Gestire cultura
Coordinamento: Mercedes Giovinazzo
Il tema del management culturale al centro di riflessioni sulle modalità organizzative, le strategie d’azione e i meccanismi economici che animano un settore fluido e complesso.
La cultura per una crescita intelligente, sostenibile e solidale. Verso un uso strategico dei Fondi Strutturali 2014-2020 per la cultura
La cultura è al centro della sfera economica e politica del progetto europeo. Da un lato, la cultura produce ricchezza; dall’altro è anche fonte di creatività e innovazione, che favorisce il dialogo e la coesione sociale, nonché la trasmissione di valori di interesse comune. Oggi più che mai, la rinascita dell’Europa passa dalla cultura. È senz’altro necessario ridare nuovo slancio all’economia, ma lo sviluppo senza coesione sociale rischia di essere fallimentare nel lungo periodo. Solo la cultura può aiutare i cittadini europei a riguadagnare fiducia nell’UE e a ricostruire un senso di appartenenza fondato su valori comuni.
The Cranach syndrome. Calls for private donations for museums’ art acquisitions: new perspectives for the French Public Cultural Institutions funding?
Micro-sponsorship might become a way to develop seminal actions of culture and in particular require people to define through their financial support what makes their culture today, in other words, what should become a clear statement of their own heritage. The development of actions of the kind in many fields (not only museums but cinema or theatre) proves the relevant nature of such strategies that go way beyond financial issues. Yet, several questions must be raised that may regard in particular their chance to become efficient on a larger scale for institutions that don’t have the prestige or the strong implementation in the audiences’ minds.
Future Trends in Cultural Diplomacy
The aim of this paper is to show how Cultural Diplomacy can take shape in the future, in a much wider extent than what we see today. Using the case study of the Deutsche Bank, this paper will refer to a broadening use of Corporate Social Responsibility in order to include cultural promotion in societies. Corporate Cultural Diplomacy-actions have to be considered as preventive and long-term investments will provide a win-win outcome for both societies as well as businesses. This paper will state the concrete benefits for enterprises to engage in Corporate Cultural Diplomacy, using Deutsche Bank as a concrete example of how Corporate Social Responsibility might develop and take shape in the future to come.
Cultura bene comune? Una riflessione retrospettiva
Che cosa vuol dire “bene comune” per i cittadini che nella cultura trovano ed elaborano la propria identità? E quali princìpi, regole e strumenti possono riuscire a proteggerne, consolidarne e diffondere il valore?
Un ecosistema per la cultura
La cultura è la risorsa che più d’ogni altra traccia il palinsesto specifico di un territorio, definendolo come reticolo di costruzione relazionale e di prossimità; essa è costituita e integrata dai processi quotidiani del fare: di avverbi più che di sostantivi, di approcci più che di contenuti.
Nuove infrastrutture per la produzione culturale
The Hub è un progetto mondiale basato sul concetto di coworking. Lo dice la parola stessa: si lavora insieme, si trae spunto gli uni dagli altri, in un continuo rilancio di competenze, collaborazioni, idee, necessariamente innovative e socialmente responsabili.
Un distretto musicale
Il presente articolo sintetizza i risultati di una ricerca desk, condotta all’interno dell’Università IULM, sulla localizzazione spaziale in Italia delle imprese appartenenti alla filiera produttiva dell’industria musicale.
Valori e prassi del turismo culturale
Il turismo culturale continua il suo percorso di espansione con una sempre maggiore diversificazione della domanda; la concorrenza aumenta e anche l’offerta si specializza facendo emergere nuovi sub-mercati.
Come scegliere un manager culturale
La nomina di Jeffery Deitch a direttore del MOCA nel giugno 2010 ha motivazioni ben precise e strettamente connesse con la città di Los Angeles e uno dei suoi personaggi più importanti: il businessman Eli Broad.
Quello che le muse non dicono
Nel 2009 quattro appassionati di musei, Giuliano Gaia e Stefania Boiano di Invisiblestudio insieme a Francesco Simone e Marco Sors, decidono di lanciare un sito web dedicato ai musei più curiosi d’Italia.
Eatalians do it better
Cos’è il Made in Italy che ci invidiano all’estero? Non ci si interroga soltanto sul letteralmente “fatto” in Italia, ma più visceralmente su quel valore aggiunto che sembra nascere dalla nostra penisola.
La forza lavoro creativa in Europa: un’esplorazione di tendenze territoriali e relazioni con la crescita
Sull’onda della popolarità dei lavori di Richard Florida (2002, 2005), Sharon Zukin (1995) e Anne Markusen (2006), si è andato sviluppando un discorso che ha fatto breccia a livello politico, per cui il settore creativo è considerato un asset fondamentale per il rilancio della competitività territoriale e un motore dell’inovazione tanto economica quanto sociale in senso lato. Tuttavia, se i numeri testimoniano l’importanza quantitativa del settore, pochi sono invece gli studi volti a comprendere le condizioni che ne consentono la crescita o una reale comprensione dei meccanismi di trasmissione che collegano le dinamiche del settore creativo con l’andamento delle economie regionali nel loro complesso. Il presente articolo vuole essere un contributo al necessario dibattito sulle dinamiche regionali del lavoro creativo e la relazione di questo con lo sviluppo economico.
Is cultural diversity good or bad for the arts and creative economies?
Within the span of two months, September and October 2012, four arts policy-related events problematized the connections between diversity, democracy, and cultural policy. Cultural diversity has often been a convenient target for those who see it as subverting universal values in a democracy or in the arts. This is because the more culturally diverse a society is the more difficult it is to assign specific cultural (aesthetic) value to a work of art. In a climate of limited public funding, the absence of clearly defined cultural value is a problem on both sides of the North Atlantic. The challenge facing arts policy-makers is to come up with innovative ways to “make the case” for cultural value in order to turn policy discussions away from a “values for money” debate toward “money for values.”
Monitoraggio e controllo della gestione dei siti UNESCO. Il piano di gestione come opportunità mancata?
Questo articolo presenta un quadro dell’attuale situazione nazionale dei sistemi di gestione dei siti UNESCO dichiarati “patrimonio mondiale dell’umanità”. L’Italia, il paese più rappresentato nella lista, si trova al momento ad affrontare una difficile crisi economica, che coinvolge anche i sistemi di gestione del proprio patrimonio culturale. Si ritiene che sia necessario far fronte alle difficoltà attuali con lo sviluppo di maggiore cultura manageriale e l’utilizzo più consapevole degli strumenti propri delle discipline economico-aziendali. Questi elementi vanno riscoperti in particolare per la realizzazione e l’attuazione di strumenti volti al monitoraggio e al controllo dei risultati ottenuti; fra questi strumenti emerge in particolare il piano di gestione dei siti UNESCO, che nella sua prima fase di applicazione non sembra aver ancora sviluppato tutto il suo possibile potenziale.
Filiera dell’industria musicale e nuovi modelli di business in Italia
Il settore della musica è sempre stato identificato con il più ristretto mercato discografico, seppure molte altre attività economiche ne facciano pienamente parte, in quanto senza la musica non esisterebbero o non avrebbero lo stesso valore. Attraverso un modello che ne ricostruisce l’intera filiera produttiva, questo studio presenta un’analisi empirica dell’industria musicale italiana da un punto di vista più ampio rispetto alle analisi tradizionali. Produttori di strumenti musicali, scuole di musica, autori, compositori, case discografiche, editori, distributori, società di raccolta dei diritti, organizzatori di concerti, discoteche, produttori di elettronica di consumo audio, sono alcuni dei suoi attori più importanti. Ad ognuno corrisponde un comparto di cui è stato calcolato il valore economico negli anni 2008 e 2009 in Italia. Il risultato finale è la quantificazione del valore economico complessivo dell’intera filiera italiana, l’analisi dei trend in atto nel mercato e dei modelli di business emergenti delle case discografiche.
Measuring the economic impact of CCIs policies
The proposed benchmarking raster is a tool aimed at assessing the creative potential of cities and regions and selecting the best policy measures to support the sector. It should be used by local and regional actors to show decision-makers the importance and value of CCIs for local economic development and support the design of evidence-based policies. Its ultimate purpose would be to help cities and regions to establish “smart specialisation strategies” focused on CCIs’ growth potential and access the new generation of EU regional funds.
Il crowdfunding: tra autoproduzione e social commerce, storia dello strumento che potrebbe cambiare le regole del fare impresa
Crowdfunding, una parola che ne contiene molte altre: crescita, idee, racconto, confronto, progetti, cultura, rete, innovazione, socialità, finanziamento. Analizzare la genesi del fenomeno serve a comprendere come si sia trasformato, nell’arco di soli due anni, nella promessa più concreta di supporto e crescita per progetti creativi di tutti i tipi. E come, grazie anche alla legislazione del governo americano, possa ora diventare uno strumento di innovazione economica e sociale per superare la crisi.
Pubblico e privato nella gestione museale: Italia e Francia a confronto
Il panorama culturale europeo negli ultimi anni si è trovato ad affrontare una serie di problematiche di carattere economico-finanziario che, per quanto riguarda in particolare l’ambito museale, ha visto i paesi reagire tramite la ricerca di soluzioni differenti ma identiche nella comune tendenza a individuare forme di gestione che consentano una maggiore autonomia dall’apparato pubblico, tanto nella gestione organizzativa che finanziaria. Le leggi del mercato e del marketing, pervadendo anche il settore culturale, hanno imposto un ampio ricorso a strumenti di diritto privato e a forme giuridiche flessibili. Proprio da qui nasce la comune istanza di modernizzazione dei musei, fondata sulla ricerca di strumenti di gestione ibridi, capaci di contemperare gli interessi dei diversi attori che gravitano intorno al settore culturale.
La ricerca di autenticità nel processo di visita museale
In un periodo in cui la crisi economica e lo spaesamento della politica non sono in grado di assicurare alla popolazione gli standard di vita a cui è stata abituata e in cui è pressante la necessità di ridisegnare modelli di sistema, diventa importante concentrarsi su ciò che costituisce valore. In ambito museale, e applicato all’idea di Cultura, il concetto di valore si presta a molte interpretazioni: valore etico e sociale, valore educativo, estetico o “ricreativo”; non ultimo valore economico: i cespiti e gli asset tangibili e intangibili del Museo, la creazione di un mercato della domanda e dell’offerta di Cultura che generi introiti diretti e indotti. È in questo contesto che riprende forza e importanza il concetto di autenticità che si associa strettamente a quello di valore e che, anch’esso, nel contesto museale si può declinare in varie e differenti accezioni.
Le potenzialità della valutazione nel rapporto impresa-cultura: riflessioni sullo stato dell’arte in Italia
La contrazione subita dai finanziamenti per la cultura in Italia ha sollevato, tra il 2008 e il 2011, un interessante dibattito sul rapporto impresa-cultura mettendo in rilievo l’urgenza di porre mano ai problemi che da tempo lo contraddistinguono. Una delle misure proposte consiste nel promuovere il ricorso alla valutazione ovvero ad una analisi che permetta di cogliere la rete di valore tessuta dall’intrecciarsi del rapporto tra questi due attori. Il contributo propone una riflessione sul ruolo della valutazione accostando la “voce” della letteratura e quella delle imprese italiane allo scopo di mettere in luce le sue potenzialità con particolare riferimento all’attuale contesto nazionale.
Il contributo della cultura per la crescita dell’occupazione
In questo articolo si vuole mettere in luce il possibile contributo dell’occupazione culturale alle strategie di crescita del nostro paese. Attraverso le statistiche culturali dell’Eurostat vengono messi a confronto i paesi europei, al fine di evidenziare l’anomalia della situazione italiana: un patrimonio culturale vasto, un’alta propensione allo studio a livello universitario delle materie culturali, ma un basso livello di occupazione culturale. Le stime condotte a partire da questi dati mostrano come il mancato incontro tra domanda ed offerta di lavoro nel settore culturale costi all’Italia molti posti di lavoro.
Bronx Council on the Arts (BCA). La rinascita del Bronx passa dalla cultura
Il contributo racconta e illustra, tramite l’esperienza diretta di uno stage effettuato dall’autore, l’organizzazione del Bronx Council on the Arts (BCA). La struttura, operativa nel territorio del Bronx, si occupa direttamente o indirettamente della stragrande maggioranza delle attività culturali operanti nel Borough. Nel corso della sua storia il BCA è riuscito a trasformarsi e a diventare punto di riferimento per l’intero distretto, anche grazie all’opera costante del suo storico e carismatico direttore esecutivo, Bill Aguado. I risultati che l’organizzazione ha ottenuto nel tempo vengono considerati straordinari; questi sono il frutto di una politica fortemente indirizzata a ridare dignità ad un territorio e un tessuto sociale martoriati negli anni ‘60 e ’70 del secolo appena trascorso.
Patrimonio Mondiale UNESCO: la tensione tra valore universale e interessi nazionali
La Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO rappresenta oggi il più efficace strumento internazionale di conservazione e tutela di un bene pubblico globale che include alcuni tra i più importanti tesori culturali e naturali esistenti al mondo. Tuttavia, dopo quasi 40 anni di attività, e più di 900 siti protetti, è necessario domandarsi se e come il sistema UNESCO sia stato in grado di definire e preservare questo patrimonio. Il presente contributo sintetizza alcune recenti ricerche economiche che mettono in luce come esista una tensione tra l’aspirazione al valore universale ed eccezionale della Lista del Patrimonio Mondiale, e i fattori e interessi nazionali che ne influenzano la sua composizione e la rappresentatività delle culture mondiali.
Il friend raising: programmi di membership e sostenibilità finanziaria. Il caso Uovo performing arts festival
L’evoluzione del quadro istituzionale, economico e socio-culturale costringe le organizzazioni di spettacolo ad individuare nuovi modelli di sviluppo in grado di rispondere ai criteri di sostenibilità economico-finanziaria. Ma quali sono gli strumenti a disposizione delle piccole imprese culturali italiane? Con quali margini di crescita? Il presente contributo si propone l’analisi dei meccanismi che favoriscono il sostegno da parte degli individui, evidenziando le potenzialità legate allo sviluppo dei sistemi di membership, e cerca di individuare gli strumenti che possano qualificare la partecipazione dei donatori alle attività dell’istituzione al fine di creare relazioni stabili con i sostenitori.
L’applicazione del diritto di seguito in Italia: dati e teorie a confronto
Il diritto di seguito (DDS) è un corrispettivo dovuto agli autori di arte visiva in proporzione al prezzo di rivendita di una loro opera d’arte. Le norme europee in materia di DDS sono contenute nella direttiva 2001/84/CE; quest’ultima definisce il diritto di seguito come un diritto inalienabile e fissa le percentuali da applicarsi al prezzo di vendita dell’opera per la determinazione del quantum da riconoscere all’autore. Per quanto possano essere molti i profili giuridici che meriterebbero di essere discussi, a partire proprio dalla non negoziabilità del diritto, fino alla fissazione della sua quantificazione economica, in questo lavoro, analizzeremo principalmente gli aspetti economici, teorici ed empirici, della gestione del DDS in Italia.
Why the EU and China should further engage in business cooperation and trade in the field of cultural and creative industries
Under the edge of the EU-China Intercultural Year in 2012, the EU and China have committed to increase business cooperation and trade in the field of cultural and creative industries (CCIs). The objective of this paper is to illustrate the economic and political reasons justifying EU-China cultural exchanges, which are still at the initial stage. Chinese CCIs contribute to 2.45% of the national GDP, European ones to 2.6%. Supporting cultural and creative SMEs is a policy priority on both sides. In the end, the paper recommends that EU technical assistance programmes contribute to fostering cultural trade.
L’impresa di parlare d’impresa culturale
Nonostante sia il settore più inquieto e dinamico dell’economia italiana, la cultura fatica a rivendicare il proprio ruolo di preminenza nella nostra società. Fortunatamente tra l’obsolescenza di vecchi paradigmi, la rigidità del rapporto con l’amministrazione pubblica e un dialogo troppo intermittente con i pubblici potenziali, fioriscono pratiche innovative e in controtendenza, che devono solo trovare il coraggio di darsi una forma, dirsi impresa, e cominciare a porsi al centro di un auspicabile nuovo corso del Belpaese.
Quell’azzurro che tutti aspettiamo: le Fondazioni culturali del “quasi non profit”
Nel terzo settore italiano si registra un particolare miscuglio di pubblico e privato, che caratterizza molti Enti che intervengono in ambiti tipici del non profit, testimonianza, questa, della storia di un settore che si presenta strettamente correlato al processo di riforma dello Stato sociale e di trasformazione della Pubblica Amministrazione. In molti, negli ultimi tempi, hanno evidenziato come il generale slittamento istituzionale delle attività di policy verso Regioni ed Enti locali – sommato alle varie forme di coinvolgimento della comunità e, quindi, alla nuova organizzazione degli attori – rappresenti una risposta adattiva della Pubblica Amministrazione (centrale e locale), di fronte alla restrizione delle risorse economiche disponibili e all’esigenza di meglio articolare la produzione e l’offerta di beni pubblici.
Dal reset al franchising: ultime tendenze nel campo della creazione museale
Rinnovarsi o morire, un clichè che non è mai stato così attuale nel campo del management culturale come in questo momento. Per la prima volta il mondo delle arti dal vivo e delle arti visive, spinto dal crollo dei mercati, dai conseguenti e drastici tagli di bilancio della sponsorizzazione privata, e in più dalla disgregazione dei finanziamenti pubblici alla cultura, ha iniziato a pensare a se stesso in termini di evoluzione e di radicale riorganizzazione per poter sopravvivere. Un fenomeno particolarmente evidente nel caso della profonda trasformazione subita dai musei tradizionali e degli spazi dedicati alla cultura contemporanea che hanno sperimentato una profonda ristrutturazione concettuale.
Dalla parte di Jean Vilar: il Festival di Avignone e il mito fondativo del “teatro popolare”
L’evoluzione di una tradizione teatrale che poggia le basi nelle idee della rivoluzione francese; la genesi avventurosa di una poetica innovativa diventata “mito fondativo” e espressione di una politica culturale; il manifestarsi di una tradizione teatrale e il radicarsi di una poetica nella cultura organizzativa di una istituzione: le vicende del Festival di Avignone sono tutto questo, collegate indissolubilmente al nome del fondatore, Jean Vilar, e inestricabilmente connesse con una espressione, “teatro popolare”, che costituisce il senso di una esperienza collettiva solo parzialmente compiuta ma con pochi precedenti nella storia dei processi di produzione culturale moderni.
Il Sistema Ambientale e Culturale “Parco delle Dune Costiere – Riserva di Torre Guaceto”: i punti di forza di un territorio ricco di storia e natura nel cuore del Mediterraneo
La Regione Puglia ha avviato la costituzione dei Sistemi Ambientali e Culturali (SAC). Il SAC “Dune Costiere – Torre Guaceto” mette insieme elementi storico-culturali, naturali e paesaggistici che si aggregano attorno alla Via Traiana. Il territorio è caratterizzato dagli ulivi monumentali, plurisecolari e dalla presenza di due aree protette. Il progetto di valorizzazione e gestione integrata del SAC punta a completare i processi già intrapresi (incluso il completamento di una rete ciclabile, facente parte della rete nazionale Bicitalia), ad una fruizione unitaria, qualificata e sostenibile su scala sovracomunale.
Globalizzazione e mercato dell’arte contemporanea
Il mercato dell’arte contemporanea è un sistema complesso formato da attori ed entità comunicanti che oggi, in un contesto in cui la concorrenza ha inevitabili ripercussioni, si trovano a dover operare in maniera coordinata cercando di interpretare al meglio le leggi della globalizzazione. Quest’ultima, infatti, inevitabilmente influenza sia la domanda che l’offerta. Il fenomeno della globalizzazione viene dunque esaminato attraverso le diverse tipologie strutturali appartenenti al mercato dell’arte contemporanea, considerando tali tipologie quali elementi di un unico sistema integrato.
Il sistema delle Fondazioni Lirico-sinfoniche in Italia
L’articolo presenta una sintesi dei risultati di una ricerca realizzata dall’Osservatorio Economico della Sardegna. La ricerca scaturisce dall’esigenza di approfondire la conoscenza delle Fondazioni liriche – con particolare riferimento al Teatro Lirico di Cagliari – che, nell’ambito dello spettacolo dal vivo, occupano una posizione del tutto particolare, non assimilabile a quella delle altre strutture che operano nel settore. L’approfondimento prende in esame l’evoluzione del contesto normativo, giuridico e organizzativo e confronta tra loro le Fondazioni attraverso l’analisi di alcuni indicatori e parametri di bilancio in grado di rappresentare il loro stato di salute economico-finanziaria.
Ruoli e funzioni degli eventi culturali in Italia
L’evento è un elemento valorizzatore del territorio, in grado di determinare, con il proprio attuarsi, modificazioni più o meno sostanziali e di natura profondamente differente sui territori in cui si realizza. Partendo dall’individuazione degli elementi costututivi degli eventi, è possibile giungere alla formulazione di un’ipotesi di classificazione degli stessi che, basata sulla centralità di target, format e funzioni, individua: una tipologizzazione degli eventi; i format; le funzioni e le sottofunzioni che assolvono; le tipologie dei target; e le correlazioni che esistono fra format, target e funzioni. L’evento è un elemento valorizzatore del territorio, in grado di determinare, con il proprio attuarsi, modificazioni più o meno sostanziali e di natura profondamente differente (culturali, politico-istituzionali, urbanistiche, economiche, infrastrutturali, di immagine) sui territori in cui si realizza.
Il forum mondiale Unesco sulla cultura e sulle industrie culturali. UNESCO World Forum on Culture and the Cultural Industries
Lo scorso settembre Monza ha ospitato il primo Forum mondiale Unesco sulla cultura e sulle industrie culturali. In questo articolo si presentano le principali motivazioni che hanno portato al Forum Unesco, approfondendo le ragioni dell’avvicinamento tra economia e cultura e presentando alcuni dati sulle industrie culturali. In un’economia sempre più basata sulla conoscenza, la cultura costituisce una risorsa collettiva che contribuisce ad alimentare la creatività, a stimolare l’innovazione e ad accrescere la qualità del capitale umano. In questa prospettiva la cultura può diventare il volano della crescita economica, contribuendo all’incremento della competitività delle economie moderne.
Indagine sulle imprese che investono in cultura: risultati ed analisi dei comportamenti aziendali
In seguito all’andamento altalenante della spesa pubblica in cultura nel corso degli ultimi quindici anni, le riflessioni di studiosi e addetti ai lavori si sono con il tempo spostate verso l’analisi di forme di finanziamento alternative a quella pubblica. A questo proposito, nel corso degli anni novanta si sono registrate la vertiginosa crescita delle sponsorizzazioni in ambito culturale e l’importante contributo fornito dalle fondazioni di origini bancarie a sostegno dell’arte e della cultura.
Gli eventi culturali come incubatori culturali. Il caso di MI AMI Musica Importante a Milano
Gli eventi culturali sono espressione della società postmoderna e sanno creare valore attraverso dinamiche relazionali e di condivisione di apprendimento ed esperienza. In tal senso sono incubatori culturali perché si giovano dei luoghi d’interazione, delle comunità-tribù e delle piattaforme conversazionali del Web, potendo contare sull’efficacia delle nuove tecniche di marketing e comunicazione on ed off line. L’analisi empirica del Festival MI AMI, derivante da una ricerca condotta da Claudia Spadoni, evidenzia tali aspetti, riconducendo gli eventi alla loro sintesi di conoscenze e consapevolezze.
Il valore economico della cultura in Europa
In questo articolo si fornisce un quadro d’insieme dell’industria culturale. Attraverso fonti statistiche, studi e ricerche di livello nazionale ed internazionale, viene evidenziato il rilevante contributo della cultura alle economie moderne: sia in termini di valore aggiunto e fatturato, sia per quanto riguarda l’occupazione i dati rivelano che la cultura è un business. Cultura ed economia, due mondi troppo a lungo considerati distanti, mostrano oggi virtuose relazioni che possono risultare fondamentali per la crescita dei sistemi economici locali, in una prospettiva in cui il ruolo ricoperto da creatività ed innovazione continui ad aumentare.
Alienazione e cessione nel Codice dei Beni Culturali
L’Italia può vantare una vera e propria tradizione di legislazione dei beni culturali: già prima dell’unificazione, la giurisprudenza dei diversi stati preunitari dimostrò particolare attenzione a quelle che oggi potremmo definire politiche culturali. Talvolta una illuminata concezione della res publica, più volte il fascino della figura del potente mecenate, favorirono una consapevole indivisibilità del binomio patrimonio-territorio.
La valutazione delle performance aziendali quale fattore di successo per le Fondazioni liriche
Nel presente articolo si propone una sintesi dei risultati di una ricerca svolta sulle Fondazioni liriche italiane allo scopo di definire un modello di analisi delle performance che, sull’evidenza dei principali “sintomi” delle condizioni gestionali di equilibrio economico, finanziario e patrimoniale, possa rivelarsi uno strumento utile alla governance per l’individuazione di efficaci linee strategiche…
L’impresa incontra arte e cultura
La città di Montreal si afferma da qualche anno sulla scena internazionale come una metropoli culturale. In questo contesto, durante il mese di novembre 2007, la Camera di Commercio di Montreal e Culture Montreal hanno organizzato un incontro cittadino volto a definire il piano d’azione delle politiche culturali municipali fino al 2017.
L’evoluzione del sostegno pubblico alle imprese cinematografiche. Il modello francese diventa realtà?
Mai come in questi ultimi anni il richiamo al cosiddetto “modello francese” è stato così presente all’interno del dibattito sulle possibilità di rinnovamento e di rafforzamento del settore dello spettacolo inteso nelle sue due anime principali, quella cinematografica e quella delle rappresentazioni dal vivo. Ebbene, in questa fase cruciale di ripartenza della politica, di bilanci di attività svolte e di eredità consegnate ai nostri nuovi decision makers, va registrata l’introduzione, a partire da quest’anno, di nuove e più evolute forme di sostegno indiretto, e in particolare di agevolazione fiscale alle imprese cinematografiche nazionali, che – di fatto – per la prima volta avvicinano il nostro Paese al tanto decantato modello di sostegno francese.
I festival tra impatto sul territorio e luogo di espressione per l’immaginario collettivo
L’esperienza estetica lontana dai luoghi deputati, in spazi generalmente aperti oppure insoliti, non direttamente pensati per l’arte; la cultura nelle piazze, nelle strade, questa la caratteristica principale dei festival. Feste, eventi intrisi di socialità, che attirano un pubblico sempre più nomade e disposto ad affrontare anche lunghi tragitti pur di sentirsi parte di un evento che spalanca le porte all’immaginazione.
Creatività e gestione nelle imprese culturali
Come leggere il mondo culturale alla luce delle discipline manageriali? In che modo knowledge economy e intangibile trovano espressione nel settore delle cultural industries? Uno sguardo sul mondo delle organizzazioni culturali e sul modo in cui producono valore aggiunto tra creatività, complessità e responsabilità