi concreti da parte di professionisti coinvolti nel settore, quali architetti, antropologi, ricercatori, il volume mostra il ruolo fondamentale giocato dalla memoria in tale ambito.

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Tafterjournal n. 37 - luglio 2011

Patrimonio Mondiale UNESCO: la tensione tra valore universale e interessi nazionali

di Enrico Bertacchini

La Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO rappresenta oggi il più efficace strumento internazionale di conservazione e tutela di un bene pubblico globale che include alcuni tra i più importanti tesori culturali e naturali esistenti al mondo. Tuttavia, dopo quasi 40 anni di attività, e più di 900 siti protetti, è necessario domandarsi se e come il sistema UNESCO sia stato in grado di definire e preservare questo patrimonio. Il presente contributo sintetizza alcune recenti ricerche economiche che mettono in luce come esista una tensione tra l’aspirazione al valore universale ed eccezionale della Lista del Patrimonio Mondiale, e i fattori e interessi nazionali che ne influenzano la sua composizione e la rappresentatività delle culture mondiali.

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Tafterjournal n. 37 - luglio 2011

Convention, atomi e bit

di Renzo Carlucci

La recente riunione annuale della World Heritage Convention ha portato venticinque nuove nomination per i Siti Mondiali Unesco, ma anche molte polemiche, come quella della Tailandia che ha minacciato di denunciare la Convention poiché un suo sito, il Temple of Preah Vihear, non ha ancora ricevuto l’ambito riconoscimento. Avere un sito iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale non comporta vantaggi economici ma è comunque un fatto di prestigio che molte istituzioni vogliono conquistare, cimentandosi per raggiungere l’ammissione che richiede il rispetto di una serie di complesse norme. L’Unesco ha anche una lista del Patrimonio a Rischio nella quale, l’essere inseriti, è considerato un discredito per l’istituzione o il Paese responsabile.

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