Luoghi insoliti

Coordinamento: Francesco Palumbo
Sistemi produttivi locali in relazione ai processi economico-culturali nell’età della globalizzazione. Casi pratici e spunti di riflessione.

Tafterjournal n. 44 - febbraio 2012

Culture di paesi terzi: le biblioteche di Timbuctù e la luce del Sahara. Un caso studio

di Silvia Greca Rita Floris

Africa. Il contente della tradizione orale ha nascosto nelle sabbie del Sahara un tesoro inestimabile. I manoscritti in lingua araba di Timbuctù sono testimoni di una cultura scritta che ha animato questa zona del Sahel in epoca medioevale. I proprietari dei fondi lanciano la sfida: conservare e valorizzare il patrimonio documentale e rilanciare economicamente la città. Può la cultura funzionare come dispositivo di sviluppo economico in un paese del terzo mondo?

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Tafterjournal n. 43 - gennaio 2012

Place Branding and Place Identity. An integrated approach

di Ares Kalandides

Place Branding is based on a very elusive concept of place identity that needs to be re-examined. An understanding of place as simultaneously absolute, relative and relational on the one hand and as the “coexistence of difference” on the other, opens up new perspectives for this concept. Looking at the ways that place is constituted and considering its individual constitutive elements, can lead to a more dynamic understanding of place identity that would integrate mental images, materiality, institutions, practices and representations. This has deep consequences on the conceptualization and practicability of Place Branding that then needs to be reconsidered in an integrated way.

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Tafterjournal n. 39 - settembre 2011

Archeologia industriale, creativita’ e gestione integrata. Il caso biellese

di Eleonora Celano e Stefania Chirico

Architettura, urbanistica, design, arte, cultura, creatività, sviluppo economico sono solo alcuni degli elementi che affiorano alla mente, allorquando pensiamo al complesso puzzle degli interventi di riqualificazione urbana di un contesto metropolitano. Da diverso tempo, infatti, l’economia è stata accostata al patrimonio della conoscenza, in quanto si è ritenuto che le metodologie economiche fossero funzionali allo sviluppo della cultura per efficacia ed efficienza, con lo scopo di attribuire nuovo valore e sviluppo ad un territorio. In questo contesto entra in gioco il ruolo dell’archeologia industriale, ovvero di quello studio complesso ed ampio che riguarda edifici e macchine che oggigiorno hanno perso la loro funzione d’uso, ma che sono ancora presenti sul territorio e nei quali, talvolta, vengono riconosciuti valori sociali e culturali molto forti. Obiettivo del presente lavoro è quindi quello di indagare le interazioni tra settori disciplinari differenti tra loro: economia, archeologia e marketing territoriale, al fine di raffrontare le prospettive di indagine e di strutturare un paradigma concettuale nel quale archeologia industriale, creatività e territorio siano identificati come vere e proprie risorse in grado di garantire uno sviluppo locale sostenibile. Il contesto territoriale che si intende prendere in esame è quello inerente alla provincia di Biella.

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Tafterjournal n. 36 - giugno 2011

Megaproyectos en tiempos de crisis: el caso de España

di Antoine Leonetti

En una España devastada por la crisis, la continuidad de ciertas grandes infraestructuras culturales en construcción está en tela de juicio. Después de 20 años de edificación intensiva de museos de arte contemporáneo, de salas de conciertos o de teatros, estimulada por unas administraciones regionales recientes y deseosas de construir una nueva identidad, los efectos de la crisis son muy palpables: derrumbamiento de las subvenciones y del mecenazgo y simplificación de los programas de las fundaciones bancarias (como la de La Caixa), de los museos o de los festivales. Eso cuando no se trata directamente de la bancarrota, como en el caso del gran festival de música Summercase en Barcelona o en el del admirable Museo Chillida-Leku en el País Vasco.

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Tafterjournal n. 27 - settembre 2010

Il litorale romano tra riqualificazione urbana e memoria storica

di Sandra Leonardi e Marco Maggioli

Lo sviluppo urbano, formale ed informale, non ha risparmiato la costa della provincia di Roma, dove gli elevati ritmi di crescita della popolazione e dell’edificazione hanno innescato meccanismi di progressivo quanto rapido consumo di suolo. Uno dei risultati di questa ‘crescita’, non sempre direttamente percepibile, sembra riguardare lo smarrimento del senso stesso di appartenenza ai luoghi, la perdita cioè dei caratteri vocazionali e delle memorie insite nei territori. I dieci comuni costieri della provincia di Roma, con le diverse frazioni marittime, assumono, quasi sempre, la classica configurazione degli insediamenti lineari lungo la strada litoranea che li attraversa con un rettifilo da nord a sud, con costruzioni di diversa tipologia e funzionalità, realizzati spesso senza regola, sfruttando al massimo tutto lo spazio disponibile. Sono stati alterati e modificati elementi appartenenti a contesti storici e paesaggistici di pregio. Pertanto il presente contributo, frutto di un’attività di ricerca più ampia condotta nei comuni costieri del Lazio, propone una chiave di lettura che cerca di analizzare le relazioni e le conflittualità innescate dai processi di riqualificazione urbana.

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Tafterjournal n. 21 - marzo 2010

A proposito della protezione dell’ambiente: esperienze e spunti per una possibile transizione

di Marco Eramo

La lettura di una ricerca condotta da Carlo Desideri e Emma Imparato, pubblicato da Giuffrè con il titolo Beni ambientali e proprietà, propone un modello per la gestione delle aree protette distinto da quello attualmente in vigore nel nostro paese. Il lavoro ha il grande merito di tratteggiare le linee essenziali di questo approccio alternativo portando a sostegno della sua bontà la descrizione della sua sperimentazione in corso da lungo tempo in Francia e Regno Unito. A distanza di alcuni anni – il libro è stato pubblicato nel 2005 – e nonostante le difficoltà in cui versano i nostri enti parco e il sistema di protezione nel suo complesso che riportano spesso in agenda il tema di una sua revisione, i frutti di questa ricerca non sembrano essere adeguatamente filtrati nel dibattito generale.

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Tafterjournal n. 19 - dicembre 2009/gennaio 2010

Design e sistema territorio. L’esperienza didattica del progetto “Arredo & Territorio”

di Marco Bozzola

Arredo & Territorio è una ricerca/progetto per lo sviluppo di attrezzature di arredo urbano e montano lungo i percorsi delle valli olimpiche di Torino 2006. I progetti sono stati realizzati da studenti di architettura e design di tre scuole universitarie europee e costruiti da artigiani torinesi. Obiettivo è stata la valorizzazione del territorio in termini di aumento della fruizione, valorizzazione della cultura artigianale locale, godimento delle risorse ambientali. Tale esperienza, ha dato vita a prodotti reali installati, e tutt’ora presenti, in 28 comuni della provincia torinese.

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Tafterjournal n. 15 - luglio-agosto 2009

Formare comunità, in-formare territori. Designing connected places: fare scuola di design per il territorio

di Eleonora Lupo e Cristian Campagnaro

“La terra, vista come territorio riservato alla vita è uno spazio chiuso, limitato dalle frontiere dei sistemi di vita (la biosfera). Quindi è un giardino”(Gilles Clément, 2004)

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Tafterjournal n. 9 - novembre 2008

Costruire scenari per un territorio fragile. L’esperienza dell’osservatorio sul delta del Po

di Davide Fornari

Stiamo vivendo un processo di estetizzazione – delle merci, dei servizi, delle esperienze – che mistifica il significato della progettazione, a tutte le scale. In che modo il progetto può contribuire a costruire gli scenari quotidiani e futuri di un territorio? In che modo i designer possono mettersi al servizio della società per rispecchiarla e svelare le criticità nascoste nelle azioni progettuali del presente? L’osservatorio sul delta del Po ha promosso una scuola estiva per individuare le possibilità per il futuro di un territorio fragile…

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Tafterjournal n. 8 - ottobre 2008

Non è solo un paese per vecchi. Identità e innovazione nell’esperienza LAB.net della regione Sardegna

di Roberta Lazzarotti

Il 3 ed il 4 luglio 2008 si è svolto ad Alghero il convegno conclusivo del progetto LAB.net – Rete transfrontaliera per la valorizzazione dei centri storici urbani, finanziato dal PIC Interreg IIIA Italia Francia “Isole” Sardegna-Corsica-Toscana. L’iniziativa si colloca sulla scia di una ormai decennale esperienza della regione in tema di tutela e valorizzazione dei centri storici: la legge 29 del 1998 “Tutela e valorizzazione dei centri storici della Sardegna” rappresenta infatti il momento di avvio di una serie di sperimentazioni che hanno segnato le punte più avanzate del panorama italiano. I capisaldi di questa attività risiedono soprattutto nella convinzione della necessità del superamento della logica del puro intervento fisico, in particolare nelle realtà di minore dimensione, e dell’adozione di una logica di intervento complessa ed integrata, che affronti e coinvolga attivamente anche la dimensione socio-economica del problema.

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Tafterjournal n. 7 - settembre 2008

Dal recupero edilizio a proposte innovative per il riuso dei centri storici della Valle dell’Agri in Basilicata

di Piergiuseppe Pontrandolfi

Con riferimento al tema dello sviluppo locale ed in particolare al recupero e riuso dei centri storici minori, in Basilicata si sta sviluppando una interessante esperienza nell’area della Valle dell’Agri. Il territorio ricco di risorse ambientali e paesaggistiche e culturali è da anni interessato da rilevanti attività di estrazioni petrolifere.

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Tafterjournal n. 5 - giugno 2008

Ricettività diffusa e nuove tendenze del fenomeno turistico in Italia

di Giuseppe Vergaglia

I flussi turistici che caratterizzano la domanda turistica di questi ultimi anni, seguono la tendenza che trova espressione in poche ed esaurienti parole: “fuori dai soliti posti”. Oggi le parole chiave per un nuovo approccio turistico, in grado di interpretare nuovi bisogni e nuove esigenze del consumatore di località turistiche sono “inedito e autentico”. Questi trend trovano il loro naturale sfogo nell’ospitalità diffusa, in forme di ospitalità che della salvaguardia dei luoghi, dell’ambiente e degli stili di vita hanno fatto la loro ragion d’essere.

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Tafterjournal n. 2 - gennaio 2008

Dopo il paesaggio italiano

di Gabriele Pierluisi

Il barocco ritorna a noi anche per il fatto che è il primo stile italiano a essere consciamente pensato per una dimensione internazionale e globalizzata. I temi dell’arte italiana con il barocco divengono sensazionali e spettacolari per superare i confini localistici e diffondersi in tutto il mondo. Questa idea comunicativa riesce a conciliare il dualismo cinquecentesco tra spazio come scena, derivante dalla cultura prospettica, e spazio come oggetto, legato alla cultura dell’antico. La definizione del paesaggio contemporaneo, del paesaggio “barbaro” direbbe Baricco, passa per la coscienza del rappresentarsi, e l’individuazione di temi figurativi che connettano e amplifichino le molteplici realtà del nostro paese. Strumento di questa rivoluzione dal basso, di questo rivoltare il guanto, è l’impresa creativa.

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Tafterjournal n. 1 - ottobre 2007

L’internazionalizzazione della cultura

di Francesco Palumbo e Pierluigi Montalbano

Nell’ambito degli attuali processi di internazionalizzazione il territorio assume sempre più un ruolo di entità centrale in quanto rappresenta un tessuto ricco di elementi materiali ed immateriali, garantisce un valore aggiunto alla localizzazione delle attività produttive, contribuisce alla selezione delle attività imprenditoriali…

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