Articoli taggati con ‘partecipazione’
Where do we belong? Festivals conquer the urban texture
This reflection comes to my mind when looking at the social and cultural current phenomenon such as the recent proliferation of film festivals around the world. I consider this phenomenon as an expression of the changing nature of the audience that more than ever before is seeking for interaction, participation and, last but not least, physical reappropriation of the local dimension in its urban area.
Reti di indignazione e speranza. Movimenti sociali nell’era di Internet
Dalle rivolte del mondo arabo ai movimenti degli indignados in Spagna e Occupy Wall Street negli Stati Uniti: cosa hanno in comune queste nuove forme di movimenti sociali e di protesta? Questo è l’interrogativo a cui cerca di dare una risposta il nuovo saggio “Reti di indignazione e speranza” di Manuel Castells, professore di Sociologia della Universidad de Catalunya, a Barcellona.
Open culture, il rapporto possibile tra cultura e comunità
La partecipazione, già sfruttata dalla comunicazione e dal marketing, soprattutto attraverso il web 2.0, ora diventa la chiave per un deciso cambiamento sociale e culturale.
Nuove infrastrutture per la produzione culturale
The Hub è un progetto mondiale basato sul concetto di coworking. Lo dice la parola stessa: si lavora insieme, si trae spunto gli uni dagli altri, in un continuo rilancio di competenze, collaborazioni, idee, necessariamente innovative e socialmente responsabili.
Artisti interpreti del territorio e della comunità
La professione dell’artista/creatore/produttore in questa nuova situazione assume contorni più flessibili e trasversali trovandosi al centro di relazioni sociali e istituzionali rispetto all’ormai lontana e superata visione dell’artista autonomo e indipendente.
Idee culturali e nuove forme di partecipazione
Il caso Venetian Industries Festival diventa una possibile risposta a quei bisogni culturali espressi e latenti che si identificano difficilmente nell’offerta culturale prevalente nel territorio veneto.
Custodire, condividere, partecipare il futuro
L’Europa è un continente che invecchia rapidamente. In prospettiva, guardando verso il 2020, è possibile mettere in campo nuovi indirizzi e nuove idee per una migliore qualità della vita degli anziani e per un patto reale di solidarietà tra le generazioni, nell’interesse di tutti: queste sono le basi programmatiche dell’intervento che sarà sviluppato dall’Unione Europea. In quest’ottica il 2012 è l’anno dedicato alla diffusione della conoscenza di queste tematiche e allo sviluppo di un nuovo approccio culturale che dovrà orientare scelte e investimenti; proviamo ad approfondire per valutare la portata delle innovazioni che potremmo avere di fronte.
Can culture be social?
This paper is about an unusual event, organized twice a year in a Northern Italian city, Bologna. The event takes place in a condominium and lasts all night long. It involves all the apartments in the condominium and takes form as a huge, collective, but secret party.
Torino aka la paura di diventare grandi
Questo articolo, attraverso un breve e personale excursus storico-sociale e un paio di case studies, che hanno dimostrato la capacità innovativa di ripensare lo spazio urbano e le relazioni tra cittadini, tenta di dare una lettura della situazione e dei possibili scenari futuri dello sviluppo della città, basandosi su un’analisi dei fenomeni socio-culturali provenienti dagli ambienti non istituzionali e che, a mio parere, hanno dato alla città una precisa impronta da seguire per uscire dalla crisi in cui si trova.
Sistemi generatori e organizzatori di cultura
Quali sono i sistemi generatori e organizzatori di cultura: questa è la domanda alla base dei due contributi, l’uno di Valeria Dell’Aquila, l’altro di Fabiana Lanfranconi, che suscitano riflessioni e spunti diversi ma interessanti. Il primo dei due contributi assume una prospettiva spesso trascurata, analizzando la spinta propulsiva “dal basso” o, se si preferisce, spontanea, in termini di iniziative ed eventi culturali. Il pretesto per approfondire il tema è la città di Torino e le sue politiche culturali degli ultimi anni che ne hanno cambiato pelle, favorendone la trasformazione da città industriale a luogo delle culture. Il secondo ha in comune con il primo il problema della governance culturale, sebbene con una prospettiva in questo caso pienamente istituzionale, inserendosi in un dibattito, oramai ricco e articolato, sul modello delle Fondazioni di Partecipazione come possibile sintesi tra settore pubblico e privato nel campo della gestione museale.
Crowdsourcing
Crowdsourcing, edito da Luca Sossella, è un saggio a cura di Jeff Howe che affronta la rivoluzione del crowdsourcing come nuova modalità di gestione partecipativa delle dinamiche aziendali. Si tratta di una brillante istantanea del passaggio epocale a cui stiamo assistendo attraverso il quale le aziende si avvantaggiano di competenze e abilità esterne mediante la rete.
Partecipazione e programmazione sociale: i Tavoli Tematici nei Piani di Zona della Provincia di Torino
Il focus di questo contributo, che prende le mosse da una più ampia ricerca sui processi decisionali all’interno dei Piani di Zona (PdZ) nella Provincia di Torino, è costituito dalla dimensione partecipativa di politiche di programmazione sociale quali, appunto, i PdZ. Nello specifico, particolare attenzione è riservata al luogo privilegiato di sviluppo di una decisionalità a più voci: i Tavoli Tematici. Argomenti per indagare la portata partecipativa dei PdZ sono: il target dell’inclusione, gli strumenti comunicativi utilizzati, la questione della rappresentanza, le dinamiche conflittuali, l’analisi coalizionale.
Esercizi di democrazia tra partecipazione e creatività
L’articolo di Laura Cataldi ed Enrico Gargiulo ci porta dentro i cosiddetti “processi partecipativi”, con lo svelarne alcuni aspetti più problematici sui quali spesso si “scorre”, consapevolmente, per non inficiare la presunta portata politica di alcune operazioni, o inconsapevolmente, perché, in modo banale per inerzia o per troppo enfasi “democratica”, non si pone mente alle difficoltà e ai limiti che tali processi incontrano per una loro piena esplicazione. Dal canto suo, Valentina Montalto scrive di “creatività”. E’ un termine su cui occorre riflettere; la creatività nella cultura, le città creative, tutto poggia spesso su mode, anche se nuclei di attività veramente significativi e innovativi si stanno sviluppando, nel tentativo di superare le barriere delle piatte omologazioni. Si può essere creativi non solo negli ambiti della “cultura” (intesa, spesso, come qualcosa di immateriale immerso in un’aurea superiore) ma anche al tavolo di un Piano di Zona, toccando con mano i problemi quotidiani della gente e provando a dare risposte “originali”.
Manifesto per la felicità. Come passare dalla società del ben-avere a quella del ben-essere
Il volume di Stefano Bartolini, docente di Economia presso l’Università di Siena, esplora le principali cause dell’infelicità contemporanea e le sue soluzioni. Frutto di un decennale lavoro di ricerca, le tesi esposte si fondano sul presupposto che la natura del problema sia prima di tutto relazionale.
Nuovi spazi per la cultura, nuovi protagonisti della cultura
Partendo da differenti prospettive di analisi, i contributi di Bruno Zambardino e Barbara Camocini propongono interessanti spunti di riflessioni sulla questione dell’adeguamento, o se si preferisce dell’innovazione, degli spazi contemporanei a servizio della cultura. I punti di vista degli autori, così come i temi sviluppati, sono naturalmente molto diversi tra loro, ma entrambi forniscono un prezioso contributo su questo tema.
Il design per la valorizzazione territoriale. Il caso del Rione Sanità a Napoli
Qual è il rapporto tra design e territorio, e come può il design contribuire alla valorizzazione di tessuti urbani e sociali? Quali sono le metodologie, le pratiche e gli strumenti a supporto della costruzione e attuazione di scenari sostenibili design driven? Attraverso un caso emblematico di sviluppo bottom up, di progettualità che nasce dal basso, rifletteremo sulle capacità strategiche del design, palese o di fatto, nel prefigurare e realizzare scenari di sviluppo locale attraverso l’attivazione di network multilivello.
Pratiche di ascolto attivo
Le comunità, le loro differenti potenzialità espressive, evidenziate nelle culture dei territori, intessute di materiale ed immateriale, vita quotidiana e aspettative future, disegnano traiettorie che non sono lineari, a volte dagli esiti critici – come puntualmente ci hanno segnalato gli articoli di Ricci e Cabasino. Eppure, per altri versi, impreviste sono le capacità [...]
Cultura per tutti, tutti per la cultura?
La nascita di questo giornale rappresenta una buona occasione per proporre un ragionamento che mi auguro vivace e costruttivo, ma lontano da posizioni ideologiche, sul valore e sul posizionamento della cultura nella nostra vita quotidiana, scandita da ritmi sempre più rapidi e allargata a confini pressoché illimitati dalla tecnologia e dalla globalizzazione.