Articoli taggati con ‘paesaggio’

In cammino nel paesaggio: questioni di geografia e urbanistica

di Caterina Branzanti

Nel volume dal titolo In cammino nel paesaggio: questioni di geografia e urbanistica, Arturo Lanzani tratta i temi del paesaggio e del suo rapporto con l’urbanistica contemporanea. Ne delinea i tratti distintivi e propone una chiave interpretativa funzionale a uno sviluppo fuori dalle logiche di urbanizzazione diffusa e indiscriminata, concependo il paesaggio come spazio aperto dove la lentezza non è sinonimo di arretratezza e sottosviluppo ma di un diverso modus vivendi.

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Mente e paesaggio. Una teoria della vivibilità

di Vittoria Azzarita

Il nostro pianeta non è mai stato così vicino al collasso come in questo momento, complice la presenza dell’uomo che in nome di una presunta superiorità rispetto alle altre specie, ha smesso di sentirsi parte del proprio ecosistema per disporre del paesaggio e delle risorse naturali e ambientali a proprio piacimento. Ugo Morelli nel volume “Mente e paesaggio” analizza il rapporto che intercorre tra uomo e ambiente, mettendo in luce come la vivibilità sia diventata prima di tutto un problema cognitivo.

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Patrimonio culturale e paesaggio. Un approccio di filiera per la progettualità territoriale

di Federica Dian

Il volume curato da Maria Mautone e Maria Ronza analizza, secondo una prospettiva scientifica, le logiche di filiera che caratterizzano il paesaggio culturale, nell’ottica di integrare le molteplici professionalità ed identificare i segni caratterizzanti, materiali e immateriali, espressione del patrimonio identitario del territorio, al fine di superare la settorialità delle analisi e degli interventi.

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Tafterjournal n. 27 - settembre 2010

Il litorale romano tra riqualificazione urbana e memoria storica

di Sandra Leonardi e Marco Maggioli

Lo sviluppo urbano, formale ed informale, non ha risparmiato la costa della provincia di Roma, dove gli elevati ritmi di crescita della popolazione e dell’edificazione hanno innescato meccanismi di progressivo quanto rapido consumo di suolo. Uno dei risultati di questa ‘crescita’, non sempre direttamente percepibile, sembra riguardare lo smarrimento del senso stesso di appartenenza ai luoghi, la perdita cioè dei caratteri vocazionali e delle memorie insite nei territori. I dieci comuni costieri della provincia di Roma, con le diverse frazioni marittime, assumono, quasi sempre, la classica configurazione degli insediamenti lineari lungo la strada litoranea che li attraversa con un rettifilo da nord a sud, con costruzioni di diversa tipologia e funzionalità, realizzati spesso senza regola, sfruttando al massimo tutto lo spazio disponibile. Sono stati alterati e modificati elementi appartenenti a contesti storici e paesaggistici di pregio. Pertanto il presente contributo, frutto di un’attività di ricerca più ampia condotta nei comuni costieri del Lazio, propone una chiave di lettura che cerca di analizzare le relazioni e le conflittualità innescate dai processi di riqualificazione urbana.

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Tafterjournal n. 21 - marzo 2010

Musei e territorio: la gestione del rischio nei confronti del patrimonio culturale

di Federica Gandolfi

Si assiste sempre più di frequente, in Italia come all’estero, al susseguirsi di calamità naturali. Ne consegue un crescente interesse al fine di limitare le conseguenze che queste rischiano di avere sul patrimonio culturale. E’ necessario in prima istanza definire la tipologia di disastro, che può essere scatenato da cause naturali come nel caso di terremoti, siccità, eruzioni vulcaniche, così come da cause umane, incidenti e fatti bellici. E’ interessante notare come il verificarsi di una situazione di emergenza ci permetta di misurare la capacità di reazione di un paese. La tempestività e l’efficacia dell’azione diventano fondamentali. Per questo motivo risulta evidente che l’attività di soccorso debba essere mirata e affiancata da altre attività complementari, quali la formazione e l’aggiornamento costante degli operatori.

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Tafterjournal n. 21 - marzo 2010

La vera emergenza è la fine della cultura della prevenzione

di Massimo Zucconi

A che punto stiamo, davvero, con la protezione e l’utilizzo sociale del patrimonio culturale e dei parchi italiani? Questa la domanda sostanziale che sottintende i contributi di Marco Eramo e di Federica Gandolfi pubblicati in questo numero di Tafter Journal. Una domanda assolutamente pertinente in un paese abituato a declamare buoni propositi, a partire dalla Carta Costituzionale, e a negarli clamorosamente. Terremoti, frane, inondazioni, disastri ambientali, ci ricordano ciclicamente il “costo” umano ed economico delle nostre distrazioni e l’abbandono della cultura della “prevenzione” e della “manutenzione” a partire dal patrimonio pubblico e dal territorio.

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Tafterjournal n. 19 - dicembre 2009/gennaio 2010

Design e sistema territorio. L’esperienza didattica del progetto “Arredo & Territorio”

di Marco Bozzola

Arredo & Territorio è una ricerca/progetto per lo sviluppo di attrezzature di arredo urbano e montano lungo i percorsi delle valli olimpiche di Torino 2006. I progetti sono stati realizzati da studenti di architettura e design di tre scuole universitarie europee e costruiti da artigiani torinesi. Obiettivo è stata la valorizzazione del territorio in termini di aumento della fruizione, valorizzazione della cultura artigianale locale, godimento delle risorse ambientali. Tale esperienza, ha dato vita a prodotti reali installati, e tutt’ora presenti, in 28 comuni della provincia torinese.

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Tafterjournal n. 15 - luglio-agosto 2009

La sfida della rinascita post-terremoto dei centri storici abruzzesi

di Manuela Ricci e Roberta Lazzarotti

E’ accaduto quel che doveva. La protesta montante dei cittadini aquilani, e degli abitanti degli altri centri danneggiati dal sisma di aprile, restituisce, come ci si attendeva, il clima di una situazione radicalmente diversa da quella dei numerosi traumi nostrani precedenti, sia in termini di consapevolezza che di aspettative della comunità colpita.

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Tafterjournal n. 9 - novembre 2008

Costruire scenari per un territorio fragile. L’esperienza dell’osservatorio sul delta del Po

di Davide Fornari

Stiamo vivendo un processo di estetizzazione – delle merci, dei servizi, delle esperienze – che mistifica il significato della progettazione, a tutte le scale. In che modo il progetto può contribuire a costruire gli scenari quotidiani e futuri di un territorio? In che modo i designer possono mettersi al servizio della società per rispecchiarla e svelare le criticità nascoste nelle azioni progettuali del presente? L’osservatorio sul delta del Po ha promosso una scuola estiva per individuare le possibilità per il futuro di un territorio fragile…

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Tafterjournal n. 2 - gennaio 2008

Ascesa e declino del paesaggio toscano

di Rossano Pazzagli

Esiste davvero un paesaggio toscano? Magari sarebbe meglio dire i paesaggi toscani, poiché la varietà di situazioni rende difficile la riduzione ad un quadro unitario, sebbene il paesaggio della regione si identifichi comunemente con quello dell’insediamento sparso e della cultura promiscua, di una campagna urbanizzata, costruita sulla base di uno stretto e particolare rapporto tra città e campagna, concretizzatosi nella mezzadria. Questa duratura organizzazione agricola del territorio ha prodotto l’insediamento sparso delle case coloniche, una rete diffusa di viabilità rurale collegata alle strade principali, la compresenza di colture legnose ed erbacee sugli stessi terreni, con la vite e l’olivo intercalati ai seminativi, una continua e coerente manutenzione territoriale.

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Tafterjournal n. 2 - gennaio 2008

Dopo il paesaggio italiano

di Gabriele Pierluisi

Il barocco ritorna a noi anche per il fatto che è il primo stile italiano a essere consciamente pensato per una dimensione internazionale e globalizzata. I temi dell’arte italiana con il barocco divengono sensazionali e spettacolari per superare i confini localistici e diffondersi in tutto il mondo. Questa idea comunicativa riesce a conciliare il dualismo cinquecentesco tra spazio come scena, derivante dalla cultura prospettica, e spazio come oggetto, legato alla cultura dell’antico. La definizione del paesaggio contemporaneo, del paesaggio “barbaro” direbbe Baricco, passa per la coscienza del rappresentarsi, e l’individuazione di temi figurativi che connettano e amplifichino le molteplici realtà del nostro paese. Strumento di questa rivoluzione dal basso, di questo rivoltare il guanto, è l’impresa creativa.

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Tafterjournal n. 1 - ottobre 2007

L’Italia che se ne va

di Massimo Zucconi

Mentre si svolgono dibattiti e convegni sul valore dell’identità culturale, nell’ultimo decennio tre miliardi di metri cubi di nuove costruzioni hanno divorato paesaggio e testimonianze storiche in ogni angolo del paese.

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