Articoli taggati con ‘città’
New York. The High Line Park: growing innovative urban projects on a common ground
Unlike other parks, the High Line was thought and designed as a growing nest for the arts, a conceptual journey through temporary exhibition espousing the trail from seasons to seasons, apart from turmoil of the city that never sleeps.
Shanghai. From an autumnal Bologna to my friend G.
Francamente, era da quando sono nata che volevo vedere questa città, e, come tutte le cose che si riescono a realizzare e che si sono a lungo sognate nella propria vita, quando si è lì, almeno io, ci si ritrova completamente rintronati, avulsi, lontani.
Where do we belong? Festivals conquer the urban texture
This reflection comes to my mind when looking at the social and cultural current phenomenon such as the recent proliferation of film festivals around the world. I consider this phenomenon as an expression of the changing nature of the audience that more than ever before is seeking for interaction, participation and, last but not least, physical reappropriation of the local dimension in its urban area.
Datong. Gernsbacking China
Cosa succede se non c’è la cultura dietro l’immaginario del futuro, ma solo la fame di denaro? Datong è una città piena di edifici vuoti, edifici distrutti prima ancora di essere abitati, distrutti per venire ricostruiti; Datong sta tirando giù le sue mura medievali e i suoi quartieri antichi, per costruire ancora e ancora.
Wutai Shan. Nubi all’orizzonte e breccia nei polmoni
La scoperta in Cina del turismo e del turismo religioso ha creato il turismo religioso di massa cinese, ovvero la cosa più vicina a una invasione di cavallette che io abbia mai visto. Dove passano, la devastazione, non cresce più nulla.
Pingyao. La città degli spiriti e l’albero di ailanto
Giorni fa mi chiedevo se esistessero case infestate, ed ecco un’intera città piena di spiriti, che siano stati loro, gli spiriti, a nascondere la città agli sguardi del governo centrale per così tanto tempo?
Pechino. Hutong e sostituzioni, ovvero del lento filtrare
Approdo a Pechino di mattina. Questo viaggio è nato come le bolle soffiate con una cannuccia colorata in un bicchiere di cola, come quelle bolle si presenterà Pechino, senza senso se guardata dall’alto, ma come un’infilata di bolle nello sguardo frontale.
Intercettare il futuro. Mappe del possibile
Trattare qualsiasi tema legato al territorio in epoca contemporanea è estremamente ambizioso e complesso. Le città in cui abitiamo diventano sempre meno afferrabili, sempre meno maneggiabili con gli strumenti e i paradigmi con i quali siamo abituati ad avere a che fare.
Artisti interpreti del territorio e della comunità
La professione dell’artista/creatore/produttore in questa nuova situazione assume contorni più flessibili e trasversali trovandosi al centro di relazioni sociali e istituzionali rispetto all’ormai lontana e superata visione dell’artista autonomo e indipendente.
Dell’arte ribelle
E’ fondamentale che l’arte irrompa nella vita quotidiana e ne riprenda gli spazi, emancipandosi da quei luoghi di conservazione e necrosi che ne sono talvolta spazi esclusivi e deputati di fruizione per iniziati.
A tale of three cities and three earthquake disasters
The purpose of this article is to present the results of a brief analysis of the short and medium-term aftermaths of three earthquakes that have occurred in different parts of the world: at L’Aquila, central Italy, on April 6 2009; at Padang, Indonesia, on September 30 2009; and at Christchurch, New Zealand, on September 4 2009 and February 22 2011 (these will be considered as two events, but as one disaster).
Restaurare e ricostruire: problematiche del dopo-sisma aquilano
La mancanza di un indirizzo omogeneo caratterizza metodo, dinamiche e responsabilità dell’attività post-sismica in Italia, quasi che non esistano problematiche ricorrenti, di carattere sociale, economico-finanziario, gestionale, tecnico-operativo.
Il costruito italiano: tipologie, problematiche, interventi pre e post sisma
La sicurezza sismica degli edifici non può prescindere dalla conoscenza dei luoghi in cui questi sono inseriti e dalla storia e tradizioni che hanno determinato tecniche costruttive, modalità di realizzazioni, modificazioni spazio-temporali. Il costruito italiano, soprattutto nei piccoli centri, ha peculiarità fondanti non solo della identità architettonico-culturale ma anche di quella costruttiva. Il presente paper vuole evidenziare alcuni aspetti fondamentali delle problematiche legate alla prevenzione e alla ri-costruzione che possono essere di guida per affrontare la progettazione con perizia tecnica e rispetto.
KIZUNA, uniting people
Il Centro di ricerca Fo.Cu.S , Sapienza, Università di Roma ha organizzato il convegno “Ri-costruzioni” con l’obiettivo di evidenziare come gran parte del patrimonio storico italiano (in particolare quello dei piccoli centri storici) sia aggredito, ormai da anni, da eventi calamitosi che portano alla sua distruzione fisica e al connesso spaesamento delle comunità. Questo numero speciale di Tafter Journal raccoglie i paper presentati in occasione del convegno, che ha inteso affrontare l’argomento ad ampio spettro, sia dal punto di vista dei diversi tipi di disastri che provocano distruzioni e trasformazioni del territorio, quasi sempre irreversibili, sia dal punto di vista delle comunità coinvolte. La partecipazione di studiosi ed esperti di livello internazionale è finalizzata a guardare da angolazioni diverse, connesse alla specificità dei paesi, lo stesso problema: il disastro territoriale, la perdita della casa, lo spaesamento nei territori distrutti e la difficoltà di ricostruzione fisica e sociale, la scala territorialmente appropriata della ricostruzione.
Città polifoniche. Visualizzazione di User Generated Content geo-localizzati a supporto della comprensione dei fenomeni urbani
In un mondo sempre più denso di informazioni, che si riempie di sensori e di tracce digitali; in città i cui spazi, flussi, persone e dati si intrecciano quotidianamente, come osservare, interpretare e restituire le dinamiche intangibili che circondano e pervadono quelle fisiche? Città polifoniche esplora le potenzialità di utilizzare l’analisi e la restituzione visiva di User Generated Contented geo-localizzati, ovvero delle informazioni digitali condivise dai cittadini e legate a luoghi specifici, come strumento per individuare relazioni significative tra spazi urbanii, usi, e percezioni, a supporto della reale comprensione dei fenomeni urbani contemporanei. Dopo una sistematica ricognizione dello stato dell’arte in materia e l’analisi dei casi studio più interessanti, si introdurranno due progetti di ricerca in corso: Maps of Babel e Visualizing the Crisis, e si analizzerà in particolare il ruolo della visualizzazione dinamica dei dati come strumento in grado non solo di fornire molteplici viste sui fenomeni urbani complessi, ma di includere un livello analitico ed interpretativo dei dati stessi. Si individueranno inoltre diversi scenari per possibili applicazioni virtuose dei metodi e delle techiche presentati, in termini di supporto a processi di decision making e pianificazione strategica alla scala del territorio.
Il mondo secondo Gauss: geo-localizzazione e riferimenti del territorio
Due temi, connessi alle infrastrutture sensoriali delle città, ci riconducono alla considerazione dell’importanza dei riferimenti su cui poggiano le rappresentazioni della realtà in cui viviamo. In una smart city, entità ancora non ben definita, ma fortemente percepita, voluta, promossa e analizzata negli ambienti della neo-geography, ma anche in via di commercializzazione da parte di alcune realtà industriali, si integra l’espressione artistica “migrante”, derivata dai flussi degli artisti d’Oltre-Europa, spesso difficilmente geo-localizzati e dispersi in spazi cittadini non consoni alle loro attività. Si rappresenta l’aspetto “polifonico” delle città utilizzando tecnologie geografiche per raffigurare particolari aspetti dell’umanità in sistemi di mappe pluridimensionali condivise, come ad esempio le Maps of Babel, che mirano a individuare schemi e modelli di comportamento alla scala urbana delle diverse etnìe che la abitano.
Starchitecture. Scene, attori e spettacoli nelle città contemporanee
Con la costruzione del Guggenheim Museum la città di Bilbao è divenuta il simbolo incontrastato della star architecture. Analizzando in maniera critica il fenomeno della spettacolarizzazione in campo architettonico, il volume offre una inedita interpretazione dei processi che hanno portato a risultati architettonici simili in contesti anche molto diversi tra loro.
Città e regioni nel nuovo capitalismo. L’economia sociale delle metropoli
Dalla deindustrializzazione all’affermarsi del capitalismo della cultura e della conoscenza, il volume affronta i cambiamenti in atto nelle città contemporanee, mettendo in evidenza le interazioni esistenti tra economia e società nello spazio urbano.
Spatialisation of urban culture in a large-scale event: urban visions and the program of Tallinn 2011 European Capital of Culture
The study discusses examples from the three periods, which are represented by certain texts in the process of Tallinn becoming ECoC. Texts are included from 2005 (artistic reflections), 2008 (the city’s proposal), and 2010 (the program). Thus the paper considers mainly the visionary ideas expressed before the large-scale event in Tallinn. The visions and spatial focuses towards ECoC influenced the contexts of urban culture. I also give some examples of initiatives and actual changes of city environments that took place in the first half-year of 2011.
European Capital of Culture as a regional development tool? The case of Marseille-Provence 2013
In 2013 Marseille-Provence will hold the title European Capital of Culture (ECoC). Marseilles, the lead city in the bid, is significantly larger and poorer than the other urban districts included in the project. In common with a number of other Capital of Culture projects, most famously Glasgow in 1990 and Liverpool in 2008 (Andres 2011), one of the central premises of the proposal is that Marseilles requires the title to assist in the development of a metropolitan urban area.
Pécs2010: borderless culture?
On 19th October 2005 Pécs, one of the cities in Hungary with the greatest cultural heritage, was designated as European Capital of Culture (ECOC) for the year 2010, together with Istanbul and Essen. The following pages aim at detecting the reasons which brought to the candidacy and the successive designation of Pécs as European Capital of Culture. We shall attempt to reconstruct how this event has contributed to the city’s renewal process through the decentralization, regionalism and urban renewal projects.
Liverpool 2008 : capital of whose culture? The cities on the edge project
This paper aims at showing a contrasting vision and image between a particular project realized during the Liverpool European Capital of Culture 2008 and the official one depicted in the bid and brought forward by the Liverpool Culture Company. The first part of the paper wants to frame some questions around mega-events; the second one will show the approach of the project “Cities on the edge” and will try to identify where the idea of “city” is, focusing on the contrasting visions and images proposed by the project “Cities on the edge” and by the Liverpool Culture Company.
Culture and urban space in academic research projects of Turku 2011 European Capital of Culture
Even though most European Capitals of Culture (ECoC) have been university cities, academic research has seldom played much of a role in their programmes. The case of the Finnish city of Turku, European Capital of Culture 2011, is different. The local universities are connected to the ECoC in three ways. Firstly, there are 10 research projects (2009-12), which were selected in an open call and are partly financed from Turku ECoC 2011 funds. Secondly, Turku ECoC 2011 includes 14 cultural projects, which involve co-operation between university research and arts. Thirdly, the University of Turku is in charge of the Turku 2011 Evaluation Programme (2010-2016), a multi-layered impact assessment led by Professor Harri Andersson. This article focuses on the first category, the research projects.
Dove va la cultura? Un sestante per il futuro
Stiamo seppellendo un mondo che ci sembrava perfetto ed era soltanto anabolizzato. La cosa dura ormai da un poco, ma soltanto negli ultimi mesi è diventata talmente forte e intensa da non poter fare più finta di niente. E non diciamo, per favore, che a morire è la cultura: il terrore dei barbari, veri o presunti, è soltanto l’ennesimo alibi per tentare di far durare un paradigma che in fondo sembrava protettivo e comodo. Al contrario, la cultura è l’unica che sopravviverà, dopo essersi salvata da un sistema lungo più di due secoli che ha cercato in tutti i modi di appropriarsene dileggiandola e drammatizzandola. Generazioni brutali in fabbrica e in ufficio, facili all’adulterio e a molte altre nefandezze ma affascinate dalla possibilità di singhiozzare all’opera, di svenire nei musei, di commuoversi in un sito archeologico.
Spazio urbano e spazio teatrale nell’organizzazione dello spettacolo dal vivo
Lo spazio delle città accoglie, com’è noto, luoghi molteplici per funzione e forma. In questo quadro, i teatri occupano da sempre un posto di rilievo. Tuttavia, alla luce dei differenti modi di organizzare l’ambientazione e la collocazione dei luoghi di spettacolo, è opportuno riflettere su come lo spazio teatrale si è disseminato e diversificato nella storia recente, fino a utilizzare l’ambientazione di edifici “non teatrali” oppure quella della città stessa, in modo diverso rispetto al passato, in un intreccio di estetica e pratica culturale.
Vedere l’invisibile. La complessità dell’interpretare le città e i loro luoghi
La vita quotidiana di ciascun individuo all’interno delle città si sviluppa attraverso percorsi abitudinari che attraversano porzioni di spazio a cui vengono riconosciute specifiche identità e funzioni, trasformandole così in luoghi. Ma questa assegnazione non è sempre condivisa, e così allo stesso frammento di città possono essere attribuite identità e funzioni differenti da differenti individui. E per gli occhi di chi non riuscirà o non vorrà riconoscerle tale frammento resterà, almeno in parte, invisibile.
Città pubbliche. Linee guida per la riqualificazione urbana
La “città pubblica” contemporanea rappresenta un laboratorio di progettualità aperto a molteplici approcci e scenari. Tali elementi si ritrovano nello studio proposto nel presente volume, esito del programma di ricerca di interesse nazionale avviato nel 2006 dal titolo “La città pubblica come laboratorio di progettualità. La produzione di linee guida per la riqualificazione sostenibile delle periferie urbane”. Emerge un ritratto della città pubblica come risorsa e patrimonio di spazi, storie e valori, nella valenza di “bene comune” da valorizzare nei progetti di riqualificazione sociale e spaziale…
Territori dell’urbano. Storie e linguaggi dello spazio comune.
Lo spazio comune cui fa riferimento il titolo è lo spazio che le città ospitano ed all’interno del quale si verificano pratiche sociali, un luogo di incontro e confronto tra il singolo, l’individuo, e la dimensione più propriamente collettiva. E’ questa la prioritaria dimensione di indagine che il testo affronta, attraverso una analisi attenta di tre aree tematiche principali, ovvero i processi, i modelli e le politiche relative allo spazio urbano, che costituiscono le questioni di interesse che animano la discussione attraverso i saggi dei vari autori.
The City of Flows
“City of Flows”, curato da Mauro Magatti e Laura Gheradi, con i contributi di Marc Augè, Vincent Kaufmann, Saskia Sassen, Nigel Thrift e Patrick Le Galès, raccoglie le discussioni e le idee elaborate nel corso di una serie di workshop sul tema dello sviluppo urbano.
Lo sviluppo territoriale nell’economia della conoscenza: teorie, attori, strategie
Il legame tra produzione di conoscenza e sviluppo territoriale, sebbene poco immediato ed intuitivo, costituisce un tema di indagine assolutamente imprescindibile allorché si intenda parlare di “cultura di un territorio” e del suo sviluppo.
La creatività nei quartieri, un fatto ordinario e non spettacolare. Implicazioni dell’istituzione di un distretto culturale in un quartiere di Brooklyn
Il contributo mette in evidenzia l’urgenza di pensare alla creatività urbana come fatto ordinario e non spettacolare, prodotto della vita quotidiana. La storia del quartiere Fort Greene offre il pretesto per investigare le implicazioni della retorica sulla creatività a livello locale. L’istituzione di un distretto culturale all’interno del quartiere già ampiamente affermato per la vivace scena culturale afro-americana, solleva il dissenso nella comunità artistica e degli abitanti. Il piano è accusato di strumentalizzare il quartiere che già c’è e si rivela poco inclusivo degli artisti che vi risiedono già sotto pressione per le fasi avanzate del processo di gentrification.
Illuminando la città. Esperienze urbane tra arte e design
La città contemporanea è palinsesto d’infinite narrazioni. Ormai il sistema di eventi presente nel calendario della vita urbana presuppone una pratica progettuale continua: gli allestimenti sono veri e propri “cambi d’abito” di una realtà in continuo divenire. I linguaggi espliciti e dichiarati dell’arte, della pubblicità, del design, dell’architettura, si mescolano a quelli non convenzionali dell’urban stencil & stikers, dei graffiti elettrificati, del guerrilla advertising e della comunicazione bottom up.
L’esperienza modenese del progetto partecipativo ex Fonderie Riunite. Intervista a Marianella Pirzio Biroli Sclavi
È stato di recente bandito il Concorso internazionale di idee per il riuso dell’edificio delle ex Fonderie Riunite di Modena secondo le indicazioni emerse da un processo partecipativo avviato dall’Amministrazione comunale che ha visto impegnate istituzioni e associazioni cittadine. Si è trattato di un’esperienza quasi unica nel suo genere per la dimensione del progetto e la qualità del risultato, alla quale hanno contribuito il coraggio di alcuni amministratori locali, l’entusiasmo e l’impegno di un compatto gruppo di cittadini portatori di idee progettuali diverse che hanno saputo trovare un punto di contatto tematico e una convergenza ideale, e la capacità professionale di Marianella Pirzio Biroli Sclavi che ha governato il processo. Officina Emilia, uno degli attori del progetto partecipativo, ha assunto l’iniziativa di raccontare questa storia raccogliendo un’intervista della prof. Sclavi.
L’impresa incontra arte e cultura
La città di Montreal si afferma da qualche anno sulla scena internazionale come una metropoli culturale. In questo contesto, durante il mese di novembre 2007, la Camera di Commercio di Montreal e Culture Montreal hanno organizzato un incontro cittadino volto a definire il piano d’azione delle politiche culturali municipali fino al 2017.
Strategie per la promozione dell’identità urbana e grandi eventi
Oggi come mai prima d’ora la promozione del territorio è diventato un argomento centrale nelle agende di istituzioni e urban manager. La globalizzazione e la conseguente compressione spazio-temporale hanno cambiato le regole alla base della competizione economica e hanno contribuito alla creazione di una nuova gerarchia sociale dei luoghi. L’interesse crescente mostrato nei confronti dei processi di costruzione dell’immagine, sia quando si parla di città sia quando più genericamente parliamo di territori, deriva dal bisogno di attrarre flussi, di persone e risorse, utili alla promozione dello sviluppo locale.