Articoli taggati con ‘musei’

Tafterjournal n. 47 - maggio 2012

Gioconda 2.0: politiche per l’accesso e l’uso delle immagini di beni culturali in pubblico dominio

di Federico Morando e Enrico Bertacchini

La digitalizzazione delle immagini e la rete internet offrono oggi nuove opportunità attraverso soluzioni tecniche innovative, che possono ampliare fortemente l’accesso e soprattutto l’uso e il riuso dei contenuti digitali delle collezioni museali. Questo articolo offre una panoramica sui nuovi modelli di accesso e riuso delle immagini digitalizzate dei beni culturali in pubblico dominio, proponendo alcune politiche per la valorizzazione del patrimonio culturale nell’era digitale.

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Tafterjournal n. 47 - maggio 2012

Passeggiate-racconto al museo, un approccio ludico all’arte

di Frida Morrone

La mediazione culturale cerca di convincere i pubblici restii ad entrare nei musei d’arte a praticare tale tipo di attività. Negli ultimi sette-otto anni, il racconto è diventato una delle attività che riesce meglio di altre ad attirare i visitatori che frequentano raramente i musei, o a rinnovare il piacere di coloro che ci vengono regolarmente. Nessun segreto, la relazione tra racconto e arte è una storia d’amore antica come il mondo; le visite-spettacolo nei musei permettono di riascoltare le storie e riscoprire l’arte.

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Tafterjournal n. 45 - marzo 2012

Pubblico e privato nella gestione museale: Italia e Francia a confronto

di Fabiana Lanfranconi

Il panorama culturale europeo negli ultimi anni si è trovato ad affrontare una serie di problematiche di carattere economico-finanziario che, per quanto riguarda in particolare l’ambito museale, ha visto i paesi reagire tramite la ricerca di soluzioni differenti ma identiche nella comune tendenza a individuare forme di gestione che consentano una maggiore autonomia dall’apparato pubblico, tanto nella gestione organizzativa che finanziaria. Le leggi del mercato e del marketing, pervadendo anche il settore culturale, hanno imposto un ampio ricorso a strumenti di diritto privato e a forme giuridiche flessibili. Proprio da qui nasce la comune istanza di modernizzazione dei musei, fondata sulla ricerca di strumenti di gestione ibridi, capaci di contemperare gli interessi dei diversi attori che gravitano intorno al settore culturale.

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Tafterjournal n. 44 - febbraio 2012

La ricerca di autenticità nel processo di visita museale

di Maria Cristina Vannini

In un periodo in cui la crisi economica e lo spaesamento della politica non sono in grado di assicurare alla popolazione gli standard di vita a cui è stata abituata e in cui è pressante la necessità di ridisegnare modelli di sistema, diventa importante concentrarsi su ciò che costituisce valore. In ambito museale, e applicato all’idea di Cultura, il concetto di valore si presta a molte interpretazioni: valore etico e sociale, valore educativo, estetico o “ricreativo”; non ultimo valore economico: i cespiti e gli asset tangibili e intangibili del Museo, la creazione di un mercato della domanda e dell’offerta di Cultura che generi introiti diretti e indotti. È in questo contesto che riprende forza e importanza il concetto di autenticità che si associa strettamente a quello di valore e che, anch’esso, nel contesto museale si può declinare in varie e differenti accezioni.

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Tafterjournal n. 44 - febbraio 2012

Non è un museo per tutti

di Stefano Monti

La definizione ICOM di museo, elaborata durante l’Assemblea Generale di Seul, ormai risalente al 2004, fa emergere chiaramente le due funzioni primarie dell’istituzione: quella di conservare manufatti, oggetti, opere e quella di trasmettere cultura e diletto. Dalla definizione emerge anche la stretta connessione del museo con il tessuto sociale, trattandosi di un’istituzione al servizio della società e del suo sviluppo. Proprio da tale scopo essenziale consegue il grande problema dell’istituzione museale: le grandi trasformazioni economiche e valoriali che caratterizzano gli ultimi anni impongono al museo di definire la propria identità, non più come fluttuante e autoreferenziale, ma come qualcosa che “si fa carne” e diventa brand. Seppure molti ancora mostrino delle forti resistenze al riconoscimento dell’opportunità di un connubio tra management e cultura, in una relazione di continuo interscambio di elementi positivi tra questi due mondi apparentemente lontani, la questione della brand personality vanta già esempi di successo di pubblico formidabili, dimostrando come il museo possa comunicare perfettamente e in modo immediato la propria identità fatta di passato, presente e proiezione futura.

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Museum Innovation: European state-of-the art, techniques, and approaches

di Maria Cristina Vannini

Is interactivity pre-eminently a technological prerogative, or can hands-on, “mechanical,” and “face-to-face” methods be equally successful on the cognitive, sensorial, and emotional levels? More and more, to achieve a relevant use of technology, museums have started to adopt holograms, “talking heads,” sophisticated applications broadcast through high-level screens and touch screens in order to overcome the everyday technology to which audiences are accustomed.

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Tafterjournal n. 39 - settembre 2011

The Street Project. Per una nuova relazione tra museo, arte e pubblico

di Marta Papini

The Street è un laboratorio di arte pubblica durato tre anni, iniziato nel 2008 da Whitechapel Gallery, istituzione culturale non profit fondata nel 1901 nell’Est End, un’area di Londra a est della City. L’analisi del case history rappresentato da The Street ha fornito lo spunto per indagare le modalità adottate da Whitechapel Gallery per operare nello spazio pubblico, gli effetti di tali interventi sull’area coinvolta e le criticità a cui è andata incontro. Più in generale tale esperienza consente di riflettere sui termini di “arte pubblica” e “arte partecipativa”; sul rapporto tra museo e spazio esterno; ed infine sulle modalità di finanziamento adottate per questa tipologia di progetti, privi – per loro natura – di un pubblico predeterminabile e difficilmente quantificabile.

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Economia e Gestione dei Musei

di Caterina Branzanti

Economia e Gestione dei Musei, edito da Aracne Editrice, è una pubblicazione curata da Gerald Matt e Alessia Zorloni da intendersi come una guida pratica per la gestione museale, finalizzata alla produzione di un’offerta culturale di alto livello qualitativo e in grado di affrontare il generale trand di riduzione della spesa pubblica a favore dell’industria culturale.

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Tafterjournal n. 37 - luglio 2011

Architettura dell’informazione e design museale

di Elisa Mandelli, Andrea Resmini e Luca Rosati

Più che una disciplina a sé stante, l’architettura dell’informazione costituisce un sapere di confine che si muove in modo complesso fra discipline più classiche come la bilblioteconomia, la linguistica e l’architettura, e discipline più nuove come la scienza e la teoria dell’informazione, l’ergonomia, l’information retrieval. L’architettura dell’informazione è un settore strategico nel design non solo di prodotti specifici (come siti web, intranet, software) ma anche nel design dei servizi e più in generale in tutti quei casi in cui l’usabilità e la trovabilità dell’informazione costituiscono fattori chiave per l’esperienza d’uso (user o customer experience). Ecco che anche il museo – in quanto spazio informativo condiviso, luogo di interazione in cui si vive un’esperienza – si intreccia fortemente con i temi dell’architettura dell’informazione, e ne costituisce senz’altro un importante campo di applicazione.

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Tafterjournal n. 37 - luglio 2011

Convention, atomi e bit

di Renzo Carlucci

La recente riunione annuale della World Heritage Convention ha portato venticinque nuove nomination per i Siti Mondiali Unesco, ma anche molte polemiche, come quella della Tailandia che ha minacciato di denunciare la Convention poiché un suo sito, il Temple of Preah Vihear, non ha ancora ricevuto l’ambito riconoscimento. Avere un sito iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale non comporta vantaggi economici ma è comunque un fatto di prestigio che molte istituzioni vogliono conquistare, cimentandosi per raggiungere l’ammissione che richiede il rispetto di una serie di complesse norme. L’Unesco ha anche una lista del Patrimonio a Rischio nella quale, l’essere inseriti, è considerato un discredito per l’istituzione o il Paese responsabile.

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Tafterjournal n. 32 - febbraio 2011

NIPPON-multimedia. A successful example of multichannel communication in Lugano

di Michela Negrini

The increasing number of technologies and devices (including iPhone, iPad and alike) provides new perspectives for the use of multimedia applications in the broad field of Cultural Heritage, in a moment in which small, fast and low-budget projects are often preferable and where user experiences have evolved, corresponding to different user profiles, needs, situations and purposes. Users, in fact, no longer sit in front of a computer at home, but they access multimedia information all the time, circumstances and venues, choosing – among many devices available – the most suitable ones. This paper shows a successful example of multichannel communication in Lugano (Switzerland), and recounts the background and the collaboration among the Università della Svizzera italiana and the City of Lugano for the development of a culture oriented multi-channel communication, focusing on the real-life example “NIPPON”, four exhibitions and numerous events through the culture of Japan, taking place in Lugano from October 2010 to February 2011.

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Modelli di gestione per le aziende dei beni culturali. L’esperienza delle Soprintendenze “speciali”

di Federica Dian

Il volume di Landriani, professore associato di Economia Aziendale presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, prende in esame un istituto che in Italia riveste un ruolo primario nel settore culturale, la Soprintendenza, qualificata in diverse decine di tipologie, sia per attività ed oggetto di tutela, che per competenza territoriale (Soprintendenze centrali, regionali e speciali). Proprio queste ultime costituiscono l’oggetto specifico della ricerca, istituite con D. Lgs. 11/91 che indica come tratto distintivo l’autonomia scientifica, organizzativa, gestionale e finanziaria.

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Tafterjournal n. 29 - novembre 2010

Dal reset al franchising: ultime tendenze nel campo della creazione museale

di Antoine Leonetti

Rinnovarsi o morire, un clichè che non è mai stato così attuale nel campo del management culturale come in questo momento. Per la prima volta il mondo delle arti dal vivo e delle arti visive, spinto dal crollo dei mercati, dai conseguenti e drastici tagli di bilancio della sponsorizzazione privata, e in più dalla disgregazione dei finanziamenti pubblici alla cultura, ha iniziato a pensare a se stesso in termini di evoluzione e di radicale riorganizzazione per poter sopravvivere. Un fenomeno particolarmente evidente nel caso della profonda trasformazione subita dai musei tradizionali e degli spazi dedicati alla cultura contemporanea che hanno sperimentato una profonda ristrutturazione concettuale.

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Virtual museums

di Cinzia Scicchitano

Starting from a synthetic definition we can consider virtual museums as either the digital multimedia reproduction of an existing museum, based upon virtual reality techniques, or the ex novo creation of a museum structure and experience not existing in reality. Virtuality is much more properly expressed by the latter definition, although the word “virtual” is normally associated with any digital reproduction of reality.

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Tafterjournal n. 19 - dicembre 2009/gennaio 2010

Nuovi orientamenti museali e spazi educativi: l’ateliers des enfants come centro di cultura ludica e ponte culturale tra museo e pubblico

di Paola Oliveri

In questo articolo è stato riportato uno studio effettuato sugli Ateliers des enfants, realtà didattico-museali realizzate per ora soltanto in Francia, in Belgio, in Svizzera e Lussemburgo. Grazie ad un confronto a livello europeo e ad una scheda di valutazione, sono stati identificati aspetti significativi e caratteristiche tali da permettere la creazione di un Modello di Atelier, che pur mantenendo grande flessibilità, possa essere inserito in qualsiasi contesto museale, senza snaturare i principi ispiratori, le finalità, e gli obiettivi educativi.

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Tafterjournal n. 18 - novembre 2009

I musei sono “servizi pubblici” di prossimità?

di Emilio Cabasino

Al cittadino medio del nostro paese non è certo mancata nell’arco della propria vita la frequentazione di uffici di servizi pubblici, come quello postale o anagrafico. Fatte salve le eccezioni e le negligenze che ciascuno di noi può sempre enumerare, nel corso di questi ultimi vent’anni si è assistito ad un netto miglioramento [...]

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Tafterjournal n. 18 - novembre 2009

Musei e tecnologie virtuali

di Valeria Minucciani

Da tempo i musei hanno recepito l’avvento delle cosiddette tecnologie della virtualità, ma non sempre ciò ha coinciso con un reale processo di innovazione dei modi dell’esporre contemporaneo. Da una breve panoramica di sperimentazioni recenti emerge come gli artifici tecnologici possano davvero essere strumenti al servizio della museografia, ma a volte arrivino a contendere la scena alle collezioni e ai reperti stessi. Dal canto suo, il pubblico se ne lascia sedurre ma, se non sono radicati nel progetto comunicativo museale, altrettanto facilmente se ne stanca.

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Tafterjournal n. 18 - novembre 2009

Musei e disabili: il caso veneto

di Laura Monzardo

L’unico vero viaggio … sarebbe non andare verso nuovi paesaggi, ma avere altri occhi, vedere l’universo con gli occhi di un altro, di cento altri, vedere i cento universi che ciascuno vede, che ciascuno è. Così scrisse Marcel Proust in una delle sue opere. Nel corso degli anni sono stati scritti numerosi testi sui musei, le loro attività, i servizi, l’allestimento e altro ancora, ma ben poco è stato pubblicato invece in materia di disabilità in rapporto agli stessi. Porsi nell’ottica di vedere il mondo da una diversa prospettiva, significa mettersi in discussione e rivalutare, sotto altra lente, tutto ciò che ci circonda. Questo lavoro si propone di raccogliere alcuni dati e cercare di leggerli, lasciando trarre al lettore le proprie conclusioni, magari come spunto per future ricerche.

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Tafterjournal n. 10 - dicembre 2008 - gennaio 2009

Nuove tecnologie per nuovi musei. Dai social network alle soluzioni RFID

di Ludovico Solima

Il museo vive se comunica in modo efficace l’insieme delle conoscenze che ha prodotto nel tempo, relativamente alle testimonianze storiche ed artistiche che compongono le sue collezioni; le tecnologie informatiche, sotto questo profilo, hanno fornito un grande impulso alle attività di comunicazione del museo, in particolare in tempi recenti con l’affermarsi, da un lato, dei siti di social network (fuori dei confini fisici del museo) e, dall’altro, della tecnologia RFID (entro i confini del museo). Le potenzialità di questa tecnologia ed alcune sue interessanti sperimentazioni in ambito museale sono presentate e commentate in questo articolo.

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Tafterjournal n. 3 - aprile 2008

Narrazioni interattive e ricordi di comunità

di Giulia Agusto

I ricordi riflettono le nostre esperienze vitali ci fanno rammentare episodi, aneddoti, si intersecano alle nostre azioni e rafforzano l’immagine che abbiamo di noi come individui singoli, ma anche come appartenenti ad un luogo.
Esattamente come una foto o un’immagine, arricchita di supporti sonori e video, i supporti multi-mediali sono in grado di richiamare alla mente il contesto emotivo ricco e sfaccettato che caratterizza un luogo, amplificandone il senso per chi lo abita, lo sperimenta, lo vive.

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Tafterjournal n. 2 - gennaio 2008

Il contesto museale e i suoi pubblici: una definizione integrata

di Luca Guerrieri

La crescita dell’interesse verso i musei e i beni culturali è oramai ben più che una sensazione diffusa: anche se i tassi di consumo culturale nel nostro Paese presentano ampi margini di crescita, è assai significativo che negli ultimi anni l’ISTAT registri un sostanziale incremento di coloro che si sono recati almeno una volta a visitare mostre e musei. Siamo oggi di fronte ad un contesto competitivo profondamente mutato, caratterizzato dalla diminuzione di fondi pubblici e dall’allargamento dell’offerta di intrattenimento.

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