Articoli taggati con ‘sviluppo locale’
Addio al Sud. Un comizio furioso del disamore
“Addio al Sud. Un comizio furioso del disamore” di Angelo Mellone è un libro che va letto con cauto rispetto. Sarebbe un errore intenderlo l’ennesimo manifesto pro – o anti – meridionale. Basta con i luoghi comuni: il Sud di Mellone è un percorso di formazione, l’estratto poetico e denso di un bildungsroman lungo quanto una vita.
Luoghi e forme del turismo rurale. Evidenze empiriche in Irpinia
Sovente confuso con l’ecoturismo, il turismo verde e il turismo enogastronomico, il turismo rurale stenta a conquistare una propria autonomia. Il volume scritto da Angela Cresta e Ilaria Greco esplora il fenomeno del turismo rurale, indagandone gli aspetti generali. Attraverso la descrizione di alcune esperienze concrete realizzate nel territorio dell’Irpinia, le autrici mettono in evidenza il ruolo chiave giocato dal turismo rurale per lo sviluppo locale, soprattutto in contesti fragili.
Archeologia industriale, creativita’ e gestione integrata. Il caso biellese
Architettura, urbanistica, design, arte, cultura, creatività, sviluppo economico sono solo alcuni degli elementi che affiorano alla mente, allorquando pensiamo al complesso puzzle degli interventi di riqualificazione urbana di un contesto metropolitano. Da diverso tempo, infatti, l’economia è stata accostata al patrimonio della conoscenza, in quanto si è ritenuto che le metodologie economiche fossero funzionali allo sviluppo della cultura per efficacia ed efficienza, con lo scopo di attribuire nuovo valore e sviluppo ad un territorio. In questo contesto entra in gioco il ruolo dell’archeologia industriale, ovvero di quello studio complesso ed ampio che riguarda edifici e macchine che oggigiorno hanno perso la loro funzione d’uso, ma che sono ancora presenti sul territorio e nei quali, talvolta, vengono riconosciuti valori sociali e culturali molto forti. Obiettivo del presente lavoro è quindi quello di indagare le interazioni tra settori disciplinari differenti tra loro: economia, archeologia e marketing territoriale, al fine di raffrontare le prospettive di indagine e di strutturare un paradigma concettuale nel quale archeologia industriale, creatività e territorio siano identificati come vere e proprie risorse in grado di garantire uno sviluppo locale sostenibile. Il contesto territoriale che si intende prendere in esame è quello inerente alla provincia di Biella.
Altri scenari. Verso il distretto dell’economia sociale
Il volume collettaneo, curato da Alberto Merler, offre al lettore un’alternativa agli scenari economici e sociali propri del paradigma capitalista. Partendo dalla presentazione del progetto “Altri scenari”, gli autori dei diversi contributi evidenziano le caratteristiche salienti di un “Distretto dell’Economia Sociale” e spiegano perché sia necessario progettare un nuovo modello di sviluppo capace di mettere al centro le persone e il loro capitale relazionale.
Se ha funzionato nel Bronx…
Quello che serve complessivamente al nostro Paese è senz’altro l’individuazione delle priorità delle politiche culturali su scala nazionale e la loro indispensabile modulazione particolare su scala regionale e locale, mantenendo, però il minimo comun denominatore della “rinascita” identitaria, sociale e, quindi, anche economica, come nel Bronx. Il benessere in cui siamo (fortunatamente) avviluppati e dall’altra parte il degrado del livello medio del dibattito politico a cui siamo costretti ad assistere da troppi anni hanno provocato un mix micidiale di indifferenza, individualismo e scetticismo sul fatto che qualcosa possa cambiare, ma qualche piccolo segnale di speranza di rinnovamento c’è e le testimonianze proposte nei contributi di Paolo Bertani e Marco Serino aiutano ad alimentarla.
Rigenerazione urbana e sostenibilità
“Come saranno le nostre città tra 50 anni? E tra un secolo? L’urbanistica sarà riuscita a renderle compatibili con il nuovo panorama di risorse scarse? Quali misure di adattamento e mitigazione alle nuove condizioni ambientali entreranno a far parte della pianificazione e gestione delle aree urbane?” Queste sono le domande con cui esordisce Francesco Musco nel testo Rigenerazione urbana e sostenibilità.
Cultura in (s)vendita. L’associazionismo culturale palermitano tra innovazione e frammentazione
Le associazioni culturali rappresentano un potente catalizzatore di cultura e capitale sociale. Partendo dalla relazione che lega lo sviluppo di un territorio alle attività culturali, il volume a cura di Giovanni Notari, direttore dell’Istituto di Formazione Politica “Pedro Arrupe” di Palermo, restituisce una fotografia delle associazioni culturali presenti nel capoluogo siciliano. Mettendo in evidenza luci ed ombre di un fenomeno complesso, gli autori della ricerca ravvisano nell’associazionismo culturale palermitano uno dei numerosi esempi di una cultura in svendita.
Crafts, a hidden heart of creative industries
Among the various cultural industries, crafts deserve particular interest as in many developing countries they represent a business activity which has often been more accessible than others, as it is less demanding in terms of technological innovations, and therefore of financial capital, and closer to local resources and traditional knowledge.
Dalla ricostruzione friulana alle vicende abruzzesi: altro che zona franca urbana, per l’Aquila ci vogliono C.A.S.E
Questo articolo vuole introdurre rispetto alle vicende abruzzesi post terremoto due elementi: uno legato alla rilettura di alcuni lavori di Giovanni Pietro Nimis sulla ricostruzione in Friuli e in particolare sugli esiti che l’adozione del principio “dov’era com’era” e la scelta di riconoscere un’ampia delega ai Comuni hanno determinato sul piano dell’organizzazione fisica e dello sviluppo socio-economico dell’area colpita; il secondo, più direttamente legato alla scelta della realizzazione dei cosiddetti Complessi Antisismici Sostenibili e Ecocompatibili (C.A.S.E.), con il quale si richiamano alcuni degli sviluppi più recenti della riflessione sulle aree deboli e marginali che individuano nella qualità dell’offerta residenziale e dei servizi alla persona un asset strategico per il benessere e lo sviluppo di questi territori.
Il distretto del cinema e dell’audiovisivo di Montreal
La politica condotta dalla città di Montreal a partire dagli anni ’90 si colloca alla perfezione in una strategia di sviluppo locale network-based. L’attuale sindaco, Gerald Tremblay, iniziò già nel 1991, quando ricopriva la carica di Ministro dell’Industria, del Commercio, della Scienza e della Tecnologia del Québec, ad introdurre l’approccio dei distretti industriali, descritti da lui stesso come un modello « in grado di accelerare il formarsi delle condizioni ideali allo sviluppo di nuove idee e procedure che potranno più facilmente passare dalla fase embrionale a quella della commercializzazione, al servizio di tutta la società».
Le dimensioni della creazione di valore attraverso la cultura: distretti e responsabilità sociale di impresa
Due facce della stessa medaglia, due esempi di corto-circuito positivo tra mondo economico, cultura e dimensione territoriale. Da una parte il fenomeno del distretto culturale avviato in Canada, dall’altra il coinvolgimento delle imprese profit nel settore culturale. In entrambi i casi, interventi pratici che danno conto di come evolve la teoria quando diventa realtà.
(Ri)disegnare e (Ri)progettare città e territori: tra le urgenze di una catastrofe e il diletto di una Scuola estiva internazionale
Una catastrofe distruttiva e luttuosa e un incontro seminariale tra esperti di tutto il mondo che si confrontano sull’efficacia del design come strumento di crescita della comunità del territorio, due eventi assai distanti tra loro, eppure possibili occasioni di migliorare il nostro modo di stare al mondo e di progredire nella costruzione di civiltà. La prima, certo, mai auspicabile, ma di fatto accaduta, la seconda costruita con paziente lavoro tra ricercatori ansiosi di verificare ipotesi e approcci professionali, che allargano la propria sfera d’azione al disegno dei territori.
Formare comunità, in-formare territori. Designing connected places: fare scuola di design per il territorio
“La terra, vista come territorio riservato alla vita è uno spazio chiuso, limitato dalle frontiere dei sistemi di vita (la biosfera). Quindi è un giardino”(Gilles Clément, 2004)
La sfida della rinascita post-terremoto dei centri storici abruzzesi
E’ accaduto quel che doveva. La protesta montante dei cittadini aquilani, e degli abitanti degli altri centri danneggiati dal sisma di aprile, restituisce, come ci si attendeva, il clima di una situazione radicalmente diversa da quella dei numerosi traumi nostrani precedenti, sia in termini di consapevolezza che di aspettative della comunità colpita.
L’internazionalizzazione della cultura
Nell’ambito degli attuali processi di internazionalizzazione il territorio assume sempre più un ruolo di entità centrale in quanto rappresenta un tessuto ricco di elementi materiali ed immateriali, garantisce un valore aggiunto alla localizzazione delle attività produttive, contribuisce alla selezione delle attività imprenditoriali…