Articoli taggati con ‘politiche pubbliche’

Il management del simbolico come fattore di sviluppo. Le politiche per la cultura nella Provincia Autonoma di Trento

di Fabiana Lanfranconi

Il seminario “Management dell’arte e della cultura. Nuove vie per valorizzare l’autonomia del simbolico come fattore di sviluppo” organizzato da tsm – Trentino School of Management in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Provincia autonoma di Trento, svoltosi nell’estate 2011, ha costituito la premessa e l’occasione d’incontro tra le professionalità chiamate a redigere i saggi contenuti all’interno del volume “Il Management del simbolico come fattore di sviluppo. Le politiche per la cultura nella Provincia Autonoma di Trento”, curato da Claudio Martinelli, Responsabile del Servizio Attività Culturali della Provincia autonoma di Trento.

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Città nella rete globale. Competitività e disuguaglianze in sei città europee

di Federica Gandolfi

Città nella rete globale. Competitività e disuguaglianze in sei città europee costituisce il Terzo Rapporto su Milano Sociale realizzato dal Laboratorio di Politica Sociale del Politecnico di Milano per conto della Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura di Milano. Il volume, curato da Costanzo Ranci, professore di Sociologia economica, rappresenta una complessa ed articolata raccolta di materiali relativi all’evoluzione delle grandi città globali europee del nostro secolo.

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Il territorio dei beni culturali

di Federica Gandolfi

“La privatizzazione del patrimonio storico artistico italiano e l’introduzione di forme private di gestione nel settore dei beni e delle attività culturali” sono i temi centrali del saggio di Davide Ponzini. Il testo, strutturato in tre parti, cerca di inquadrare la materia mettendo in risalto i metodi e gli strumenti utilizzati in ambito nazionale, gli esempi più significativi realizzati negli ultimi anni ed infine un’analisi ragionata dei processi più efficaci di privatizzazione finalizzati alla trasformazione territoriale e allo sviluppo economico.

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Tafterjournal n. 30 - dicembre 2010

Quell’azzurro che tutti aspettiamo: le Fondazioni culturali del “quasi non profit”

di Alessandro Hinna

Nel terzo settore italiano si registra un particolare miscuglio di pubblico e privato, che caratterizza molti Enti che intervengono in ambiti tipici del non profit, testimonianza, questa, della storia di un settore che si presenta strettamente correlato al processo di riforma dello Stato sociale e di trasformazione della Pubblica Amministrazione. In molti, negli ultimi tempi, hanno evidenziato come il generale slittamento istituzionale delle attività di policy verso Regioni ed Enti locali – sommato alle varie forme di coinvolgimento della comunità e, quindi, alla nuova organizzazione degli attori – rappresenti una risposta adattiva della Pubblica Amministrazione (centrale e locale), di fronte alla restrizione delle risorse economiche disponibili e all’esigenza di meglio articolare la produzione e l’offerta di beni pubblici.

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Tafterjournal n. 30 - dicembre 2010

Possiamo ancora permetterci di non ascoltare?

di Stefano Monti

Abbiamo scelto di chiudere l’anno pubblicando due articoli che delineano, dal nostro punto di vista, un passaggio cardine per la comprensione delle modalità attraverso cui gli attuali strumenti operativi possono essere messi a disposizione del Terzo Settore, del non profit e del sociale. Ci teniamo a distinguere tali ambiti con grande attenzione, perché molti, anche tra gli operatori del comparto, tendono ad accomunarli e renderli sinonimi, quando in realtà non lo sono. Il percorso di lettura che vorremmo tracciare è quello dello sviluppo del Terzo Settore come mezzo per promuovere nella comunità locale, la “cultura del dare, come valore sociale esteso”. Lettura che noi riteniamo fondamentale e non più procrastinabile a causa dell’accentuarsi delle dinamiche di differenziazione della società, dinamiche che rendono necessario ripensare lo sviluppo dello Stato Sociale promuovendo la partecipazione e l’assunzione di responsabilità di una parte consistente della comunità.

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Siti archeologici e management pubblico in Sicilia. L’esperienza del Parco della Valle dei Templi

di Federica Dian

La legge regionale sui parchi archeologici in Sicilia (L.r. 20/2000), ha introdotto un modello innovativo di gestione, il Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento. Se da un lato l’autore sottolinea la valida intuizione di creare un “sistema dei parchi archeologici”, dall’altro il processo di managerializzazione risulta incompleto, manifestando i limiti del modello in termini di accountability e responsabilizzazione gestionale.

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Città pubbliche. Linee guida per la riqualificazione urbana

di Federica Dian

La “città pubblica” contemporanea rappresenta un laboratorio di progettualità aperto a molteplici approcci e scenari. Tali elementi si ritrovano nello studio proposto nel presente volume, esito del programma di ricerca di interesse nazionale avviato nel 2006 dal titolo “La città pubblica come laboratorio di progettualità. La produzione di linee guida per la riqualificazione sostenibile delle periferie urbane”. Emerge un ritratto della città pubblica come risorsa e patrimonio di spazi, storie e valori, nella valenza di “bene comune” da valorizzare nei progetti di riqualificazione sociale e spaziale…

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Tafterjournal n. 17 - ottobre 2009

Dalla ricostruzione friulana alle vicende abruzzesi: altro che zona franca urbana, per l’Aquila ci vogliono C.A.S.E

di Marco Eramo

Questo articolo vuole introdurre rispetto alle vicende abruzzesi post terremoto due elementi: uno legato alla rilettura di alcuni lavori di Giovanni Pietro Nimis sulla ricostruzione in Friuli e in particolare sugli esiti che l’adozione del principio “dov’era com’era” e la scelta di riconoscere un’ampia delega ai Comuni hanno determinato sul piano dell’organizzazione fisica e dello sviluppo socio-economico dell’area colpita; il secondo, più direttamente legato alla scelta della realizzazione dei cosiddetti Complessi Antisismici Sostenibili e Ecocompatibili (C.A.S.E.), con il quale si richiamano alcuni degli sviluppi più recenti della riflessione sulle aree deboli e marginali che individuano nella qualità dell’offerta residenziale e dei servizi alla persona un asset strategico per il benessere e lo sviluppo di questi territori.

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Tafterjournal n. 16 - settembre 2009

Il distretto del cinema e dell’audiovisivo di Montreal

di Elisa Cecilli e Diane Gabrielle Tremblay

La politica condotta dalla città di Montreal a partire dagli anni ’90 si colloca alla perfezione in una strategia di sviluppo locale network-based. L’attuale sindaco, Gerald Tremblay, iniziò già nel 1991, quando ricopriva la carica di Ministro dell’Industria, del Commercio, della Scienza e della Tecnologia del Québec, ad introdurre l’approccio dei distretti industriali, descritti da lui stesso come un modello « in grado di accelerare il formarsi delle condizioni ideali allo sviluppo di nuove idee e procedure che potranno più facilmente passare dalla fase embrionale a quella della commercializzazione, al servizio di tutta la società».

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