Articoli taggati con ‘interaction design’

Tafterjournal n. 3 - aprile 2008

Un ritratto mediatico del quartiere Liberties di DublinoA mediated portrait of the Dublin Liberties

di Valentina Nisi, Glorianna Davenport e Mads Haahr

Il progetto “The Media Portrait of the Liberties” è composto da una raccolta di molteplici racconti brevi, che racchiudono informazioni di carattere storico, sulla comunità del quartiere Liberties di Dublino. Queste unità mediali svelano “un senso dello spazio” e sono state progettate con l’intento di essere diffuse tra il pubblico come se il pubblico stesse girovagando per le strade del quartiere. Lo sviluppo concettuale del progetto è iniziato con la raccolta di informazioni sul quartiere e i suoi abitanti attraverso l’osservazione e la realizzazione di interviste etnografiche, e si è evoluto quando il direttore del progetto ha intrapreso una collaborazione con Maireen Johnston.

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Tafterjournal n. 3 - aprile 2008

Narrazioni interattive e ricordi di comunità

di Giulia Agusto

I ricordi riflettono le nostre esperienze vitali ci fanno rammentare episodi, aneddoti, si intersecano alle nostre azioni e rafforzano l’immagine che abbiamo di noi come individui singoli, ma anche come appartenenti ad un luogo.
Esattamente come una foto o un’immagine, arricchita di supporti sonori e video, i supporti multi-mediali sono in grado di richiamare alla mente il contesto emotivo ricco e sfaccettato che caratterizza un luogo, amplificandone il senso per chi lo abita, lo sperimenta, lo vive.

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Tafterjournal n. 2 - gennaio 2008

I contributi dei visitatori come patrimonio culturale: il design per la partecipazioneVisitors’ contributions as cultural heritage: designing for participation

di Luigina Ciolfi, Liam J. Bannon e Mikael Fernström

In questo articolo affronteremo il nostro approccio all’allestimento di due mostre pubbliche, nell’ambito delle quali il nostro obiettivo è stato quello di offrire gli strumenti adatti per facilitare e supportare i contributi personali dei visitatori alle mostre stesse. La filosofia alla base del nostro lavoro, considera il ruolo della tecnologia come in grado di accrescere il patrimonio delle esperienze di ogni singola persona, andando oltre la mera messa a disposizione delle informazioni, e permettendo ai fruitori di creare il contenuto di un’esposizione.

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