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Quello che le muse non dicono

Scritto da Giulia Lasen il 28 Dicembre 2012 in Gestire cultura

Musei
Nel 2009 quattro appassionati di musei, Giuliano Gaia e Stefania Boiano di Invisiblestudio insieme a Francesco Simone e Marco Sors, decidono di lanciare un sito web dedicato ai musei più curiosi d’Italia con recensioni, informazioni per la visita e link al sito del museo stesso: www.insolitimusei.com [1].

 

L’idea era nata dalla constatazione che l’Italia è ricca di tante piccole realtà culturali, di grande interesse ma spesso poco conosciute e quindi non valorizzate. Alla base del progetto c’è la convinzione che la cultura è divertente e che il museo non è un tempio per pochi eletti. L’obiettivo era ed è quello di dare visibilità a tanti piccoli musei, promuovendo il ricco patrimonio culturale italiano ed offrendo anche un servizio a quanti sono alla ricerca di stimoli nuovi.

 

Insolitimusei è un progetto completamente nonprofit, autofinanziato da InvisibleStudio che mette a disposizione le risorse necessarie. I musei non pagano nulla per essere presenti sul sito e tutti i contenuti sono accessibili gratuitamente.

 

Il sito raccoglie oggi quasi un centinaio di musei di vario genere. Vi sono musei che si occupano di preservare e far conoscere tradizioni culturali e professionali tipiche di una data area (ad esempio i musei a carattere ‘enogastronomico’ come il Museo del Salame di Felino e a seguire musei come il Museo della Civiltà Contadina). Altri musei sono legati a fatti o personaggi molto significativi nella storia d’Italia ma che non rientrano per così dire nella cultura ufficiale o nei libri scolastici di storia (es. Museo del Disastro del Vajont; Museo Francesco Baracca).

 

Per facilitare la navigazione gli Insolitimusei sono poi organizzati per categorie, anche queste rigorosamente insolite: musei insuperabili (es. Casa di Corto Maltese, Museo dello Scarpone e della Calzatura sportiva), inarrestabili (es. Museo Tazio Nuvolari, Museo della Lambretta), insaziabili (es. Museo del Prosciutto di Parma, Museo del Cioccolato), inquietanti (Museo delle Streghe, Museo delle Anime del Purgatorio) e molti altri.

 

Gli insoliti musei vengono scoperti a volte un po’ per caso: navigando in internet, chiacchierando con amici e conoscenti ecc. Un grande contributo arriva anche dalla rete: sono i visitatori stessi del sito che contattano la redazione, oppure inviano segnalazioni tramite la fan page di Facebook. Come già segnalato, si tratta spesso di musei molto piccoli e poco noti ed è proprio per questo che ci affidiamo agli utenti, alla loro conoscenza del territorio in cui vivono. Ci sono ad esempio stati segnalati dagli utenti il Museo del Corallo, il Museo dei Lucchetti e il Museo dell’Ovo Pinto.

 

Il team di Insolitimusei decide di volta in volta se inserire un museo o meno sul sito seguendo alcuni princìpi guida. Il primo criterio per essere ‘insolito’ è chiaramente legato al tipo di oggetto collezionato (es. bottoni, cavatappi ecc.) o il tipo di argomento (es. l’energia idroelettrica, il brigantaggio ecc.). Una buona parte dei musei presenti sul sito sono poi legati a tradizioni locali di una data zona, espressioni culturali che si trovano solo in quel dato luogo (es. Museo della Carta Amalfi, Casa Museo del Tarantismo ecc.).

 

Il museo deve essere aperto al pubblico e visitabile, eventualmente anche solo su appuntamento, altrimenti non avrebbe senso inserirlo sul sito. Sono quindi escluse collezioni chiuse tra le mura domestiche, ed i ‘musei virtuali’ che esistono solo su Internet.

 

Un altro criterio imprescindibile è che non si deve trattare di un’iniziativa puramente commerciale ma deve anzi sempre esserci un intento divulgativo/educativo di base.

 

Un aspetto molto importante, anche se non determinante, visto che di fatto non è applicabile a tutti i musei, riguarda invece l’ideatore dell’insolito museo. Questi musei nascono infatti spesso dalla passione di privati cittadini che dedicano anni a creare la loro collezione, la curano con amore e sono magari loro stessi a gestire tutti gli aspetti del museo facendo in modo che un importante aspetto della nostra cultura non vada perduto.

 

Società
Il riscontro da parte degli utenti della rete e dei media (interviste su Radio2, radio24 e Wired Italia) è stato molto positivo in questi anni. Per questo nel 2011 sono state lanciate una serie di nuove iniziative con lo scopo di far conoscere il sito e i musei recensiti, stimolando quanto più possibile l’interesse degli utenti. Sulla fan page di Facebook è stato presentato il “Giro d’Italia in 80 musei” inserendo giornalmente post dedicati ad un insolito museo e corredati da foto e video legati all’argomento del museo. Da luglio a dicembre 2011 è stata attivata una collaborazione con la radio salentina Radio Orizzonti Activity. Sandra Stefanizzi ha condotto la rubrica ‘una radio al museo’ dove  Giuliano Gaia presentava due insoliti musei, uno del nord e uno del sud. Il programma radio può essere ascoltato anche via Internet e le registrazioni sono disponibili su MixCloud.

 

Sempre nel 2011 sono stati realizzati due video di presentazione del Museo della Macchina da Scrivere e del Museo del Fumetto, entrambi con sede a Milano. Il primo video, quello dedicato al Museo della Macchina da Scrivere, è stato realizzato da Fabio Meloni nell’ambito del suo stage formativo presso InvisibleStudio. In questo video si è cercato di far emergere lo spirito di InsolitiMusei dando anche una concreta espressione visiva a quelli che sono i valori fondanti del progetto. Nel video emerge infatti chiaramente la forte personalità comunicativa e la vera passione che animano Umberto Di Donato, direttore e fondatore del museo. Altro aspetto che si è voluto evidenziare è quello degli oggetti esposti cercando di comunicare tutta la storia che c’è dietro un oggetto, a volte anche semplice e di uso quotidiano e che forse ad un primo impatto potrebbe apparire poco interessante e non meritevole di essere esposto in un museo. Ed è questo uno dei preconcetti che InsolitiMusei vuole contrastare mostrando invece la ricchezza e varietà di quella cultura quotidiana, non alta ma che appartiene all’esperienza di ciascuno di noi.

 

Questo video è stato anche l’occasione per creare un rapporto duraturo tra il museo stesso ed InsolitiMusei sfruttando in maniera sinergica opportunità di promozione. Il 27 novembre 2011 Giuliano Gaia e Stefania Boiano sono intervenuti ad un convegno sul tema “Parco-Museo Museo-Parco Una progettualità condivisa” affrontando il tema di come comunicare il museo attraverso i canali del web 2.0. Il convegno era organizzato nell’ambito del Park Show International, la fiera delle attrezzature per i parchi divertimento, e prevedeva anche un concorso per collezioni insolite dove le prime tre classificate sarebbero state esposte in parchi divertimento internazionali. L’iniziativa è stata ovviamente pubblicizzata anche tramite il sito di InsolitiMusei e sui canali collegati di facebook e twitter. Il Museo della Macchina da Scrivere ha deciso di partecipare al concorso esponendo la sua collezione durante i tre giorni di fiera. Si è trattato quindi di un’ottima occasione per far conoscere di più questo museo anche al di fuori del suo tradizionale bacino di utenza della zona di Milano, raggiungendo anche un pubblico internazionale come lo è stato quello della fiera.

 

Con lo scopo di far conoscere anche chi sta dietro questi insoliti musei, recentemente è stato sperimentato un nuovo format di intervista via Skype, superando quindi anche le difficoltà connesse al fatto che gli Insoliti Musei sono sparsi un po’ in tutta Italia. Giuliano Gaia ha quindi intervistato Rino Lombardi, Direttore del Museo della Bora di Trieste. Il video spiega come si è arrivati alla creazione del museo ed ha quindi un taglio professionale per quanto riguarda i contenuti. Si rivolge a tutti quegli insoliti collezionisti/aspiranti operatori museali il cui sogno nel cassetto è creare il loro piccolo museo.

 

Il successo delle iniziative proposte viene  misurato utilizzando strumenti quali google analytics, facebook insights, numero di visualizzazioni dei video su YouTube ecc. La pagina facebook è molto attiva: proprio grazie all’iniziativa ‘Giro d’Italia in 80 musei’ lo scorso settembre è stato raggiunto il traguardo dei 1.000 fan. Il pubblico infatti non agisce solo da fruitore ma ha anche un ruolo attivo nella creazione dei contenuti del sito. Oltre a segnalare nuovi musei, gli utenti della rete possono infatti aggiungere i loro commenti ed inviare recensioni sui musei.

 

Insolitimusei non è nato come progetto imprenditoriale ma piuttosto come semplice desiderio di sperimentare qualcosa di nuovo. Nella sua concezione originaria si trattava semplicemente di un sito internet dove erano raccolte informazioni sui musei più strani d’Italia. E’ innegabile tuttavia che si sia trattato di un’idea vincente che in generale ancora oggi non manca mai di accendere la curiosità un po’ di tutti.

 

Attualmente Insolitimusei non genera alcun tipo di risorse finanziarie proprie. Come già accennato i musei non pagano per essere inseriti sul sito, non vengono venduti spazi pubblicitari, i contenuti sono tutti accessibili gratuitamente e non vi sono sponsor né investitori esterni. Nel tempo il progetto è quindi cresciuto sia grazie all’investimento di tempo e risorse da parte di InvisibleStudio ma anche grazie a contributi di carattere sostanzialmente volontario. Il riferimento in questo caso è a tutte le segnalazioni che arrivano direttamente dalla rete e alle iniziative di stage. La promozione di InsolitiMusei avviene poi attraverso tutta una serie di iniziative che richiedono un investimento economico minimo (es. fan page su facebook, rubrica alla radio) o che sono sostanzialmente il risultato di networking  e di un occhio attento a sfruttare le opportunità che si presentano (partecipazione a conferenze; docenze all’interno di corsi di management culturale, etc.).

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