Tafterjournal n. 47 - maggio 2012

Gioconda 2.0: politiche per l’accesso e l’uso delle immagini di beni culturali in pubblico dominio

di Federico Morando e Enrico Bertacchini

Rubrica: Tecno-scenari

La digitalizzazione delle immagini e la rete internet offrono oggi nuove opportunità attraverso soluzioni tecniche innovative, che possono ampliare fortemente l’accesso e soprattutto l’uso e il riuso dei contenuti digitali delle collezioni museali. Questo articolo offre una panoramica sui nuovi modelli di accesso e riuso delle immagini digitalizzate dei beni culturali in pubblico dominio, proponendo alcune politiche per la valorizzazione del patrimonio culturale nell’era digitale.

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Passeggiate-racconto al museo, un approccio ludico all’arte

di Frida Morrone

Rubrica: Reti creative

La mediazione culturale cerca di convincere i pubblici restii ad entrare nei musei d’arte a praticare tale tipo di attività. Negli ultimi sette-otto anni, il racconto è diventato una delle attività che riesce meglio di altre ad attirare i visitatori che frequentano raramente i musei, o a rinnovare il piacere di coloro che ci vengono regolarmente. Nessun segreto, la relazione tra racconto e arte è una storia d’amore antica come il mondo; le visite-spettacolo nei musei permettono di riascoltare le storie e riscoprire l’arte.

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Godere e diffondere conoscenza e amore per il patrimonio culturale

di Emilio Cabasino

Rubrica: Editoriali

Evocando un sagace slogan di qualche tempo fa del sempre benemerito FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano), che recitava più o meno così: “conservi ciò che ami, ami ciò che conosci”, si può dire che conoscenza, ri-conoscenza e affetto verso le proprie memorie sono alla base della catena del valore, che porta a conservare e tutelare beni spesso oggettivamente “inutili”, se visti con l’ottica dei frenetici ritmi e degli spietati canoni di un’esistenza come la nostra, votata al consumismo più esasperato. Un telefonino o un elettrodomestico rotto, oggi, non si ripara, si butta … (e se ne compra un altro!). Come si può essere legati, in famiglia, ad un oggetto di nessun valore, ma che è appartenuto ed è stato usato da un parente la cui memoria è cara, o autorevolmente riconosciuta, o riferibile a contesti storici che hanno contraddistinto epoche più o meno recenti, così si dovrebbe fare per il nostro patrimonio storico-culturale, avendone in primo luogo contezza dell’esistenza e, in secondo luogo, sapendogli attribuire valore.

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Tafterjournal n. 46 - aprile 2012

Arte migrante a Milano e Provincia: le reti come strumento d’integrazione e come sfida per rilanciare il sistema dell’arte contemporanea milanese

di Daniela Frigo

Rubrica: Reti creative

Questo articolo intende presentare la nuova realtà dell’arte migrante a Milano e Provincia, fenomeno manifestatosi a partire dagli anni Settanta del secolo scorso, per illustrarne problematiche e potenzialità. Dopo aver definito i concetti di “arte straniera” e “arte migrante”, verranno delineate le criticità dell’associazione La Casa delle Culture del Mondo, istituzione artistico-culturale fondata a Milano nel 2009, e del futuro progetto La Città delle Culture, mettendole a confronto con realtà europee virtuose quali la Werkstatt der Kulturen di Berlino. Saranno quindi esposte le motivazioni storiche, politiche, sociali e sociologiche che ostacolano l’inserimento degli artisti migranti nel sistema dell’arte contemporanea milanese; il tutto verrà supportato da testimonianze rilevate attraverso interviste qualitative realizzate con gli stessi artisti. Le reti, contrariamente al sistema istituzionale, verranno infine indicate sia come potenziale strumento di integrazione, sia come fattore per rilanciare la competitività internazionale dell’arte contemporanea milanese.

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Città polifoniche. Visualizzazione di User Generated Content geo-localizzati a supporto della comprensione dei fenomeni urbani

di Giorgia Lupi

Rubrica: Tecno-scenari

In un mondo sempre più denso di informazioni, che si riempie di sensori e di tracce digitali; in città i cui spazi, flussi, persone e dati si intrecciano quotidianamente, come osservare, interpretare e restituire le dinamiche intangibili che circondano e pervadono quelle fisiche? Città polifoniche esplora le potenzialità di utilizzare l’analisi e la restituzione visiva di User Generated Contented geo-localizzati, ovvero delle informazioni digitali condivise dai cittadini e legate a luoghi specifici, come strumento per individuare relazioni significative tra spazi urbanii, usi, e percezioni, a supporto della reale comprensione dei fenomeni urbani contemporanei. Dopo una sistematica ricognizione dello stato dell’arte in materia e l’analisi dei casi studio più interessanti, si introdurranno due progetti di ricerca in corso: Maps of Babel e Visualizing the Crisis, e si analizzerà in particolare il ruolo della visualizzazione dinamica dei dati come strumento in grado non solo di fornire molteplici viste sui fenomeni urbani complessi, ma di includere un livello analitico ed interpretativo dei dati stessi. Si individueranno inoltre diversi scenari per possibili applicazioni virtuose dei metodi e delle techiche presentati, in termini di supporto a processi di decision making e pianificazione strategica alla scala del territorio.

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Il mondo secondo Gauss: geo-localizzazione e riferimenti del territorio

di Renzo Carlucci

Rubrica: Editoriali

Due temi, connessi alle infrastrutture sensoriali delle città, ci riconducono alla considerazione dell’importanza dei riferimenti su cui poggiano le rappresentazioni della realtà in cui viviamo. In una smart city, entità ancora non ben definita, ma fortemente percepita, voluta, promossa e analizzata negli ambienti della neo-geography, ma anche in via di commercializzazione da parte di alcune realtà industriali, si integra l’espressione artistica “migrante”, derivata dai flussi degli artisti d’Oltre-Europa, spesso difficilmente geo-localizzati e dispersi in spazi cittadini non consoni alle loro attività. Si rappresenta l’aspetto “polifonico” delle città utilizzando tecnologie geografiche per raffigurare particolari aspetti dell’umanità in sistemi di mappe pluridimensionali condivise, come ad esempio le Maps of Babel, che mirano a individuare schemi e modelli di comportamento alla scala urbana delle diverse etnìe che la abitano.

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Tafterjournal n. 45 - marzo 2012

Torino aka la paura di diventare grandi

di Valeria Dell'Aquila

Rubrica: Metropolis

Questo articolo, attraverso un breve e personale excursus storico-sociale e un paio di case studies, che hanno dimostrato la capacità innovativa di ripensare lo spazio urbano e le relazioni tra cittadini, tenta di dare una lettura della situazione e dei possibili scenari futuri dello sviluppo della città, basandosi su un’analisi dei fenomeni socio-culturali provenienti dagli ambienti non istituzionali e che, a mio parere, hanno dato alla città una precisa impronta da seguire per uscire dalla crisi in cui si trova.

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Pubblico e privato nella gestione museale: Italia e Francia a confronto

di Fabiana Lanfranconi

Rubrica: Gestire cultura

Il panorama culturale europeo negli ultimi anni si è trovato ad affrontare una serie di problematiche di carattere economico-finanziario che, per quanto riguarda in particolare l’ambito museale, ha visto i paesi reagire tramite la ricerca di soluzioni differenti ma identiche nella comune tendenza a individuare forme di gestione che consentano una maggiore autonomia dall’apparato pubblico, tanto nella gestione organizzativa che finanziaria. Le leggi del mercato e del marketing, pervadendo anche il settore culturale, hanno imposto un ampio ricorso a strumenti di diritto privato e a forme giuridiche flessibili. Proprio da qui nasce la comune istanza di modernizzazione dei musei, fondata sulla ricerca di strumenti di gestione ibridi, capaci di contemperare gli interessi dei diversi attori che gravitano intorno al settore culturale.

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Sistemi generatori e organizzatori di cultura

di Ludovico Solima

Rubrica: Editoriali

Quali sono i sistemi generatori e organizzatori di cultura: questa è la domanda alla base dei due contributi, l’uno di Valeria Dell’Aquila, l’altro di Fabiana Lanfranconi, che suscitano riflessioni e spunti diversi ma interessanti. Il primo dei due contributi assume una prospettiva spesso trascurata, analizzando la spinta propulsiva “dal basso” o, se si preferisce, spontanea, in termini di iniziative ed eventi culturali. Il pretesto per approfondire il tema è la città di Torino e le sue politiche culturali degli ultimi anni che ne hanno cambiato pelle, favorendone la trasformazione da città industriale a luogo delle culture. Il secondo ha in comune con il primo il problema della governance culturale, sebbene con una prospettiva in questo caso pienamente istituzionale, inserendosi in un dibattito, oramai ricco e articolato, sul modello delle Fondazioni di Partecipazione come possibile sintesi tra settore pubblico e privato nel campo della gestione museale.

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Tafterjournal n. 44 - febbraio 2012

Culture di paesi terzi: le biblioteche di Timbuctù e la luce del Sahara. Un caso studio

di Silvia Greca Rita Floris

Rubrica: Luoghi insoliti

Africa. Il contente della tradizione orale ha nascosto nelle sabbie del Sahara un tesoro inestimabile. I manoscritti in lingua araba di Timbuctù sono testimoni di una cultura scritta che ha animato questa zona del Sahel in epoca medioevale. I proprietari dei fondi lanciano la sfida: conservare e valorizzare il patrimonio documentale e rilanciare economicamente la città. Può la cultura funzionare come dispositivo di sviluppo economico in un paese del terzo mondo?

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La ricerca di autenticità nel processo di visita museale

di Maria Cristina Vannini

Rubrica: Gestire cultura

In un periodo in cui la crisi economica e lo spaesamento della politica non sono in grado di assicurare alla popolazione gli standard di vita a cui è stata abituata e in cui è pressante la necessità di ridisegnare modelli di sistema, diventa importante concentrarsi su ciò che costituisce valore. In ambito museale, e applicato all’idea di Cultura, il concetto di valore si presta a molte interpretazioni: valore etico e sociale, valore educativo, estetico o “ricreativo”; non ultimo valore economico: i cespiti e gli asset tangibili e intangibili del Museo, la creazione di un mercato della domanda e dell’offerta di Cultura che generi introiti diretti e indotti. È in questo contesto che riprende forza e importanza il concetto di autenticità che si associa strettamente a quello di valore e che, anch’esso, nel contesto museale si può declinare in varie e differenti accezioni.

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Non è un museo per tutti

di Stefano Monti

Rubrica: Editoriali

La definizione ICOM di museo, elaborata durante l’Assemblea Generale di Seul, ormai risalente al 2004, fa emergere chiaramente le due funzioni primarie dell’istituzione: quella di conservare manufatti, oggetti, opere e quella di trasmettere cultura e diletto. Dalla definizione emerge anche la stretta connessione del museo con il tessuto sociale, trattandosi di un’istituzione al servizio della società e del suo sviluppo. Proprio da tale scopo essenziale consegue il grande problema dell’istituzione museale: le grandi trasformazioni economiche e valoriali che caratterizzano gli ultimi anni impongono al museo di definire la propria identità, non più come fluttuante e autoreferenziale, ma come qualcosa che “si fa carne” e diventa brand. Seppure molti ancora mostrino delle forti resistenze al riconoscimento dell’opportunità di un connubio tra management e cultura, in una relazione di continuo interscambio di elementi positivi tra questi due mondi apparentemente lontani, la questione della brand personality vanta già esempi di successo di pubblico formidabili, dimostrando come il museo possa comunicare perfettamente e in modo immediato la propria identità fatta di passato, presente e proiezione futura.

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Tafterjournal n. 43 - gennaio 2012

Le potenzialità della valutazione nel rapporto impresa-cultura: riflessioni sullo stato dell’arte in Italia

di Ginevra Domenichini

Rubrica: Gestire cultura

La contrazione subita dai finanziamenti per la cultura in Italia ha sollevato, tra il 2008 e il 2011, un interessante dibattito sul rapporto impresa-cultura mettendo in rilievo l’urgenza di porre mano ai problemi che da tempo lo contraddistinguono. Una delle misure proposte consiste nel promuovere il ricorso alla valutazione ovvero ad una analisi che permetta di cogliere la rete di valore tessuta dall’intrecciarsi del rapporto tra questi due attori. Il contributo propone una riflessione sul ruolo della valutazione accostando la “voce” della letteratura e quella delle imprese italiane allo scopo di mettere in luce le sue potenzialità con particolare riferimento all’attuale contesto nazionale.

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Place Branding and Place Identity. An integrated approach

di Ares Kalandides

Rubrica: Luoghi insoliti

Place Branding is based on a very elusive concept of place identity that needs to be re-examined. An understanding of place as simultaneously absolute, relative and relational on the one hand and as the “coexistence of difference” on the other, opens up new perspectives for this concept. Looking at the ways that place is constituted and considering its individual constitutive elements, can lead to a more dynamic understanding of place identity that would integrate mental images, materiality, institutions, practices and representations. This has deep consequences on the conceptualization and practicability of Place Branding that then needs to be reconsidered in an integrated way.

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Orientamenti

di Michele Trimarchi

Rubrica: Editoriali

Quando si parla di cultura si finisce per mettere a fuoco il concetto di identità. Sono proprio le cose (beni, attività, idee) senza identità o con elementi parziali e insufficienti a farci escludere che si tratti di cultura. Stiamo maneggiando un concetto complesso, evolutivo, che la paura e l’ignoranza legano soltanto al passato, come se l’identità dovesse essere protetta; al contrario, è la mancanza di prospettiva che taglia le ali all’identità, qualunque essa sia. Ora, anche senza addentrarci troppo nei delicati meandri del tema, si può capire quanto esso sia meritevole di attenzione se si prova a fare un elenco: la convenzione culturale vigente abbraccia cose esistenti e magari anche molto anziane, ma difficilmente si potrebbe negare la caratura culturale di “2001 Odissea nello spazio” o di “Blade Runner”, così come della world music o di altri prodotti culturali nati in laboratorio e non riferiti al passato.

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Tafterjournal n. 42 - dicembre 2011 - numero speciale

Spatialisation of urban culture in a large-scale event: urban visions and the program of Tallinn 2011 European Capital of Culture

di Tarmo Pikner

Rubrica: Metropolis

The study discusses examples from the three periods, which are represented by certain texts in the process of Tallinn becoming ECoC. Texts are included from 2005 (artistic reflections), 2008 (the city’s proposal), and 2010 (the program). Thus the paper considers mainly the visionary ideas expressed before the large-scale event in Tallinn. The visions and spatial focuses towards ECoC influenced the contexts of urban culture. I also give some examples of initiatives and actual changes of city environments that took place in the first half-year of 2011.

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European Capital of Culture as a regional development tool? The case of Marseille-Provence 2013

di Claire Bullen

Rubrica: Metropolis

In 2013 Marseille-Provence will hold the title European Capital of Culture (ECoC). Marseilles, the lead city in the bid, is significantly larger and poorer than the other urban districts included in the project. In common with a number of other Capital of Culture projects, most famously Glasgow in 1990 and Liverpool in 2008 (Andres 2011), one of the central premises of the proposal is that Marseilles requires the title to assist in the development of a metropolitan urban area.

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Pécs2010: borderless culture?

di Antonio Talone

Rubrica: Metropolis

On 19th October 2005 Pécs, one of the cities in Hungary with the greatest cultural heritage, was designated as European Capital of Culture (ECOC) for the year 2010, together with Istanbul and Essen. The following pages aim at detecting the reasons which brought to the candidacy and the successive designation of Pécs as European Capital of Culture. We shall attempt to reconstruct how this event has contributed to the city’s renewal process through the decentralization, regionalism and urban renewal projects.

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From Brussels 2000 to the plan culturel (cultuurplan). Localising a European initiative to cultural policies in Brussels

di Joe Costanzo

Rubrica: Metropolis

Brussels 2000 reflects a moment in contemporary Brussels when the divided Franco-Flemish Communities came together to plan and promote a common cultural agenda. Though few projects of Brussels 2000 remain, individual and institutional actors continue to collaborate, but without a shared cultural agenda, their attempts at fostering unity in the capital city remain ad hoc and in opposition to the current fragmented policy structure.

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Liverpool 2008 : capital of whose culture? The cities on the edge project

di Francesca Battistoni

Rubrica: Metropolis

This paper aims at showing a contrasting vision and image between a particular project realized during the Liverpool European Capital of Culture 2008 and the official one depicted in the bid and brought forward by the Liverpool Culture Company. The first part of the paper wants to frame some questions around mega-events; the second one will show the approach of the project “Cities on the edge” and will try to identify where the idea of “city” is, focusing on the contrasting visions and images proposed by the project “Cities on the edge” and by the Liverpool Culture Company.

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Culture and urban space in academic research projects of Turku 2011 European Capital of Culture

di Harri Andersson e Sampo Ruoppila

Rubrica: Metropolis

Even though most European Capitals of Culture (ECoC) have been university cities, academic research has seldom played much of a role in their programmes. The case of the Finnish city of Turku, European Capital of Culture 2011, is different. The local universities are connected to the ECoC in three ways. Firstly, there are 10 research projects (2009-12), which were selected in an open call and are partly financed from Turku ECoC 2011 funds. Secondly, Turku ECoC 2011 includes 14 cultural projects, which involve co-operation between university research and arts. Thirdly, the University of Turku is in charge of the Turku 2011 Evaluation Programme (2010-2016), a multi-layered impact assessment led by Professor Harri Andersson. This article focuses on the first category, the research projects.

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What’s the “city” in the design and implementation of the European Capital of Culture? An open issue

di Davide Ponzini e Sampo Ruoppila

Rubrica: Editoriali

The European Capital of Culture (ECoC) is a long-standing programme that invites visibility for a cultural mega-event that aims to highlight the richness and diversity of European cultures and the features they share, and also to promote greater mutual knowledge and understanding among Europe’s citizens. The set of papers in this special issue of Tafter Journal intends to highlight the relevance of different interpretations of space for cultural policy-making and urban policy design more broadly, as well as their economic, social and cultural implications. The call for papers critically focused the analysis and interpretation on the urban dimension included in the ECoC programme proposed by cities, as well as in the implemented projects.

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Tafterjournal n. 41 - novembre 2011

Il contributo della cultura per la crescita dell’occupazione

di Riccardo Dalla Torre

Rubrica: Gestire cultura

In questo articolo si vuole mettere in luce il possibile contributo dell’occupazione culturale alle strategie di crescita del nostro paese. Attraverso le statistiche culturali dell’Eurostat vengono messi a confronto i paesi europei, al fine di evidenziare l’anomalia della situazione italiana: un patrimonio culturale vasto, un’alta propensione allo studio a livello universitario delle materie culturali, ma un basso livello di occupazione culturale. Le stime condotte a partire da questi dati mostrano come il mancato incontro tra domanda ed offerta di lavoro nel settore culturale costi all’Italia molti posti di lavoro.

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The evolution of cultural consumption and successful strategies for sustainable cultural management

di Silvia Ghirelli

Rubrica: Reti creative

The evolution of cultural consumption can generate important opportunities. A deeper understanding of the phenomenon can help public administrators, institutions and private organisations to create sustainable strategies for development. The paper describes the change occurring in the features of the cultural demand, trying to identify and to illustrate the implications of a new approach based upon the connection between cultural heritage management and creativity.

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La rivoluzione copernicana che aspettiamo da tempo

di Emilio Cabasino

Rubrica: Editoriali

Mi fa piacere constatare che esistono giovani ricercatori che lavorano quotidianamente senza avere paura degli errori o dei limiti in cui necessariamente può incorrere chi si applica a tale attività e che questa costatazione mi ha generato una speranza. La speranza che, come è accaduto del tutto inaspettatamente nel Nord Africa quest’anno, anche da noi possa prima o poi avvenire una nuova rivoluzione copernicana, una “primavera della cultura”, in cui venga invertita la prospettiva dominante e la cultura venga finalmente riconosciuta come carburante e motore essenziale della nostra economia del futuro. Su questo fronte c’è ancora tutto fare. Basta analizzare il Piano Nazionale di Riforma (PNR), documento programmatico che è parte integrante del Documento di Economia e Finanza (DEF) nazionale, redatto secondo i format richiesti dall’Unione Europea, per rendersi conto di come l’ambito della cultura sia del tutto assente dall’orizzonte dei nostri governanti, secondo la prospettiva appena evocata. Io credo, invece, che, se si vogliono effettivamente raggiungere gli obiettivi indicati in tali documenti, sia necessario un rinnovamento sostanziale, condiviso da parte dei cittadini, che è in primo luogo una consapevolezza di ordine culturale delle sfide imposte dall’economia mondiale e nazionale.

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Tafterjournal n. 40 - ottobre 2011

Le nuove frontiere della produzione: la digital fabrication

di Marco Bocola

Rubrica: Tecno-scenari

Lo sviluppo tecnologico e la diffusione dei digital fabricators – macchine che consentono di fabbricare oggetti tridimensionali da file digitali in un unico processo, simile alla stampa – ha reso negli ultimi tempi più sottile la distinzione tra prototipo usato per affinare il design e oggetto finito. C’è quindi chi prospetta un futuro prossimo in cui qualunque oggetto di consumo potrà essere acquistato in foma di file e prodotto on demand. Partendo dal caso di un piccolo e pioneristico servizio italiano di digital fabrication, questo articolo illustrerà in una rapida carrelata gli elementi che sostengono questa previsione e il suo potenziale innovativo.

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Inspiring principles for liveable and sustainable residential neighbourhoods

di Francesca Riccardo

Rubrica: Metropolis

Several European peripheral urban areas, built after WWII, suffer from livability issues. This is also true for numerous residential neighbourhoods in Italy where, despite all the interventions carried out so far, innovative design strategies are still needed. Decline processes in post-war housing neighbourhoods present similarities, therefore observing European good practices may lead to an enrichment of Italian regeneration strategies. What key aspects can inspire experiments in deteriorated neighbourhoods in Italy?

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L’Italia non è solo un “disastro”…

di Mercedes Giovinazzo

Rubrica: Editoriali

Recentemente sono stata a Lecce, per lavoro. Non vi ero mai stata prima. Alloggiata in un albergo “fuori le mura” sono arrivata in tarda notte. La mattina dopo mi sono avviata, a piedi, in centro. Dappprima mi è parso di trovarmi in una qualsiasi città moderna del meridione d’Italia ma poi, varcate le mura nei pressi del Castello Carlo V, con mio grande stupore, mi è parso di entrare nella scenografia di uno spettacolo teatrale o operistico. Quasi come in un sogno o in un film, la città si trasformava davanti a me: bellissima e pulita, la luce di prima mattina metteva in valore un patrimonio architettonico eccezionale. Con ancora piú stupore ho vissuto la città anche di pomeriggio e di notte: gente ovunque, movimento, traffico, locali affollatissimi… Ho capito di non essere in una città-museo ma in una città viva, in pieno fermento, nella quale i leccesi – ma non solo – si sono riappropriati appieno dello spazio pubblico cittadino: non solo di quello intra ma anche di quello extra muros dove palazzi, edifici, parchi, giardini, viali sono vissuti, frequentati e, addirittura, gestiti dalla cittadinanza.

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Tafterjournal n. 39 - settembre 2011

The Street Project. Per una nuova relazione tra museo, arte e pubblico

di Marta Papini

Rubrica: Reti creative

The Street è un laboratorio di arte pubblica durato tre anni, iniziato nel 2008 da Whitechapel Gallery, istituzione culturale non profit fondata nel 1901 nell’Est End, un’area di Londra a est della City. L’analisi del case history rappresentato da The Street ha fornito lo spunto per indagare le modalità adottate da Whitechapel Gallery per operare nello spazio pubblico, gli effetti di tali interventi sull’area coinvolta e le criticità a cui è andata incontro. Più in generale tale esperienza consente di riflettere sui termini di “arte pubblica” e “arte partecipativa”; sul rapporto tra museo e spazio esterno; ed infine sulle modalità di finanziamento adottate per questa tipologia di progetti, privi – per loro natura – di un pubblico predeterminabile e difficilmente quantificabile.

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Archeologia industriale, creativita’ e gestione integrata. Il caso biellese

di Eleonora Celano e Stefania Chirico

Rubrica: Luoghi insoliti

Architettura, urbanistica, design, arte, cultura, creatività, sviluppo economico sono solo alcuni degli elementi che affiorano alla mente, allorquando pensiamo al complesso puzzle degli interventi di riqualificazione urbana di un contesto metropolitano. Da diverso tempo, infatti, l’economia è stata accostata al patrimonio della conoscenza, in quanto si è ritenuto che le metodologie economiche fossero funzionali allo sviluppo della cultura per efficacia ed efficienza, con lo scopo di attribuire nuovo valore e sviluppo ad un territorio. In questo contesto entra in gioco il ruolo dell’archeologia industriale, ovvero di quello studio complesso ed ampio che riguarda edifici e macchine che oggigiorno hanno perso la loro funzione d’uso, ma che sono ancora presenti sul territorio e nei quali, talvolta, vengono riconosciuti valori sociali e culturali molto forti. Obiettivo del presente lavoro è quindi quello di indagare le interazioni tra settori disciplinari differenti tra loro: economia, archeologia e marketing territoriale, al fine di raffrontare le prospettive di indagine e di strutturare un paradigma concettuale nel quale archeologia industriale, creatività e territorio siano identificati come vere e proprie risorse in grado di garantire uno sviluppo locale sostenibile. Il contesto territoriale che si intende prendere in esame è quello inerente alla provincia di Biella.

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Dove va la cultura? Un sestante per il futuro

di Michele Trimarchi

Rubrica: Editoriali

Stiamo seppellendo un mondo che ci sembrava perfetto ed era soltanto anabolizzato. La cosa dura ormai da un poco, ma soltanto negli ultimi mesi è diventata talmente forte e intensa da non poter fare più finta di niente. E non diciamo, per favore, che a morire è la cultura: il terrore dei barbari, veri o presunti, è soltanto l’ennesimo alibi per tentare di far durare un paradigma che in fondo sembrava protettivo e comodo. Al contrario, la cultura è l’unica che sopravviverà, dopo essersi salvata da un sistema lungo più di due secoli che ha cercato in tutti i modi di appropriarsene dileggiandola e drammatizzandola. Generazioni brutali in fabbrica e in ufficio, facili all’adulterio e a molte altre nefandezze ma affascinate dalla possibilità di singhiozzare all’opera, di svenire nei musei, di commuoversi in un sito archeologico.

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Tafterjournal n. 38 - agosto 2011

Bronx Council on the Arts (BCA). La rinascita del Bronx passa dalla cultura

di Paolo Bertani

Rubrica: Gestire cultura

Il contributo racconta e illustra, tramite l’esperienza diretta di uno stage effettuato dall’autore, l’organizzazione del Bronx Council on the Arts (BCA). La struttura, operativa nel territorio del Bronx, si occupa direttamente o indirettamente della stragrande maggioranza delle attività culturali operanti nel Borough. Nel corso della sua storia il BCA è riuscito a trasformarsi e a diventare punto di riferimento per l’intero distretto, anche grazie all’opera costante del suo storico e carismatico direttore esecutivo, Bill Aguado. I risultati che l’organizzazione ha ottenuto nel tempo vengono considerati straordinari; questi sono il frutto di una politica fortemente indirizzata a ridare dignità ad un territorio e un tessuto sociale martoriati negli anni ‘60 e ’70 del secolo appena trascorso.

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Se ha funzionato nel Bronx…

di Emilio Cabasino

Rubrica: Editoriali

Quello che serve complessivamente al nostro Paese è senz’altro l’individuazione delle priorità delle politiche culturali su scala nazionale e la loro indispensabile modulazione particolare su scala regionale e locale, mantenendo, però il minimo comun denominatore della “rinascita” identitaria, sociale e, quindi, anche economica, come nel Bronx. Il benessere in cui siamo (fortunatamente) avviluppati e dall’altra parte il degrado del livello medio del dibattito politico a cui siamo costretti ad assistere da troppi anni hanno provocato un mix micidiale di indifferenza, individualismo e scetticismo sul fatto che qualcosa possa cambiare, ma qualche piccolo segnale di speranza di rinnovamento c’è e le testimonianze proposte nei contributi di Paolo Bertani e Marco Serino aiutano ad alimentarla.

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Spazio urbano e spazio teatrale nell’organizzazione dello spettacolo dal vivo

di Marco Serino

Rubrica: Metropolis

Lo spazio delle città accoglie, com’è noto, luoghi molteplici per funzione e forma. In questo quadro, i teatri occupano da sempre un posto di rilievo. Tuttavia, alla luce dei differenti modi di organizzare l’ambientazione e la collocazione dei luoghi di spettacolo, è opportuno riflettere su come lo spazio teatrale si è disseminato e diversificato nella storia recente, fino a utilizzare l’ambientazione di edifici “non teatrali” oppure quella della città stessa, in modo diverso rispetto al passato, in un intreccio di estetica e pratica culturale.

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Tafterjournal n. 37 - luglio 2011

Patrimonio Mondiale UNESCO: la tensione tra valore universale e interessi nazionali

di Enrico Bertacchini

Rubrica: Gestire cultura

La Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO rappresenta oggi il più efficace strumento internazionale di conservazione e tutela di un bene pubblico globale che include alcuni tra i più importanti tesori culturali e naturali esistenti al mondo. Tuttavia, dopo quasi 40 anni di attività, e più di 900 siti protetti, è necessario domandarsi se e come il sistema UNESCO sia stato in grado di definire e preservare questo patrimonio. Il presente contributo sintetizza alcune recenti ricerche economiche che mettono in luce come esista una tensione tra l’aspirazione al valore universale ed eccezionale della Lista del Patrimonio Mondiale, e i fattori e interessi nazionali che ne influenzano la sua composizione e la rappresentatività delle culture mondiali.

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Architettura dell’informazione e design museale

di Elisa Mandelli, Andrea Resmini e Luca Rosati

Rubrica: Tecno-scenari

Più che una disciplina a sé stante, l’architettura dell’informazione costituisce un sapere di confine che si muove in modo complesso fra discipline più classiche come la bilblioteconomia, la linguistica e l’architettura, e discipline più nuove come la scienza e la teoria dell’informazione, l’ergonomia, l’information retrieval. L’architettura dell’informazione è un settore strategico nel design non solo di prodotti specifici (come siti web, intranet, software) ma anche nel design dei servizi e più in generale in tutti quei casi in cui l’usabilità e la trovabilità dell’informazione costituiscono fattori chiave per l’esperienza d’uso (user o customer experience). Ecco che anche il museo – in quanto spazio informativo condiviso, luogo di interazione in cui si vive un’esperienza – si intreccia fortemente con i temi dell’architettura dell’informazione, e ne costituisce senz’altro un importante campo di applicazione.

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Convention, atomi e bit

di Renzo Carlucci

Rubrica: Editoriali

La recente riunione annuale della World Heritage Convention ha portato venticinque nuove nomination per i Siti Mondiali Unesco, ma anche molte polemiche, come quella della Tailandia che ha minacciato di denunciare la Convention poiché un suo sito, il Temple of Preah Vihear, non ha ancora ricevuto l’ambito riconoscimento. Avere un sito iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale non comporta vantaggi economici ma è comunque un fatto di prestigio che molte istituzioni vogliono conquistare, cimentandosi per raggiungere l’ammissione che richiede il rispetto di una serie di complesse norme. L’Unesco ha anche una lista del Patrimonio a Rischio nella quale, l’essere inseriti, è considerato un discredito per l’istituzione o il Paese responsabile.

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Tafterjournal n. 36 - giugno 2011

Il friend raising: programmi di membership e sostenibilità finanziaria. Il caso Uovo performing arts festival

di Alessandra Puglisi

Rubrica: Gestire cultura

L’evoluzione del quadro istituzionale, economico e socio-culturale costringe le organizzazioni di spettacolo ad individuare nuovi modelli di sviluppo in grado di rispondere ai criteri di sostenibilità economico-finanziaria. Ma quali sono gli strumenti a disposizione delle piccole imprese culturali italiane? Con quali margini di crescita? Il presente contributo si propone l’analisi dei meccanismi che favoriscono il sostegno da parte degli individui, evidenziando le potenzialità legate allo sviluppo dei sistemi di membership, e cerca di individuare gli strumenti che possano qualificare la partecipazione dei donatori alle attività dell’istituzione al fine di creare relazioni stabili con i sostenitori.

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Megaproyectos en tiempos de crisis: el caso de España

di Antoine Leonetti

Rubrica: Luoghi insoliti

En una España devastada por la crisis, la continuidad de ciertas grandes infraestructuras culturales en construcción está en tela de juicio. Después de 20 años de edificación intensiva de museos de arte contemporáneo, de salas de conciertos o de teatros, estimulada por unas administraciones regionales recientes y deseosas de construir una nueva identidad, los efectos de la crisis son muy palpables: derrumbamiento de las subvenciones y del mecenazgo y simplificación de los programas de las fundaciones bancarias (como la de La Caixa), de los museos o de los festivales. Eso cuando no se trata directamente de la bancarrota, como en el caso del gran festival de música Summercase en Barcelona o en el del admirable Museo Chillida-Leku en el País Vasco.

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Ecosistemi culturali emergenti

di Michele Trimarchi

Rubrica: Editoriali

Che la realtà stia cambiando pochi hanno il coraggio di negarlo. Siamo dentro un mutamento epocale: parte dalla fine conclamata del paradigma economico e sociale che ci ha confortati per oltre due secoli, passa attraverso nuove consapevolezze e responsabilità, approda su una griglia forse non del tutto inedita ma certamente solida, costruita su relazioni, qualità, molteplicità. Non mancano i nostalgici di un ordine che era certo, appagante e carico di promesse etiche, grazie al quale la borghesia si è autodefinita illuminata anche quando cominciava a non capire granché dell’evoluzione della propria specie. E poi, a ben guardare, i nostalgici più accaniti sono coloro che giocano in difesa di posizioni protette e garantite: i professionisti del settore culturale. Con buona pace di tutti, il mondo percorre una strada nuova e la direzione è indicata da prodotti creativi, beni di conoscenza, valori culturali; ma non possiamo appigliarci alle cose già successe.

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Tafterjournal n. 35 - maggio 2011

Patrimoni immateriali & design thinking. La “dote” di un designer nel progetto E.CH.I., Etnografie italo-svizzere per la valorizzazione del patrimonio immateriale dell’area transfrontaliera. Un’esperienza in corso

di Ilaria Guglielmetti

Rubrica: Reti creative

Il “Design Thinking”, in quanto processo sociale creativo che ruota intorno alla “costruzione” delle idee, si differenzia dal metodo lineare analitico che prevede l’esecuzione sequenziale delle fasi facendo spazio, al contrario, a fasi non lineari che possono avvenire simultaneamente o essere ripetute. Ma soprattutto dimostra la volontà di riconoscere la presenza di un “fare progettuale” diffuso. Nello specifico dei beni immateriali, tale “creatività diffusa” è prova spesso di una “intelligenza distribuita” fra le persone. E’ quanto emerge dall’analisi del progetto E.CH.I., Etnografie italo-svizzere per la valorizzazione del patrimonio immateriale dell’area transfrontaliera.

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L’applicazione del diritto di seguito in Italia: dati e teorie a confronto

di Massimiliano Castellani e Antonella Volgarino

Rubrica: Gestire cultura

Il diritto di seguito (DDS) è un corrispettivo dovuto agli autori di arte visiva in proporzione al prezzo di rivendita di una loro opera d’arte. Le norme europee in materia di DDS sono contenute nella direttiva 2001/84/CE; quest’ultima definisce il diritto di seguito come un diritto inalienabile e fissa le percentuali da applicarsi al prezzo di vendita dell’opera per la determinazione del quantum da riconoscere all’autore. Per quanto possano essere molti i profili giuridici che meriterebbero di essere discussi, a partire proprio dalla non negoziabilità del diritto, fino alla fissazione della sua quantificazione economica, in questo lavoro, analizzeremo principalmente gli aspetti economici, teorici ed empirici, della gestione del DDS in Italia.

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I beni culturali immateriali. Ipotesi e prospettive di gestione

di Fabio De Chirico

Rubrica: Editoriali

È curioso come nel Codice Urbani non ci sia alcun riferimento ai beni “immateriali”, se non in termini generici. Ne discende un’assenza sul piano normativo, colmata unicamente dalla Dichiarazione Unesco del 2003. Eppure il ruolo dei beni etnoantropologici nella cultura di un popolo è notevolissimo e pone, oggi più che mai, il grande problema della loro tutela e conservazione. Bisogna, e al più presto, elaborare delle strategie interpretative dei cambiamenti e riformulare, in una società come la nostra che è quella del multiculturalismo e di sempre più rapidi processi di ibridazione culturale, una sorta di medium dove collocare una lettura scientificamente corretta del patrimonio culturale immateriale che non significa patrimonio legato genericamente e superficialmente al passato, ma patrimonio vivo in ognuno di noi e radice profonda che alimenta il nostro presente.

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Tafterjournal n. 34 - aprile 2011

Why the EU and China should further engage in business cooperation and trade in the field of cultural and creative industries

di Valentina Montalto

Rubrica: Gestire cultura

Under the edge of the EU-China Intercultural Year in 2012, the EU and China have committed to increase business cooperation and trade in the field of cultural and creative industries (CCIs). The objective of this paper is to illustrate the economic and political reasons justifying EU-China cultural exchanges, which are still at the initial stage. Chinese CCIs contribute to 2.45% of the national GDP, European ones to 2.6%. Supporting cultural and creative SMEs is a policy priority on both sides. In the end, the paper recommends that EU technical assistance programmes contribute to fostering cultural trade.

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Partecipazione e programmazione sociale: i Tavoli Tematici nei Piani di Zona della Provincia di Torino

di Laura Cataldi e Enrico Gargiulo

Rubrica: Reti creative

Il focus di questo contributo, che prende le mosse da una più ampia ricerca sui processi decisionali all’interno dei Piani di Zona (PdZ) nella Provincia di Torino, è costituito dalla dimensione partecipativa di politiche di programmazione sociale quali, appunto, i PdZ. Nello specifico, particolare attenzione è riservata al luogo privilegiato di sviluppo di una decisionalità a più voci: i Tavoli Tematici. Argomenti per indagare la portata partecipativa dei PdZ sono: il target dell’inclusione, gli strumenti comunicativi utilizzati, la questione della rappresentanza, le dinamiche conflittuali, l’analisi coalizionale.

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Esercizi di democrazia tra partecipazione e creatività

di Manuela Ricci

Rubrica: Editoriali

L’articolo di Laura Cataldi ed Enrico Gargiulo ci porta dentro i cosiddetti “processi partecipativi”, con lo svelarne alcuni aspetti più problematici sui quali spesso si “scorre”, consapevolmente, per non inficiare la presunta portata politica di alcune operazioni, o inconsapevolmente, perché, in modo banale per inerzia o per troppo enfasi “democratica”, non si pone mente alle difficoltà e ai limiti che tali processi incontrano per una loro piena esplicazione. Dal canto suo, Valentina Montalto scrive di “creatività”. E’ un termine su cui occorre riflettere; la creatività nella cultura, le città creative, tutto poggia spesso su mode, anche se nuclei di attività veramente significativi e innovativi si stanno sviluppando, nel tentativo di superare le barriere delle piatte omologazioni. Si può essere creativi non solo negli ambiti della “cultura” (intesa, spesso, come qualcosa di immateriale immerso in un’aurea superiore) ma anche al tavolo di un Piano di Zona, toccando con mano i problemi quotidiani della gente e provando a dare risposte “originali”.

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Tafterjournal n. 33 - marzo 2011

Gestire l’informazione per gestire il patrimonio: il caso della Regione Lombardia

di Marta Severo

Rubrica: Tecno-scenari

Il sistema italiano dei beni culturali sta attraversando una fase di profondo rinnovamento. Il concetto di bene culturale, come entità singola di particolare interesse, è stato superato dall’idea di patrimonio diffuso come territorio punteggiato di numerosi beni collegati tra loro. In questo scenario, in cui le amministrazioni incaricate della tutela non dispongono di strumenti adeguati, le tecnologie Web dimostrano caratteristiche interessanti e promettono di agevolare le attività di questi attori e di facilitarne le relazioni. Il nostro studio intende analizzare i limiti e le potenzialità dell’uso di Internet per la gestione del patrimonio diffuso attraverso l’analisi delle pratiche di knowledge management della Regione Lombardia.

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Vedere l’invisibile. La complessità dell’interpretare le città e i loro luoghi

di Giulia Becchis e Carlo Genova

Rubrica: Metropolis

La vita quotidiana di ciascun individuo all’interno delle città si sviluppa attraverso percorsi abitudinari che attraversano porzioni di spazio a cui vengono riconosciute specifiche identità e funzioni, trasformandole così in luoghi. Ma questa assegnazione non è sempre condivisa, e così allo stesso frammento di città possono essere attribuite identità e funzioni differenti da differenti individui. E per gli occhi di chi non riuscirà o non vorrà riconoscerle tale frammento resterà, almeno in parte, invisibile.

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L’arte, il luogo e la sua assenza

di Giovanna Segre

Rubrica: Editoriali

Ai primi di gennaio ha chiuso a Stoccolma, al Moderna Museet, la Moderna Exhibition 2010, una mostra che ogni 4 anni fa il punto su cosa sia l’arte contemporanea svedese. Chi, come me, abbia visitato la mostra ha potuto seguire il pensiero dei curatori Fredrik Liew e Gertrud Sandqvist nel dare una risposta alle domande sul tipo di vita che oggi contrassegna il Paese, su come questa vita si rifletta nell’arte e su quale ruolo vi svolga l’artista contemporaneo. Le domande sono di per sé interessanti, e le opere dei 54 artisti selezionati sulla scena svedese erano lì a fornire la propria personale risposta. Ma molto più interessante è stato per me, che svedese non sono e che in Svezia ero casualmente e per la prima volta per un invito a intervenire a una conferenza sulla gestione sostenibile dei siti Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, leggere la sintesi posta all’ingresso della mostra,che nulla conteneva di specifico sulla Svezia. Aveva invece a che fare con lo straordinario modo in cui la produzione artistica contemporanea si intreccia con la vita di un luogo, un modo al tempo stesso inafferrabile e precisissimo. L’arte contemporanea di un luogo è, infatti, sia quella prodotta dagli artisti che in quel luogo vivono, ma che sono nati o cresciuti in qualunque altra parte del mondo, così come è arte contemporanea di quel luogo l’opera degli artisti che lì sono nati e che poi sono diventati cittadini del mondo. Oppure è opportuno fare una scelta tra una delle due visioni?

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Tafterjournal n. 32 - febbraio 2011

Flussi globali e sviluppi locali. Trasformazioni urbane ed economie della cultura a Palermo

di Maurizio Giambalvo e Simone Lucido

Rubrica: Metropolis

Anche se Palermo non è certo fra gli esempi più eclatanti di città cosmopolita, la sua maggiore apertura internazionale è oggi piuttosto evidente. A metà degli anni Novanta, sulla scia di quanto era già avvenuto in molte altre città europee in una fase di indebolimento dei legami nazionali, Palermo ha fatto ricorso “alla cultura per tentare di creare un senso di appartenenza, di unità, al di là delle divisioni sociali e dei conflitti, per mobilitare le risorse necessarie all’elaborazione di un interesse generale urbano”. In questa sede non è possibile approfondire le dinamiche tramite le quali la città si è aperta ai flussi globali, ma ci limitiamo a rimandare ad alcuni meccanismi principali: il ruolo del governo locale (con la canalizzazione di finanziamenti per il recupero del centro storico e l’investimento in cultura); la mobilità dei giovani universitari; il ruolo dei visitatori stranieri.

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NIPPON-multimedia. A successful example of multichannel communication in Lugano

di Michela Negrini

Rubrica: Tecno-scenari

The increasing number of technologies and devices (including iPhone, iPad and alike) provides new perspectives for the use of multimedia applications in the broad field of Cultural Heritage, in a moment in which small, fast and low-budget projects are often preferable and where user experiences have evolved, corresponding to different user profiles, needs, situations and purposes. Users, in fact, no longer sit in front of a computer at home, but they access multimedia information all the time, circumstances and venues, choosing – among many devices available – the most suitable ones. This paper shows a successful example of multichannel communication in Lugano (Switzerland), and recounts the background and the collaboration among the Università della Svizzera italiana and the City of Lugano for the development of a culture oriented multi-channel communication, focusing on the real-life example “NIPPON”, four exhibitions and numerous events through the culture of Japan, taking place in Lugano from October 2010 to February 2011.

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Innovazione e nostalgia

di Mercedes Giovinazzo

Rubrica: Editoriali

Nei momenti di crisi, l’avvocato barese di fiction, Guido Guerrieri riempie di pugni il suo sacco da boxe oppure gironzola in bicicletta per la sua città – una città che negli ultimi decenni si è trasformata e dove, oggi, coesistono quartieri residenziali, malfamati o marginali e quartieri che brulicano di locali dove bere e mangiare, leggere, ascoltare musica o fare due chiacchiere con un padrone, a volte stravagante, che ha importato usi dall’estero. L’articolo di Giambalvo e Lucido sulla recente trasformazione urbana di Palermo mi ha fatto pensare a Guerrieri, alla sua Bari; ma anche ad altre città, come Barcellona, da dove scrivo. Città in cui si sono attuati progetti di recupero patrimoniale dei centri storici per lottare contro il loro spopolamento, di risanamento di quartieri per contrastarne l’insalubrità o evitarvi la cristallizzazione di criminalità.

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Tafterjournal n. 31 - gennaio 2011

L’impresa di parlare d’impresa culturale

di Chiara Galloni

Rubrica: Gestire cultura

Nonostante sia il settore più inquieto e dinamico dell’economia italiana, la cultura fatica a rivendicare il proprio ruolo di preminenza nella nostra società. Fortunatamente tra l’obsolescenza di vecchi paradigmi, la rigidità del rapporto con l’amministrazione pubblica e un dialogo troppo intermittente con i pubblici potenziali, fioriscono pratiche innovative e in controtendenza, che devono solo trovare il coraggio di darsi una forma, dirsi impresa, e cominciare a porsi al centro di un auspicabile nuovo corso del Belpaese.

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Cittadellarte-Fondazione Pistoletto

di Filippo Fabbrica

Rubrica: Reti creative

“Era de maggio”, quando entrai per la prima volta a Cittadellarte-Fondazione Pistoletto. Da allora continuo a collaborare alle attività di questo grande laboratorio. È un generatore di energia creativa, che sviluppa processi di trasformazione responsabile nei diversi settori della società. Vi voglio raccontare dell’origine di questo luogo e del mio innamoramento. Se sarete abbastanza curiosi scoprirete anche perché un semplice gesto, come stendere un braccio davanti a sé, rappresenta a mio avviso l’energia vitale di Cittadellarte.

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Cultura come strumento per una vita migliore

di Emilio Cabasino

Rubrica: Editoriali

Se pensate di essere soddisfatti e realizzati dallo standard di vita consumistico proposto dai modelli di sviluppo vigenti, con tutto ciò che ne consegue in termini di costi sociali e ambientali, e pensate che le risposte ai problemi eventualmente rilevati siano identificabili in dottrine e formule eminentemente economico-finanziarie, non leggete questo numero della rivista, perché la prospettiva analizzata e le iniziative di cui si dà conto vanno nella direzione opposta. Gli articoli di Chiara Galloni e Filippo Fabbrica, infatti, assai diversi per stile e soggetto, manifestano una coerenza singolare con la mia personale visione del significato essenziale del lavoro e dell’attività in ambito culturale, come strumenti per costruire una vita migliore. Vita migliore significa, infatti, un mondo in cui siano ristabilite relazioni umane e sociali improntate al rispetto reciproco e delle regole indispensabili del vivere comune, in cui la velocità non sia sinonimo di superficialità, in cui la crescita economica non sia realizzata a scapito delle risorse naturali non rinnovabili.

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Tafterjournal n. 30 - dicembre 2010

La convivialità nelle strade. Un percorso tra feste ed eventi auto-organizzati a Napoli, dal Petraio a Scampia

di Laura Basco

Rubrica: Metropolis

Il presente contributo affronta lo studio di alcune pratiche urbane che, nel loro essere espressione dei diritti della cittadinanza e nel loro essere utilizzate come strumenti di auto-amministrazione e di auto-promozione, si dimostrano capaci di mettere in relazione differenti attori e di ampliare lo spazio delle possibilità e l’autonomia degli spazi urbani. Tali pratiche sono nate nel corso del Festival di strada di Lefevbre, dove lo spazio fisico è al contempo spazio sociale, in grado di registrare ogni micro cambiamento nella vita di tutti i giorni e nei rapporti esistenti tra le differenti classi sociali, che reclamano più spazi di condivisione e che possono evolvere in utopie sperimentali, creando nuovi significati e strumenti di partecipazione innovativi ed affascinanti.

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Quell’azzurro che tutti aspettiamo: le Fondazioni culturali del “quasi non profit”

di Alessandro Hinna

Rubrica: Gestire cultura

Nel terzo settore italiano si registra un particolare miscuglio di pubblico e privato, che caratterizza molti Enti che intervengono in ambiti tipici del non profit, testimonianza, questa, della storia di un settore che si presenta strettamente correlato al processo di riforma dello Stato sociale e di trasformazione della Pubblica Amministrazione. In molti, negli ultimi tempi, hanno evidenziato come il generale slittamento istituzionale delle attività di policy verso Regioni ed Enti locali – sommato alle varie forme di coinvolgimento della comunità e, quindi, alla nuova organizzazione degli attori – rappresenti una risposta adattiva della Pubblica Amministrazione (centrale e locale), di fronte alla restrizione delle risorse economiche disponibili e all’esigenza di meglio articolare la produzione e l’offerta di beni pubblici.

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Possiamo ancora permetterci di non ascoltare?

di Stefano Monti

Rubrica: Editoriali

Abbiamo scelto di chiudere l’anno pubblicando due articoli che delineano, dal nostro punto di vista, un passaggio cardine per la comprensione delle modalità attraverso cui gli attuali strumenti operativi possono essere messi a disposizione del Terzo Settore, del non profit e del sociale. Ci teniamo a distinguere tali ambiti con grande attenzione, perché molti, anche tra gli operatori del comparto, tendono ad accomunarli e renderli sinonimi, quando in realtà non lo sono. Il percorso di lettura che vorremmo tracciare è quello dello sviluppo del Terzo Settore come mezzo per promuovere nella comunità locale, la “cultura del dare, come valore sociale esteso”. Lettura che noi riteniamo fondamentale e non più procrastinabile a causa dell’accentuarsi delle dinamiche di differenziazione della società, dinamiche che rendono necessario ripensare lo sviluppo dello Stato Sociale promuovendo la partecipazione e l’assunzione di responsabilità di una parte consistente della comunità.

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Tafterjournal n. 29 - novembre 2010

Dal reset al franchising: ultime tendenze nel campo della creazione museale

di Antoine Leonetti

Rubrica: Gestire cultura

Rinnovarsi o morire, un clichè che non è mai stato così attuale nel campo del management culturale come in questo momento. Per la prima volta il mondo delle arti dal vivo e delle arti visive, spinto dal crollo dei mercati, dai conseguenti e drastici tagli di bilancio della sponsorizzazione privata, e in più dalla disgregazione dei finanziamenti pubblici alla cultura, ha iniziato a pensare a se stesso in termini di evoluzione e di radicale riorganizzazione per poter sopravvivere. Un fenomeno particolarmente evidente nel caso della profonda trasformazione subita dai musei tradizionali e degli spazi dedicati alla cultura contemporanea che hanno sperimentato una profonda ristrutturazione concettuale.

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L’economia videoludica italiana: Indie alla riscossa

di Paola Borrione

Rubrica: Tecno-scenari

Giocano quasi tutti i giovani. E ora iniziano anche a giocare gli adulti, grazie all’innovazione di contenuti e di piattaforma dell’offerta. I videogiochi sono una quota importante del consumo culturale italiano, che fa una concorrenza serrata al cinema, il consumo culturale più diffuso. La scena produttiva, tuttavia, mostra dati meno confortanti: le produzioni di maggior successo sono straniere e gli italiani che vogliono emergere vanno all’estero. Piuttosto vivace, invece, la scena Indie cui sono offerte nuove possibilità grazie ai nuovi sistemi di distribuzione digitale.

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Il gioco (analogico e digitale) della cultura

di Michele Trimarchi

Rubrica: Editoriali

E’ tempo di leggerezza, finalmente. Un po’ di anni fa l’aveva presagito Italo Calvino, che proprio con la leggerezza intendeva aprire i suoi memos for the next millennium, le Norton Lectures impedite da una morte dispettosa. Ma nessuno ci aveva fatto davvero caso, almeno da noi, abituati a sopravvivere in un paese bizantino nelle forme, greve nei meccanismi, torvo nelle relazioni, privo di senso autocritico. (Questo lo pensava Flaiano, quando amaramente diceva: la situazione è grave ma non è seria). Che c’entra la cultura con la leggerezza? con il gioco? con la novità? Ancora qualche giorno fa un importante quotidiano italiano manifestava una feroce nostalgia per il passato, unica possibile culla della cultura. Senza radici, non c’è identità. A furia di pensarlo, e di proteggerci dietro questo dogma indimostrato ma comodo e rassicurante, abbiamo reso il paese come un gigantesco frigorifero senza cucina, un luogo nel quale si conserva tutto ma non ci si riesce a nutrire.

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Tafterjournal n. 28 - ottobre 2010

La digitalizzazione del Patrimonio Librario Italiano. L’accordo Google-MiBAC

di Enrico Bertacchini

Rubrica: Tecno-scenari

Il 10 Marzo 2010 è stato annunciato l’accordo di cooperazione tra Google e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) per la digitalizzazione e messa in rete, nei prossimi anni, di circa un milione di libri non coperti da Copyright conservati nelle Biblioteche Nazionali di Roma e Firenze. Il presente contributo vuole offrire una riflessione sul recente accordo Google-MiBAC, cercando di spiegare quali sono le condizioni che hanno portato all’accordo e quali sono le potenziali opportunità e criticità nella sfida alla digitalizzazione del patrimonio culturale italiano.

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La cooperazione sociale si dà alla cultura. Il percorso del consorzio Con.Solida

di Dalia Macii e Flaviano Zandonai

Rubrica: Reti creative

L’articolo propone una rassegna dei principali risultati di un percorso di ricerca-azione promosso dal consorzio Con.Solida di Trento, volto a determinare il potenziale di sviluppo della propria rete di cooperative sociali in ambito culturale. A quali condizioni è possibile irrobustire un’offerta di servizi ancora embrionale da parte delle organizzazioni socie? E l’agenzia consortile quale ruolo può svolgere per sostenere e innovare questa offerta? Infine come individuare e coinvolgere in partnership strutturate attori dell’ambito culturale per acquisire competenze e per delineare un nuovo approccio alla produzione culturale? Le questioni affrontate, pur riferite ad un caso e ad un contesto specifico, sono apprendimenti utili per i diversi attori che individuano nell’ambito culturale un veicolo per migliorare l’efficacia degli interventi sociali.

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Patrimonio, tecnologie sociali e sfide della cultura della partecipazione

di Elisa Giaccardi

Rubrica: Editoriali

Gli utenti di tecnologie sociali come Twitter, Facebook e Flickr sono in costante aumento. Nuove forme di intendere e comunicare il significato e il valore delle nostre esperienze e delle nostre memorie si accompagnano alle interazioni quotidiane di milioni di persone. É la nascita di un nuovo senso di patrimonio: “non ufficiale”, idealmente “democratico” e fortemente legato alle culture di partecipazione promosse dalle tecnologie sociali.

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Tafterjournal n. 27 - settembre 2010

Dalla parte di Jean Vilar: il Festival di Avignone e il mito fondativo del “teatro popolare”

di Francesco Crisci

Rubrica: Gestire cultura

L’evoluzione di una tradizione teatrale che poggia le basi nelle idee della rivoluzione francese; la genesi avventurosa di una poetica innovativa diventata “mito fondativo” e espressione di una politica culturale; il manifestarsi di una tradizione teatrale e il radicarsi di una poetica nella cultura organizzativa di una istituzione: le vicende del Festival di Avignone sono tutto questo, collegate indissolubilmente al nome del fondatore, Jean Vilar, e inestricabilmente connesse con una espressione, “teatro popolare”, che costituisce il senso di una esperienza collettiva solo parzialmente compiuta ma con pochi precedenti nella storia dei processi di produzione culturale moderni.

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Il litorale romano tra riqualificazione urbana e memoria storica

di Sandra Leonardi e Marco Maggioli

Rubrica: Luoghi insoliti

Lo sviluppo urbano, formale ed informale, non ha risparmiato la costa della provincia di Roma, dove gli elevati ritmi di crescita della popolazione e dell’edificazione hanno innescato meccanismi di progressivo quanto rapido consumo di suolo. Uno dei risultati di questa ‘crescita’, non sempre direttamente percepibile, sembra riguardare lo smarrimento del senso stesso di appartenenza ai luoghi, la perdita cioè dei caratteri vocazionali e delle memorie insite nei territori. I dieci comuni costieri della provincia di Roma, con le diverse frazioni marittime, assumono, quasi sempre, la classica configurazione degli insediamenti lineari lungo la strada litoranea che li attraversa con un rettifilo da nord a sud, con costruzioni di diversa tipologia e funzionalità, realizzati spesso senza regola, sfruttando al massimo tutto lo spazio disponibile. Sono stati alterati e modificati elementi appartenenti a contesti storici e paesaggistici di pregio. Pertanto il presente contributo, frutto di un’attività di ricerca più ampia condotta nei comuni costieri del Lazio, propone una chiave di lettura che cerca di analizzare le relazioni e le conflittualità innescate dai processi di riqualificazione urbana.

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La cultura del dato geografico per la salvaguardia del territorio

di Renzo Carlucci

Rubrica: Editoriali

Negli ultimi anni la domanda dei consumatori per informazioni legate al dato geografico, geospatial, è salita alle stelle, basti pensare ad esempio ai sistemi di posizionamento GPS e alla loro integrazione con le mappe digitali che hanno portato alla ribalta dispositivi di navigazione portatili usati quotidianamente da milioni di persone. Le amministrazioni pubbliche e gli stessi politici fanno sempre più uso delle informazioni geospatial per produrre mappe delle pianure alluvionali, condurre i censimenti, mappare i pignoramenti o rispondere alle richieste per i rischi naturali come terremoti, incendi e alluvioni. Ai responsabili delle decisioni, questo tipo di dato può essere di grande aiuto per chiarire i problemi complessi che possono coinvolgere amministrazioni locali e centrali sulla gestione del territorio.

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Tafterjournal n. 26 - agosto 2010

La produzione di autenticità per il mercato. Un’esplorazione nel campo della popular music

di Matteo Corciolani

Rubrica: Reti creative

Ormai da qualche tempo, le imprese tenterebbero in ogni modo di offrire prodotti che possano essere percepiti come autentici da parte dei consumatori. In effetti, sembra che sia soprattutto in questo modo che possano ottenere un certo successo di mercato. Ma sono effettivamente in grado di proporre qualcosa di autentico? Di fronte a questo interrogativo, il presente articolo si propone di esaminare alcuni aspetti chiave dell’offerta di autenticità e, analizzando in particolare l’evoluzione dei significati del concetto di autenticità nel contesto della popular music, cerca di individuare le modalità con cui gli operatori di tale settore starebbero cercando di offrirla al mercato.

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L’esperienza dei Laboratori di Urbanistica Partecipata a Potenza: una iniziativa promossa da docenti dell’Università per una più efficace attuazione degli strumenti urbanistici

di Piergiuseppe Pontrandolfi, Viviana Lanza e Lucia Tilio

Rubrica: Metropolis

Negli ultimi decenni, la rilevanza del tema della partecipazione dei cittadini nei processi di trasformazione della città ha condotto a nuovi approcci al governo del territorio, mirati a coinvolgere la comunità seguendo un modello di sistema aperto, flessibile e reversibile (approccio bottom up), e a nuove forme sperimentali di urbanistica partecipata. Queste stesse forme di urbanistica partecipata, con lo scopo di ridare efficacia e credibilità ai processi di pianificazione del territorio e della città, e di conseguire risultati utili ad incrementare la qualità della vita, si sono concretizzate nella sperimentazione di laboratori di urbanistica partecipata nella città di Potenza.

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Senza riforma della pubblica amministrazione anche la partecipazione naufraga

di Massimo Zucconi

Rubrica: Editoriali

Cresce la percezione dei limiti nell’uso delle risorse esauribili e la voglia di capire dove e come si prendono le decisioni che riguardano il nostro futuro. Un bisogno che spesso s’infrange nella giungla della pubblica amministrazione italiana. Non sempre, infatti, è agevole capire dove e come si decidono le trasformazioni delle città, del territorio e dell’ambiente in cui viviamo.

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Tafterjournal n. 25 - luglio 2010

L’azione comunitaria “Capitale Europea della Cultura”

di Riccardo Dalla Torre

Rubrica: Metropolis

In questo articolo si presenta l’azione comunitaria “Capitale Europea della Cultura”, un’iniziativa che da 25 anni stimola le città europee a mettere in atto programmi di sviluppo culturale. In molti casi, le strategie di crescita basate sulla cultura hanno influenzato positivamente il sistema economico locale. Analizzando tre casi in cui il binomio cultura-sviluppo si è rivelato vincente – Glasgow, Linz e Liverpool -, l’articolo mette in luce come la cultura può diventare una leva di sviluppo fondamentale per le economie contemporanee.

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Il Sistema Ambientale e Culturale “Parco delle Dune Costiere – Riserva di Torre Guaceto”: i punti di forza di un territorio ricco di storia e natura nel cuore del Mediterraneo

di Gianfranco Ciola e Filomena Tanzarella

Rubrica: Gestire cultura

La Regione Puglia ha avviato la costituzione dei Sistemi Ambientali e Culturali (SAC). Il SAC “Dune Costiere – Torre Guaceto” mette insieme elementi storico-culturali, naturali e paesaggistici che si aggregano attorno alla Via Traiana. Il territorio è caratterizzato dagli ulivi monumentali, plurisecolari e dalla presenza di due aree protette. Il progetto di valorizzazione e gestione integrata del SAC punta a completare i processi già intrapresi (incluso il completamento di una rete ciclabile, facente parte della rete nazionale Bicitalia), ad una fruizione unitaria, qualificata e sostenibile su scala sovracomunale.

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Cultura e sviluppo, provare per credere

di Emilio Cabasino

Rubrica: Editoriali

Da tempo si assiste nel nostro Paese all’uso e (all’abuso) dell’accostamento del termine cultura a quello di sviluppo e non coerenti appaiono spesso le linee di intervento nazionale e locale che dovrebbero tradurre in politiche attive e virtuose tale binomio. E’ così che in tempi di crisi (che c’è per davvero) si ripropone il balletto, quello di cifre e polemiche sui tagli fatti con la scure per risparmiare ove possibile sulla spesa pubblica, colpendo, ovviamente, in primo luogo la cultura, intesa come costo piuttosto che come risorsa, senza produrre, però, un serio e documentato dibattito sui differenti e ampi valori economici che gli investimenti in cultura possono produrre.

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Tafterjournal n. 24 - giugno 2010

Globalizzazione e mercato dell’arte contemporanea

di Federica Codignola

Rubrica: Gestire cultura

Il mercato dell’arte contemporanea è un sistema complesso formato da attori ed entità comunicanti che oggi, in un contesto in cui la concorrenza ha inevitabili ripercussioni, si trovano a dover operare in maniera coordinata cercando di interpretare al meglio le leggi della globalizzazione. Quest’ultima, infatti, inevitabilmente influenza sia la domanda che l’offerta. Il fenomeno della globalizzazione viene dunque esaminato attraverso le diverse tipologie strutturali appartenenti al mercato dell’arte contemporanea, considerando tali tipologie quali elementi di un unico sistema integrato.

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Gli studi sugli utenti per la qualità dei servizi web culturali europei: il Manuale Minerva e la valutazione del prototipo di Europeana

di Pierluigi Feliciati

Rubrica: Tecno-scenari

I progetti di creazione e gestione di piattaforme digitali di ambìto culturale solo raramente affrontano la questione cruciale delle effettive esigenze e dei comportamenti degli utenti finali. Il manuale MINERVA per l’interazione con gli utenti ha inteso presentare lo stato dell’arte del web culturale nella attuale fase di passaggio da un web delle istituzioni al web degli utenti, fornendo inoltre un quadro sistematizzato delle metodologie per la valutazione degli utenti digitali. Una recente esperienza di analisi di un campione importante di utenti a livello europeo, di cui in questo contributo si da sintetico conto, è stato lo studio sul prototipo del portale Europeana, condotto in Scozia, Italia, Bulgaria e Paesi Bassi.

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Le potenzialità dei nuovi pubblici e delle tecnologie in campo culturale

di Giulia Agusto

Rubrica: Editoriali

I più attenti osservatori del settore culturale ci invitano da tempo a non sottovalutare le tendenze della società contemporanea destinate a produrre effetti evidenti e non facilmente prevedibili sia sulla produzione che sulla fruizione culturale. Mantenendo l’attenzione focalizzata sulle dinamiche relative alla fruizione, è indubbio che le nuove modalità di interazione offerte dalle tecnologie, la democratizzazione della conoscenza e l’avvento di nuove fasce di pubblico, sono trend che già permeano ed influenzano il panorama attuale.

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Tafterjournal n. 23 - maggio 2010

Una televisione del teatro o una televisione sul teatro? Idee e riflessioni per istituire un canale tematico di servizio pubblico per lo spettacolo dal vivo

di Bruno Zambardino

Rubrica: Reti creative

Il 27 marzo 2010 l’Italia ha celebrato, per la prima volta, la Giornata Mondiale del Teatro. Rallegra pensare che la manifestazione è stata lanciata dall’Unesco a Vienna nel 1961. Infatti, se a distanza di quasi cinquant’anni abbiamo deciso di aderire alla Festa del Teatro, allora possiamo ben sperare che un altro passo avanti nella rivalutazione dello spettacolo dal vivo è stato finalmente compiuto.

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Conversione funzionale e ri-funzionalizzazione come strategia di rigenerazione urbana. Il progetto “La Città delle culture” di David Chipperfield per l’isolato ex Ansaldo

di Barbara Camocini

Rubrica: Metropolis

La letteratura scientifica relativa al concetto di rigenerazione urbana ha individuato alcuni importanti strumenti di intervento che riguardano comparti urbani, edifici dismessi e interni abitati. La conversione funzionale e la ri-funzionalizzazione, i landmark urbani, gli insediamenti aggregativi legati alla cultura e all’innovazione sono tutti approcci rintracciabili nell’intervento sull’area ex-Ansaldo a Milano. L’analisi riguarda l’applicazione contestuale di questi eterogenei modelli di sviluppo ad una realtà urbana in dinamica trasformazione.

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Nuovi spazi per la cultura, nuovi protagonisti della cultura

di Ludovico Solima

Rubrica: Editoriali

Partendo da differenti prospettive di analisi, i contributi di Bruno Zambardino e Barbara Camocini propongono interessanti spunti di riflessioni sulla questione dell’adeguamento, o se si preferisce dell’innovazione, degli spazi contemporanei a servizio della cultura. I punti di vista degli autori, così come i temi sviluppati, sono naturalmente molto diversi tra loro, ma entrambi forniscono un prezioso contributo su questo tema.

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Tafterjournal n. 22 - aprile 2010

Il design per la valorizzazione territoriale. Il caso del Rione Sanità a Napoli

di Marina Parente

Rubrica: Metropolis

Qual è il rapporto tra design e territorio, e come può il design contribuire alla valorizzazione di tessuti urbani e sociali? Quali sono le metodologie, le pratiche e gli strumenti a supporto della costruzione e attuazione di scenari sostenibili design driven? Attraverso un caso emblematico di sviluppo bottom up, di progettualità che nasce dal basso, rifletteremo sulle capacità strategiche del design, palese o di fatto, nel prefigurare e realizzare scenari di sviluppo locale attraverso l’attivazione di network multilivello.

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Il sistema delle Fondazioni Lirico-sinfoniche in Italia

di Marzia Ravenna

Rubrica: Gestire cultura

L’articolo presenta una sintesi dei risultati di una ricerca realizzata dall’Osservatorio Economico della Sardegna. La ricerca scaturisce dall’esigenza di approfondire la conoscenza delle Fondazioni liriche – con particolare riferimento al Teatro Lirico di Cagliari – che, nell’ambito dello spettacolo dal vivo, occupano una posizione del tutto particolare, non assimilabile a quella delle altre strutture che operano nel settore. L’approfondimento prende in esame l’evoluzione del contesto normativo, giuridico e organizzativo e confronta tra loro le Fondazioni attraverso l’analisi di alcuni indicatori e parametri di bilancio in grado di rappresentare il loro stato di salute economico-finanziaria.

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Dal mondo delle icone al mondo della conoscenza

di Michele Trimarchi

Rubrica: Editoriali

A che serve la cultura? La questione non è da poco, e se c’è un momento in cui è opportuno porla è proprio questo scomposto e bizzarro presente. Siamo cresciuti sotto il riparo di una cultura che – nella vulgata – fa del bene all’umanità, e adesso la ritroviamo claudicante, meticcia, contraddittoria. Ma non vale la pena spendere energie all’inseguimento dei laudatores temporis acti. Non c’è mai stata una società così tanto alfabetizzata come la nostra. Piuttosto, prendiamo atto che il ruolo della cultura cambia radicalmente, e che molti dei punti fermi del passato anche recente vanno quanto meno verificati, se non direttamente revocati in dubbio.

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Tafterjournal n. 21 - marzo 2010

A proposito della protezione dell’ambiente: esperienze e spunti per una possibile transizione

di Marco Eramo

Rubrica: Luoghi insoliti

La lettura di una ricerca condotta da Carlo Desideri e Emma Imparato, pubblicato da Giuffrè con il titolo Beni ambientali e proprietà, propone un modello per la gestione delle aree protette distinto da quello attualmente in vigore nel nostro paese. Il lavoro ha il grande merito di tratteggiare le linee essenziali di questo approccio alternativo portando a sostegno della sua bontà la descrizione della sua sperimentazione in corso da lungo tempo in Francia e Regno Unito. A distanza di alcuni anni – il libro è stato pubblicato nel 2005 – e nonostante le difficoltà in cui versano i nostri enti parco e il sistema di protezione nel suo complesso che riportano spesso in agenda il tema di una sua revisione, i frutti di questa ricerca non sembrano essere adeguatamente filtrati nel dibattito generale.

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Musei e territorio: la gestione del rischio nei confronti del patrimonio culturale

di Federica Gandolfi

Rubrica: Metropolis

Si assiste sempre più di frequente, in Italia come all’estero, al susseguirsi di calamità naturali. Ne consegue un crescente interesse al fine di limitare le conseguenze che queste rischiano di avere sul patrimonio culturale. E’ necessario in prima istanza definire la tipologia di disastro, che può essere scatenato da cause naturali come nel caso di terremoti, siccità, eruzioni vulcaniche, così come da cause umane, incidenti e fatti bellici. E’ interessante notare come il verificarsi di una situazione di emergenza ci permetta di misurare la capacità di reazione di un paese. La tempestività e l’efficacia dell’azione diventano fondamentali. Per questo motivo risulta evidente che l’attività di soccorso debba essere mirata e affiancata da altre attività complementari, quali la formazione e l’aggiornamento costante degli operatori.

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La vera emergenza è la fine della cultura della prevenzione

di Massimo Zucconi

Rubrica: Editoriali

A che punto stiamo, davvero, con la protezione e l’utilizzo sociale del patrimonio culturale e dei parchi italiani? Questa la domanda sostanziale che sottintende i contributi di Marco Eramo e di Federica Gandolfi pubblicati in questo numero di Tafter Journal. Una domanda assolutamente pertinente in un paese abituato a declamare buoni propositi, a partire dalla Carta Costituzionale, e a negarli clamorosamente. Terremoti, frane, inondazioni, disastri ambientali, ci ricordano ciclicamente il “costo” umano ed economico delle nostre distrazioni e l’abbandono della cultura della “prevenzione” e della “manutenzione” a partire dal patrimonio pubblico e dal territorio.

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Tafterjournal n. 20 - febbraio 2010

Movie design e brand experience

di Marisa Galbiati

Rubrica: Reti creative

Le grandi marche hanno esplorato e sperimentato tutti gli aspetti della comunicazione, dall’advertising alle pubbliche relazioni, dagli eventi al guerrilla marketing. Solo poche però hanno saputo coniugare l’asset del business con il tema della sostenibilità, intesa come cultura etica ed estetica, del bello e utile. Gli esempi che abbiamo riportato sono collocabili nel perimetro di questa rinnovata ricerca della qualità, intesa come una priorità a cui guardare per rendere migliore il mondo in cui viviamo. Il pensiero strategico della marca è oggi al centro di molte riflessioni sul presente e sul futuro delle merci e dei mercati. Sappiamo che un prodotto diventa brand attraverso una serie complessa di azioni, alcune delle quali sviluppate nell’ambito del marketing, altre nella sfera della comunicazione. E sappiamo anche che l’azienda esprime una domanda di comunicazione sempre molto elevata, a fronte di cospicui investimenti, poiché è la comunicazione che permette quella percezione positiva della marca che sta alla base di un processo di acquisto consapevole.

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Ruoli e funzioni degli eventi culturali in Italia

di Chiara Camerada e Daniele Pittèri

Rubrica: Gestire cultura

L’evento è un elemento valorizzatore del territorio, in grado di determinare, con il proprio attuarsi, modificazioni più o meno sostanziali e di natura profondamente differente sui territori in cui si realizza. Partendo dall’individuazione degli elementi costututivi degli eventi, è possibile giungere alla formulazione di un’ipotesi di classificazione degli stessi che, basata sulla centralità di target, format e funzioni, individua: una tipologizzazione degli eventi; i format; le funzioni e le sottofunzioni che assolvono; le tipologie dei target; e le correlazioni che esistono fra format, target e funzioni. L’evento è un elemento valorizzatore del territorio, in grado di determinare, con il proprio attuarsi, modificazioni più o meno sostanziali e di natura profondamente differente (culturali, politico-istituzionali, urbanistiche, economiche, infrastrutturali, di immagine) sui territori in cui si realizza.

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Marchi culturali e territoriali

di Giulia Agusto

Rubrica: Editoriali

Concetti legati alla creazione, accumulazione e scambio di conoscenza sono diventati tipici dei filoni di ricerca atti ad indagare i fenomeni emergenti su scala territoriale. Sebbene sembrino essere ad una prima occhiata concetti antitetici, il territorio – essenza fisica, presente, tangibile – e la conoscenza, immateriale, dai contorni sfumati e priva di caratteristiche fisiche, assumono un senso proprio quando sono contestualizzati all’interno di un luogo, di un’area territoriale in cui si produce la scintilla della creatività.

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Tafterjournal n. 19 - dicembre 2009/gennaio 2010

Il nuovo Tafter Journal

di Stefano Monti

Rubrica: Editoriali

Tafter Journal vi accompagnerà ogni mese con nuovi contributi nazionali ed internazionali, ed insieme saranno inaugurate diverse nuove sezioni che amplieranno l’offerta della testata. In un momento di grande difficoltà politica, il settore culturale – inteso nella sua accezione più ampia e fertile – registra una vitalità ignorata, attivando canali di produzione e di scambio innovativi e coinvolgenti, stimolando una crescente partecipazione diffusa ai temi e alle scelte culturali. Il nostro impegno, quindi, sarà rivolto, come è stato fino ad ora, a dare spazio ai contributi più interessanti della comunità scientifica, ma soprattutto agli operatori che ogni giorno si confrontano con i temi legati al territorio e alla sua valorizzazione. Il nostro occhio sarà sempre più puntato a casi e realtà internazionali: questa decisione è stata presa, non solo dalla nostra esigenza di porci su una dimensione europea, ma soprattutto perché in questi mesi abbiamo ricevuto una grande attenzione da parte della comunità scientifica internazionale.

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Nuovi orientamenti museali e spazi educativi: l’ateliers des enfants come centro di cultura ludica e ponte culturale tra museo e pubblico

di Paola Oliveri

Rubrica: Reti creative

In questo articolo è stato riportato uno studio effettuato sugli Ateliers des enfants, realtà didattico-museali realizzate per ora soltanto in Francia, in Belgio, in Svizzera e Lussemburgo. Grazie ad un confronto a livello europeo e ad una scheda di valutazione, sono stati identificati aspetti significativi e caratteristiche tali da permettere la creazione di un Modello di Atelier, che pur mantenendo grande flessibilità, possa essere inserito in qualsiasi contesto museale, senza snaturare i principi ispiratori, le finalità, e gli obiettivi educativi.

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Design e sistema territorio. L’esperienza didattica del progetto “Arredo & Territorio”

di Marco Bozzola

Rubrica: Luoghi insoliti

Arredo & Territorio è una ricerca/progetto per lo sviluppo di attrezzature di arredo urbano e montano lungo i percorsi delle valli olimpiche di Torino 2006. I progetti sono stati realizzati da studenti di architettura e design di tre scuole universitarie europee e costruiti da artigiani torinesi. Obiettivo è stata la valorizzazione del territorio in termini di aumento della fruizione, valorizzazione della cultura artigianale locale, godimento delle risorse ambientali. Tale esperienza, ha dato vita a prodotti reali installati, e tutt’ora presenti, in 28 comuni della provincia torinese.

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Tafterjournal n. 18 - novembre 2009

I musei sono “servizi pubblici” di prossimità?

di Emilio Cabasino

Rubrica: Editoriali

Al cittadino medio del nostro paese non è certo mancata nell’arco della propria vita la frequentazione di uffici di servizi pubblici, come quello postale o anagrafico. Fatte salve le eccezioni e le negligenze che ciascuno di noi può sempre enumerare, nel corso di questi ultimi vent’anni si è assistito ad un netto miglioramento [...]

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Musei e tecnologie virtuali

di Valeria Minucciani

Rubrica: Tecno-scenari

Da tempo i musei hanno recepito l’avvento delle cosiddette tecnologie della virtualità, ma non sempre ciò ha coinciso con un reale processo di innovazione dei modi dell’esporre contemporaneo. Da una breve panoramica di sperimentazioni recenti emerge come gli artifici tecnologici possano davvero essere strumenti al servizio della museografia, ma a volte arrivino a contendere la scena alle collezioni e ai reperti stessi. Dal canto suo, il pubblico se ne lascia sedurre ma, se non sono radicati nel progetto comunicativo museale, altrettanto facilmente se ne stanca.

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Musei e disabili: il caso veneto

di Laura Monzardo

Rubrica: Reti creative

L’unico vero viaggio … sarebbe non andare verso nuovi paesaggi, ma avere altri occhi, vedere l’universo con gli occhi di un altro, di cento altri, vedere i cento universi che ciascuno vede, che ciascuno è. Così scrisse Marcel Proust in una delle sue opere. Nel corso degli anni sono stati scritti numerosi testi sui musei, le loro attività, i servizi, l’allestimento e altro ancora, ma ben poco è stato pubblicato invece in materia di disabilità in rapporto agli stessi. Porsi nell’ottica di vedere il mondo da una diversa prospettiva, significa mettersi in discussione e rivalutare, sotto altra lente, tutto ciò che ci circonda. Questo lavoro si propone di raccogliere alcuni dati e cercare di leggerli, lasciando trarre al lettore le proprie conclusioni, magari come spunto per future ricerche.

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Tafterjournal n. 17 - ottobre 2009

Il forum mondiale Unesco sulla cultura e sulle industrie culturali. UNESCO World Forum on Culture and the Cultural Industries

di Riccardo Dalla Torre

Rubrica: Gestire cultura

Lo scorso settembre Monza ha ospitato il primo Forum mondiale Unesco sulla cultura e sulle industrie culturali. In questo articolo si presentano le principali motivazioni che hanno portato al Forum Unesco, approfondendo le ragioni dell’avvicinamento tra economia e cultura e presentando alcuni dati sulle industrie culturali. In un’economia sempre più basata sulla conoscenza, la cultura costituisce una risorsa collettiva che contribuisce ad alimentare la creatività, a stimolare l’innovazione e ad accrescere la qualità del capitale umano. In questa prospettiva la cultura può diventare il volano della crescita economica, contribuendo all’incremento della competitività delle economie moderne.

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Dalla ricostruzione friulana alle vicende abruzzesi: altro che zona franca urbana, per l’Aquila ci vogliono C.A.S.E

di Marco Eramo

Rubrica: Metropolis

Questo articolo vuole introdurre rispetto alle vicende abruzzesi post terremoto due elementi: uno legato alla rilettura di alcuni lavori di Giovanni Pietro Nimis sulla ricostruzione in Friuli e in particolare sugli esiti che l’adozione del principio “dov’era com’era” e la scelta di riconoscere un’ampia delega ai Comuni hanno determinato sul piano dell’organizzazione fisica e dello sviluppo socio-economico dell’area colpita; il secondo, più direttamente legato alla scelta della realizzazione dei cosiddetti Complessi Antisismici Sostenibili e Ecocompatibili (C.A.S.E.), con il quale si richiamano alcuni degli sviluppi più recenti della riflessione sulle aree deboli e marginali che individuano nella qualità dell’offerta residenziale e dei servizi alla persona un asset strategico per il benessere e lo sviluppo di questi territori.

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La forza delle comunità locali e del capitale umano

di Manuela Ricci

Rubrica: Editoriali

Credo si possa affermare con una certa tranquillità che il nostro futuro dipende dalla capacità che il Paese avrà di imprimere una svolta all’accrescimento della qualità del suo capitale umano. La situazione attuale della formazione, a tutti i livelli scolastici e universitari, è piuttosto critica per la carenze di risorse economiche e umane; oltretutto è critica a fianco della carenza quantitativa anche quella qualitativa. I sistemi di valutazione in Italia stentano ad affermarsi.

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Tafterjournal n. 16 - settembre 2009

Indagine sulle imprese che investono in cultura: risultati ed analisi dei comportamenti aziendali

di Paolo Bertani

Rubrica: Gestire cultura

In seguito all’andamento altalenante della spesa pubblica in cultura nel corso degli ultimi quindici anni, le riflessioni di studiosi e addetti ai lavori si sono con il tempo spostate verso l’analisi di forme di finanziamento alternative a quella pubblica. A questo proposito, nel corso degli anni novanta si sono registrate la vertiginosa crescita delle sponsorizzazioni in ambito culturale e l’importante contributo fornito dalle fondazioni di origini bancarie a sostegno dell’arte e della cultura.

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Il distretto del cinema e dell’audiovisivo di Montreal

di Elisa Cecilli e Diane Gabrielle Tremblay

Rubrica: Metropolis

La politica condotta dalla città di Montreal a partire dagli anni ’90 si colloca alla perfezione in una strategia di sviluppo locale network-based. L’attuale sindaco, Gerald Tremblay, iniziò già nel 1991, quando ricopriva la carica di Ministro dell’Industria, del Commercio, della Scienza e della Tecnologia del Québec, ad introdurre l’approccio dei distretti industriali, descritti da lui stesso come un modello « in grado di accelerare il formarsi delle condizioni ideali allo sviluppo di nuove idee e procedure che potranno più facilmente passare dalla fase embrionale a quella della commercializzazione, al servizio di tutta la società».

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Le dimensioni della creazione di valore attraverso la cultura: distretti e responsabilità sociale di impresa

di Giulia Agusto

Rubrica: Editoriali

Due facce della stessa medaglia, due esempi di corto-circuito positivo tra mondo economico, cultura e dimensione territoriale. Da una parte il fenomeno del distretto culturale avviato in Canada, dall’altra il coinvolgimento delle imprese profit nel settore culturale. In entrambi i casi, interventi pratici che danno conto di come evolve la teoria quando diventa realtà.

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Tafterjournal n. 15 - luglio-agosto 2009

(Ri)disegnare e (Ri)progettare città e territori: tra le urgenze di una catastrofe e il diletto di una Scuola estiva internazionale

di Emilio Cabasino

Rubrica: Editoriali

Una catastrofe distruttiva e luttuosa e un incontro seminariale tra esperti di tutto il mondo che si confrontano sull’efficacia del design come strumento di crescita della comunità del territorio, due eventi assai distanti tra loro, eppure possibili occasioni di migliorare il nostro modo di stare al mondo e di progredire nella costruzione di civiltà. La prima, certo, mai auspicabile, ma di fatto accaduta, la seconda costruita con paziente lavoro tra ricercatori ansiosi di verificare ipotesi e approcci professionali, che allargano la propria sfera d’azione al disegno dei territori.

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Formare comunità, in-formare territori. Designing connected places: fare scuola di design per il territorio

di Eleonora Lupo e Cristian Campagnaro

Rubrica: Luoghi insoliti

“La terra, vista come territorio riservato alla vita è uno spazio chiuso, limitato dalle frontiere dei sistemi di vita (la biosfera). Quindi è un giardino”(Gilles Clément, 2004)

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La sfida della rinascita post-terremoto dei centri storici abruzzesi

di Manuela Ricci e Roberta Lazzarotti

Rubrica: Metropolis

E’ accaduto quel che doveva. La protesta montante dei cittadini aquilani, e degli abitanti degli altri centri danneggiati dal sisma di aprile, restituisce, come ci si attendeva, il clima di una situazione radicalmente diversa da quella dei numerosi traumi nostrani precedenti, sia in termini di consapevolezza che di aspettative della comunità colpita.

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Tafterjournal n. 14 - giugno 2009

Pratiche di social media per l’innovazione urbana

di Veronica Pezzuti

Rubrica: Tecno-scenari

Le città della società della conoscenza si caratterizzano per nuovi tipi di relazioni e dipendenze che hanno dato vita a network urbani come rete di scambio di beni e servizi. Tali network hanno spesso trasformato le morfologie e le identità delle città, divenute il teatro per eccellenza di un sistema globalizzato e delle sue conseguenze. L’origine di questi network risiede in ciò che Manuel Castells ha definito come space of flows ossia i flussi di capitali che viaggiano tra diversi spazi, ed il processo d’integrazione europea, che ha sviluppato la collaborazione tra gli stati-nazione sopratutto attraverso connessioni tra le città di rilevanza

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Impresa sociale e cultura

di Flaviano Zandonai e Dalia Macii

Rubrica: Reti creative

L’impresa sociale rappresenta un’importante innovazione nel settore no profit. In Italia la sua affermazione è fin qui legata a una specifica forma giuridica (la cooperativa sociale) e a un ben definito settore (i servizi di welfare). L’approvazione di una recente normativa che amplia le attività e i modelli giuridici apre però nuovi scenari, anche in ambito culturale. A partire dai principali apprendimenti che derivano da una rilettura storico-evolutiva della cooperazione sociale e dall’analisi delle dinamiche più recenti che caratterizzano le forme organizzative della cultura è possibile delineare il potenziale di sviluppo di questa inedita tipologia d’impresa, riconoscendola non solo come un fenomeno “di nicchia”, ma come una nuova forma istituzionale.

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Socialmente coinvolti

di Giulia Agusto

Rubrica: Editoriali

L’impresa sociale è una delle recenti forme che l’impresa ha assunto negli ultimi anni. Analogamente a quanto succede nel caso dell’impresa culturale, essa sembra, ad un primo sguardo, assumere più che altro le sembianze di un ossimoro difficilmente comprensibile e spiegabile. Quanto succede di interessante nella pratica, codificata solo di recente, è la creazione di una sorta di modello messo in atto dalle tipiche forme di imprese sociale basato su un’azione imprenditoriale nella quale prevalgono trasferimenti monetari di tipo redistributivo, i quali riescono a mantenere l’efficacia e la sostenibilità dell’impresa stessa.

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Tafterjournal n. 13 - maggio 2009

La cultura “integrata” alla socialità

di Giulia Agusto

Rubrica: Editoriali

Forme distrettuali avanzate, cultural district, processi decisionali partecipati, network sociali. Il massimo comune denominatore è, sia che si parli di sviluppo urbano, sia che si considerino le manifestazioni culturali, la partecipazione allargata e diffusa. Conviene però interrogarsi se e fino a che punto si tratti di soluzioni percorribili, e fino a quanto si rischi la retorica.

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La creatività nei quartieri, un fatto ordinario e non spettacolare. Implicazioni dell’istituzione di un distretto culturale in un quartiere di Brooklyn

di Sandra Annunziata

Rubrica: Metropolis

Il contributo mette in evidenzia l’urgenza di pensare alla creatività urbana come fatto ordinario e non spettacolare, prodotto della vita quotidiana. La storia del quartiere Fort Greene offre il pretesto per investigare le implicazioni della retorica sulla creatività a livello locale. L’istituzione di un distretto culturale all’interno del quartiere già ampiamente affermato per la vivace scena culturale afro-americana, solleva il dissenso nella comunità artistica e degli abitanti. Il piano è accusato di strumentalizzare il quartiere che già c’è e si rivela poco inclusivo degli artisti che vi risiedono già sotto pressione per le fasi avanzate del processo di gentrification.

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Gli eventi culturali come incubatori culturali. Il caso di MI AMI Musica Importante a Milano

di Lucio Argano e Claudia Spadoni

Rubrica: Gestire cultura

Gli eventi culturali sono espressione della società postmoderna e sanno creare valore attraverso dinamiche relazionali e di condivisione di apprendimento ed esperienza. In tal senso sono incubatori culturali perché si giovano dei luoghi d’interazione, delle comunità-tribù e delle piattaforme conversazionali del Web, potendo contare sull’efficacia delle nuove tecniche di marketing e comunicazione on ed off line. L’analisi empirica del Festival MI AMI, derivante da una ricerca condotta da Claudia Spadoni, evidenzia tali aspetti, riconducendo gli eventi alla loro sintesi di conoscenze e consapevolezze.

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Tafterjournal n. 12 - marzo-aprile 2009

Il valore economico della cultura in Europa

di Riccardo Dalla Torre

Rubrica: Gestire cultura

In questo articolo si fornisce un quadro d’insieme dell’industria culturale. Attraverso fonti statistiche, studi e ricerche di livello nazionale ed internazionale, viene evidenziato il rilevante contributo della cultura alle economie moderne: sia in termini di valore aggiunto e fatturato, sia per quanto riguarda l’occupazione i dati rivelano che la cultura è un business. Cultura ed economia, due mondi troppo a lungo considerati distanti, mostrano oggi virtuose relazioni che possono risultare fondamentali per la crescita dei sistemi economici locali, in una prospettiva in cui il ruolo ricoperto da creatività ed innovazione continui ad aumentare.

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Illuminando la città. Esperienze urbane tra arte e design

di Raffaella Trocchianesi

Rubrica: Metropolis

La città contemporanea è palinsesto d’infinite narrazioni. Ormai il sistema di eventi presente nel calendario della vita urbana presuppone una pratica progettuale continua: gli allestimenti sono veri e propri “cambi d’abito” di una realtà in continuo divenire. I linguaggi espliciti e dichiarati dell’arte, della pubblicità, del design, dell’architettura, si mescolano a quelli non convenzionali dell’urban stencil & stikers, dei graffiti elettrificati, del guerrilla advertising e della comunicazione bottom up.

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Complessità sociale e pluralismo culturale

di Stefano Monti

Rubrica: Editoriali

Sulle pagine di Tafter Journal abbiamo affrontato più volte il tema del linguaggio e del racconto come elementi cardine ed indissolubili delle modificazioni di un territorio. Il compito che ci siamo dati è stato quello di porci di fronte alle tematiche dei luoghi e delle loro trasformazioni come osservatori attenti a descriverne i mutamenti. Il nostro impegno è più che mai, ora, imperniato ad un studio e ad una forte comprensione della complessità sociale e del pluralismo culturale della nostra società.

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Tafterjournal n. 11 - febbraio 2009

Cultura al governo! Il governo alla cultura!

di Emilio Cabasino

Rubrica: Editoriali

Le pagine (elettroniche) di questa rivista hanno più volte richiamato la nostra attenzione sui temi della legislazione pertinente il patrimonio culturale e, da ultimo, ci propongono l’esperienza dell’Inghilterra in materia di sostenibilità ambientale della produzione culturale. Due facce di una stessa medaglia, che sembra, però, assumere un valore sempre più debole in un Paese come il nostro in cui le priorità politiche vengono con evidenza poste altrove. La contraddizione palese tra dettato Costituzionale (art.9) e gli scempi ambientali e le perdite di memorie storiche irripetibili, che hanno marcato il nostro passaggio da un’economia agricola a una economia industriale e terziaria nel sessantennio dal secondo dopoguerra ai giorni nostri, stanno ad indicarci chiaramente i valori di riferimento di coloro che ci hanno governato in questo periodo.

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Quando l’arte produce effetti sull’ambiente

di Giulia Agusto

Rubrica: Reti creative

Il mondo anglosassone è stato il primo a riservare una grande attenzione al rapporto esistente tra l’arte e l’ambiente, ed in misura più precisa all’impatto ambientale provocato dall’arte e dagli eventi. Sebbene esso sia misconosciuto, merita una grande attenzione anche in termini di politiche. Sono di provenienza anglosassone anche gli standard per la salvaguardia ambientale elaborati esclusivamente per il settore.

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Alienazione e cessione nel Codice dei Beni Culturali

di Susanna Mandice

Rubrica: Gestire cultura

L’Italia può vantare una vera e propria tradizione di legislazione dei beni culturali: già prima dell’unificazione, la giurisprudenza dei diversi stati preunitari dimostrò particolare attenzione a quelle che oggi potremmo definire politiche culturali. Talvolta una illuminata concezione della res publica, più volte il fascino della figura del potente mecenate, favorirono una consapevole indivisibilità del binomio patrimonio-territorio.

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Tafterjournal n. 10 - dicembre 2008 - gennaio 2009

Ricercare per innovare. Nuovi strumenti e linguaggi per comunicare

di Giulia Agusto

Rubrica: Editoriali

Innovazione è la parola d’ordine alla quale a più riprese si fa ricorso per giustificare azioni ed interventi nel settore della cultura (e non). In questo senso, è il comparto dei musei luogo eletto di sperimentazione e di introduzione di normative ad hoc, strutture gestionali e nuove pratiche. Vale la pena seguire le “innovazioni” proposte, poiché l’ambito dei musei spesso funge da paradigma per l’intero settore culturale. Non a caso, infatti, l’ultima modifica proposta dal ministro dei Beni culturali, l’istituzione del super manager, direttore unico a cui è affidato il coordinamento generale di circa quattrocento strutture museali statali, che tante polemiche ha provocato, si concentra proprio sul funzionamento del sistema dei musei. Senza voler entrare nel merito della proposta, si sottolinea, però, quanto sia importante architettare sistemi di gestione che richiamino ad una reale efficacia di funzionamento del sistema.

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Strutture narrative e metalinguaggi design-oriented per la fruizione del patrimonio culturale

di Raffaella Trocchianesi

Rubrica: Reti creative

Progettare la fruizione del patrimonio culturale attraverso un approccio design oriented significa trasferire processi d’innovazione nell’ambito culturale a partire dalle risorse locali e dalle specificità del luogo in oggetto. Il design per la valorizzazione dei beni culturali prevede un approccio sistemico che costituisce il valore aggiunto in grado di “dar forma” a specifici concept in termini di strategic design, communication design, interior/exhibit design, product design.

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Nuove tecnologie per nuovi musei. Dai social network alle soluzioni RFID

di Ludovico Solima

Rubrica: Tecno-scenari

Il museo vive se comunica in modo efficace l’insieme delle conoscenze che ha prodotto nel tempo, relativamente alle testimonianze storiche ed artistiche che compongono le sue collezioni; le tecnologie informatiche, sotto questo profilo, hanno fornito un grande impulso alle attività di comunicazione del museo, in particolare in tempi recenti con l’affermarsi, da un lato, dei siti di social network (fuori dei confini fisici del museo) e, dall’altro, della tecnologia RFID (entro i confini del museo). Le potenzialità di questa tecnologia ed alcune sue interessanti sperimentazioni in ambito museale sono presentate e commentate in questo articolo.

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Tafterjournal n. 9 - novembre 2008

Le ragioni della tutela

di Massimo Zucconi

Rubrica: Editoriali

Difesa del paesaggio, del patrimonio storico, delle attività artistico-culturali, degli standard di vivibilità urbana, degli spazi pubblici, dell’ambiente minacciato da uno sviluppo quantitativo che non considera i limiti naturali delle risorse esauribili. Difesa. Questo il bollettino quotidiano dello scontro epocale, e del tutto inedito, tra natura, cultura e sviluppo. Uno scontro che vede contrapposte due ragioni: quella che identifica lo sviluppo con la crescita continua (di merci) e quella della tutela dell’ambiente e della cultura.

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La valutazione delle performance aziendali quale fattore di successo per le Fondazioni liriche

di Giorgio Mion

Rubrica: Gestire cultura

Nel presente articolo si propone una sintesi dei risultati di una ricerca svolta sulle Fondazioni liriche italiane allo scopo di definire un modello di analisi delle performance che, sull’evidenza dei principali “sintomi” delle condizioni gestionali di equilibrio economico, finanziario e patrimoniale, possa rivelarsi uno strumento utile alla governance per l’individuazione di efficaci linee strategiche…

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Costruire scenari per un territorio fragile. L’esperienza dell’osservatorio sul delta del Po

di Davide Fornari

Rubrica: Luoghi insoliti

Stiamo vivendo un processo di estetizzazione – delle merci, dei servizi, delle esperienze – che mistifica il significato della progettazione, a tutte le scale. In che modo il progetto può contribuire a costruire gli scenari quotidiani e futuri di un territorio? In che modo i designer possono mettersi al servizio della società per rispecchiarla e svelare le criticità nascoste nelle azioni progettuali del presente? L’osservatorio sul delta del Po ha promosso una scuola estiva per individuare le possibilità per il futuro di un territorio fragile…

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Tafterjournal n. 8 - ottobre 2008

Grande e piccolo. I pilastri per riassegnare valore d’uso al patrimonio esistente

di Manuela Ricci

Rubrica: Editoriali

Da qualche tempo sono riprese sulla stampa le denunce relative al consumo di suolo e all’intensità delle nuove realizzazioni edilizie. Questo fenomeno, mettendo insieme numeri e quantità, appare massiccio. Stando a un recente articolo di Carlo Petrini su Repubblica, negli ultimi 15 anni sarebbero spariti in Italia più di 3 milioni di ettari di superfici libere con un’estensione maggiore del Lazio e dell’Abruzzo. Va, però, evidenziato che nel Paese ferve una significativa attività di riuso del patrimonio della città esistente, di quella più propriamente storica e di quella consolidata.

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Non è solo un paese per vecchi. Identità e innovazione nell’esperienza LAB.net della regione Sardegna

di Roberta Lazzarotti

Rubrica: Luoghi insoliti

Il 3 ed il 4 luglio 2008 si è svolto ad Alghero il convegno conclusivo del progetto LAB.net – Rete transfrontaliera per la valorizzazione dei centri storici urbani, finanziato dal PIC Interreg IIIA Italia Francia “Isole” Sardegna-Corsica-Toscana. L’iniziativa si colloca sulla scia di una ormai decennale esperienza della regione in tema di tutela e valorizzazione dei centri storici: la legge 29 del 1998 “Tutela e valorizzazione dei centri storici della Sardegna” rappresenta infatti il momento di avvio di una serie di sperimentazioni che hanno segnato le punte più avanzate del panorama italiano. I capisaldi di questa attività risiedono soprattutto nella convinzione della necessità del superamento della logica del puro intervento fisico, in particolare nelle realtà di minore dimensione, e dell’adozione di una logica di intervento complessa ed integrata, che affronti e coinvolga attivamente anche la dimensione socio-economica del problema.

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L’esperienza modenese del progetto partecipativo ex Fonderie Riunite. Intervista a Marianella Pirzio Biroli Sclavi

di Rossella Ruggeri

Rubrica: Metropolis

È stato di recente bandito il Concorso internazionale di idee per il riuso dell’edificio delle ex Fonderie Riunite di Modena secondo le indicazioni emerse da un processo partecipativo avviato dall’Amministrazione comunale che ha visto impegnate istituzioni e associazioni cittadine. Si è trattato di un’esperienza quasi unica nel suo genere per la dimensione del progetto e la qualità del risultato, alla quale hanno contribuito il coraggio di alcuni amministratori locali, l’entusiasmo e l’impegno di un compatto gruppo di cittadini portatori di idee progettuali diverse che hanno saputo trovare un punto di contatto tematico e una convergenza ideale, e la capacità professionale di Marianella Pirzio Biroli Sclavi che ha governato il processo. Officina Emilia, uno degli attori del progetto partecipativo, ha assunto l’iniziativa di raccontare questa storia raccogliendo un’intervista della prof. Sclavi.

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Tafterjournal n. 7 - settembre 2008

Il nome del territorio

di Giulia Agusto

Rubrica: Editoriali

La grana di un territorio, per dirla con Kevin Lynch, inteso quale mix delle varie modalità in cui i diversi elementi costitutivi di un insediamento – attività, persone, edifici – si affastellano nello spazio, richiama ad un senso del luogo al quale può essere associata un’immagine storica in grado di identificare quel luogo e solo quel luogo. Quando le pubbliche amministrazioni più lungimiranti attivano procedimenti, sistemi di programmazione, attività per supportare e veicolare il nome del contesto locale di appartenenza, si può assistere a casi di intervento particolarmente innovativi nella loro specifica impronta di intervento.

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Dal recupero edilizio a proposte innovative per il riuso dei centri storici della Valle dell’Agri in Basilicata

di Piergiuseppe Pontrandolfi

Rubrica: Luoghi insoliti

Con riferimento al tema dello sviluppo locale ed in particolare al recupero e riuso dei centri storici minori, in Basilicata si sta sviluppando una interessante esperienza nell’area della Valle dell’Agri. Il territorio ricco di risorse ambientali e paesaggistiche e culturali è da anni interessato da rilevanti attività di estrazioni petrolifere.

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Progettare luoghi, territori e contesti. Una esperienza formativa e progettuale di meta-brand del territorio

di Eleonora Lupo

Rubrica: Metropolis

Abbiamo bisogno di “chiamare” le cose, i luoghi, le persone per identificarle: il nome rende leggibile e sensata, esperibile e dunque dotata di valore, ogni singola porzione di mondo, e conferisce ad essa una prima forma di identità. Ma di cosa è fatta l’identità di un luogo? Come si costruisce? Quanto è progettabile?

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Tafterjournal n. 6 - luglio-agosto 2008

La capacitazione attraverso la creatività

di Giulia Agusto

Rubrica: Editoriali

Si fa un gran parlare di crescita, crescita intesa in termini economici, in termini di prodotto interno lordo, ci si interroga spesso anche sul valore da assegnare a questi indicatori, su quanto essi possano essere considerati affidabili per misurare il benessere dei cittadini. Il dibattito vede contrapposte le ragioni dei numeri, puramente basata sulla produzione di prodotti e servizi, con quelle della vivibilità, dell’accrescimento delle capacità dei singoli e, dunque, della comunità cui essi appartengono.

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L’arte partecipata di Second Life

di Mario Gerosa

Rubrica: Tecno-scenari

Con l’avvento dei social network e dei mondi virtuali si sta facendo strada un nuovo approccio alla creatività e all’arte, che progressivamente sta mettendo in discussione alcune presunte certezze in campo estetico. Si comincia a insinuare il dubbio che la cultura artistica non debba essere esclusivamente appannaggio di un’élite e si iniziano a legittimare le sperimentazioni di chi elabora nuovi modelli, generati dal basso.

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L’impresa incontra arte e cultura

di Elisa Cecilli e Diane Gabrielle Tremblay

Rubrica: Gestire cultura

La città di Montreal si afferma da qualche anno sulla scena internazionale come una metropoli culturale. In questo contesto, durante il mese di novembre 2007, la Camera di Commercio di Montreal e Culture Montreal hanno organizzato un incontro cittadino volto a definire il piano d’azione delle politiche culturali municipali fino al 2017.

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Tafterjournal n. 5 - giugno 2008

Strade verso una valorizzazione sostenibile

di Giulia Agusto

Rubrica: Editoriali

Rigenerare, favorire l’accesso, migliorare la qualità della vita, principi cardine degli interventi sugli ambienti urbani e metropolitani che si stanno affermando negli ultimi tempi con l’obiettivo di facilitare la visita e la permanenza dei turisti. I piccoli ed i grandi centri urbani sono accomunati dalla ricerca delle modalità migliori per attirare ed accogliere i nuovi turisti, i quali hanno sempre meno le sembianze dei turisti famelici ed improvvisati, ed assumono le sembianze di visitatori in punta di piedi, rispettosi della cultura e dell’anima delle città.

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Ricettività diffusa e nuove tendenze del fenomeno turistico in Italia

di Giuseppe Vergaglia

Rubrica: Luoghi insoliti

I flussi turistici che caratterizzano la domanda turistica di questi ultimi anni, seguono la tendenza che trova espressione in poche ed esaurienti parole: “fuori dai soliti posti”. Oggi le parole chiave per un nuovo approccio turistico, in grado di interpretare nuovi bisogni e nuove esigenze del consumatore di località turistiche sono “inedito e autentico”. Questi trend trovano il loro naturale sfogo nell’ospitalità diffusa, in forme di ospitalità che della salvaguardia dei luoghi, dell’ambiente e degli stili di vita hanno fatto la loro ragion d’essere.

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Strategie per la promozione dell’identità urbana e grandi eventi

di Silvia Mazzucotelli

Rubrica: Metropolis

Oggi come mai prima d’ora la promozione del territorio è diventato un argomento centrale nelle agende di istituzioni e urban manager. La globalizzazione e la conseguente compressione spazio-temporale hanno cambiato le regole alla base della competizione economica e hanno contribuito alla creazione di una nuova gerarchia sociale dei luoghi. L’interesse crescente mostrato nei confronti dei processi di costruzione dell’immagine, sia quando si parla di città sia quando più genericamente parliamo di territori, deriva dal bisogno di attrarre flussi, di persone e risorse, utili alla promozione dello sviluppo locale.

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Tafterjournal n. 4 - maggio 2008

Allenare lo sguardo sul territorio

di Giulia Agusto

Rubrica: Editoriali

Allenare lo sguardo, insegnare la sensibilità nei confronti della comunità e del territorio, accrescere la consapevolezza degli abitanti attraverso l’uso di strumenti e chiavi di lettura inusuali: ecco cosa succede quando si utilizza il filmato video quale strumento di narrazione e di interpretazione del territorio. Il valore delle immagini diventa funzionale, in questo senso, all’attivazione di corto-circuiti comunicativi efficaci per esplicitare le dinamiche del territorio.

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L’evoluzione del sostegno pubblico alle imprese cinematografiche. Il modello francese diventa realtà?

di Bruno Zambardino

Rubrica: Gestire cultura

Mai come in questi ultimi anni il richiamo al cosiddetto “modello francese” è stato così presente all’interno del dibattito sulle possibilità di rinnovamento e di rafforzamento del settore dello spettacolo inteso nelle sue due anime principali, quella cinematografica e quella delle rappresentazioni dal vivo. Ebbene, in questa fase cruciale di ripartenza della politica, di bilanci di attività svolte e di eredità consegnate ai nostri nuovi decision makers, va registrata l’introduzione, a partire da quest’anno, di nuove e più evolute forme di sostegno indiretto, e in particolare di agevolazione fiscale alle imprese cinematografiche nazionali, che – di fatto – per la prima volta avvicinano il nostro Paese al tanto decantato modello di sostegno francese.

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Abruzzo Reset: un progetto sperimentale per la conoscenza e la comunicazione del territorio

di Filippo Tantillo

Rubrica: Metropolis

Il progetto formativo “Abruzzo reset”, sviluppato dall’Accademia dell’Immagine dell’Aquila nell’anno 2007/2008, ha perseguito l’obiettivo di promuovere dei “racconti” nuovi per le due più grandi aree urbane della regione. Due film di ricerca hanno indagato le relazioni esistenti tra i luoghi fisici, le città, ed alcuni aspetti originali della vita delle persone che li abitano. Nel nostro caso, l’attiva scena musicale pescarese, e la passione sportiva per il rugby all’Aquila. Il video è stato utilizzato come strumento di ricerca e di comunicazione; contribuire alla conoscenza dei luoghi, alla consapevolezza dei cittadini che vi abitano, e allo svecchiamento di un marketing del territorio fondato su una lettura stereotipata delle due città, sono stati degli obiettivi specifici del progetto sui quali, in corso d’opera, sono stati costruiti rapporti di partenariato inediti e non istituzionali.

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Tafterjournal n. 3 - aprile 2008

Un ritratto mediatico del quartiere Liberties di DublinoA mediated portrait of the Dublin Liberties

di Valentina Nisi, Glorianna Davenport e Mads Haahr

Rubrica: Tecno-scenari

Il progetto “The Media Portrait of the Liberties” è composto da una raccolta di molteplici racconti brevi, che racchiudono informazioni di carattere storico, sulla comunità del quartiere Liberties di Dublino. Queste unità mediali svelano “un senso dello spazio” e sono state progettate con l’intento di essere diffuse tra il pubblico come se il pubblico stesse girovagando per le strade del quartiere. Lo sviluppo concettuale del progetto è iniziato con la raccolta di informazioni sul quartiere e i suoi abitanti attraverso l’osservazione e la realizzazione di interviste etnografiche, e si è evoluto quando il direttore del progetto ha intrapreso una collaborazione con Maireen Johnston.

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Il granting a favore degli eventi espositivi

di Francesca Gambetta

Rubrica: Reti creative

Nel corso degli ultimi decenni, il mercato culturale ha visto la nascita di un nuovo prodotto: quello delle esposizioni temporanee. Dal punto di vista della produzione dei beni e dei servizi culturali è forse l’evento più interessante dopo la svolta commerciale dei musei. Anche in Italia negli ultimi anni la produzione di mostre è cresciuta in modo esponenziale, in ragione sia del ricco patrimonio culturale del nostro paese e della presenza di un numero eccezionale di strutture (oltre 4000 musei), sia, in misura diversa da realtà a realtà, della creatività, dell’esperienza e delle competenze scientifiche necessarie per realizzare progetti espositivi.

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Narrazioni interattive e ricordi di comunità

di Giulia Agusto

Rubrica: Editoriali

I ricordi riflettono le nostre esperienze vitali ci fanno rammentare episodi, aneddoti, si intersecano alle nostre azioni e rafforzano l’immagine che abbiamo di noi come individui singoli, ma anche come appartenenti ad un luogo.
Esattamente come una foto o un’immagine, arricchita di supporti sonori e video, i supporti multi-mediali sono in grado di richiamare alla mente il contesto emotivo ricco e sfaccettato che caratterizza un luogo, amplificandone il senso per chi lo abita, lo sperimenta, lo vive.

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Tafterjournal n. 2 - gennaio 2008

Il contesto museale e i suoi pubblici: una definizione integrata

di Luca Guerrieri

Rubrica: Reti creative

La crescita dell’interesse verso i musei e i beni culturali è oramai ben più che una sensazione diffusa: anche se i tassi di consumo culturale nel nostro Paese presentano ampi margini di crescita, è assai significativo che negli ultimi anni l’ISTAT registri un sostanziale incremento di coloro che si sono recati almeno una volta a visitare mostre e musei. Siamo oggi di fronte ad un contesto competitivo profondamente mutato, caratterizzato dalla diminuzione di fondi pubblici e dall’allargamento dell’offerta di intrattenimento.

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I contributi dei visitatori come patrimonio culturale: il design per la partecipazioneVisitors’ contributions as cultural heritage: designing for participation

di Luigina Ciolfi, Liam J. Bannon e Mikael Fernström

Rubrica: Tecno-scenari

In questo articolo affronteremo il nostro approccio all’allestimento di due mostre pubbliche, nell’ambito delle quali il nostro obiettivo è stato quello di offrire gli strumenti adatti per facilitare e supportare i contributi personali dei visitatori alle mostre stesse. La filosofia alla base del nostro lavoro, considera il ruolo della tecnologia come in grado di accrescere il patrimonio delle esperienze di ogni singola persona, andando oltre la mera messa a disposizione delle informazioni, e permettendo ai fruitori di creare il contenuto di un’esposizione.

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Pratiche di ascolto attivo

di Giulia Agusto

Rubrica: Editoriali

Le comunità, le loro differenti potenzialità espressive, evidenziate nelle culture dei territori, intessute di materiale ed immateriale, vita quotidiana e aspettative future, disegnano traiettorie che non sono lineari, a volte dagli esiti critici – come puntualmente ci hanno segnalato gli articoli di Ricci e Cabasino. Eppure, per altri versi, impreviste sono le capacità [...]

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Ascesa e declino del paesaggio toscano

di Rossano Pazzagli

Rubrica: Metropolis

Esiste davvero un paesaggio toscano? Magari sarebbe meglio dire i paesaggi toscani, poiché la varietà di situazioni rende difficile la riduzione ad un quadro unitario, sebbene il paesaggio della regione si identifichi comunemente con quello dell’insediamento sparso e della cultura promiscua, di una campagna urbanizzata, costruita sulla base di uno stretto e particolare rapporto tra città e campagna, concretizzatosi nella mezzadria. Questa duratura organizzazione agricola del territorio ha prodotto l’insediamento sparso delle case coloniche, una rete diffusa di viabilità rurale collegata alle strade principali, la compresenza di colture legnose ed erbacee sugli stessi terreni, con la vite e l’olivo intercalati ai seminativi, una continua e coerente manutenzione territoriale.

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Dopo il paesaggio italiano

di Gabriele Pierluisi

Rubrica: Luoghi insoliti

Il barocco ritorna a noi anche per il fatto che è il primo stile italiano a essere consciamente pensato per una dimensione internazionale e globalizzata. I temi dell’arte italiana con il barocco divengono sensazionali e spettacolari per superare i confini localistici e diffondersi in tutto il mondo. Questa idea comunicativa riesce a conciliare il dualismo cinquecentesco tra spazio come scena, derivante dalla cultura prospettica, e spazio come oggetto, legato alla cultura dell’antico. La definizione del paesaggio contemporaneo, del paesaggio “barbaro” direbbe Baricco, passa per la coscienza del rappresentarsi, e l’individuazione di temi figurativi che connettano e amplifichino le molteplici realtà del nostro paese. Strumento di questa rivoluzione dal basso, di questo rivoltare il guanto, è l’impresa creativa.

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I festival tra impatto sul territorio e luogo di espressione per l’immaginario collettivo

di Giulia Agusto

Rubrica: Gestire cultura

L’esperienza estetica lontana dai luoghi deputati, in spazi generalmente aperti oppure insoliti, non direttamente pensati per l’arte; la cultura nelle piazze, nelle strade, questa la caratteristica principale dei festival. Feste, eventi intrisi di socialità, che attirano un pubblico sempre più nomade e disposto ad affrontare anche lunghi tragitti pur di sentirsi parte di un evento che spalanca le porte all’immaginazione.

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Tafterjournal n. 1 - ottobre 2007

Creatività e gestione nelle imprese culturali

di Giulia Agusto

Rubrica: Gestire cultura

Come leggere il mondo culturale alla luce delle discipline manageriali? In che modo knowledge economy e intangibile trovano espressione nel settore delle cultural industries? Uno sguardo sul mondo delle organizzazioni culturali e sul modo in cui producono valore aggiunto tra creatività, complessità e responsabilità

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Cultura per tutti, tutti per la cultura?

di Emilio Cabasino

Rubrica: Reti creative

La nascita di questo giornale rappresenta una buona occasione per proporre un ragionamento che mi auguro vivace e costruttivo, ma lontano da posizioni ideologiche, sul valore e sul posizionamento della cultura nella nostra vita quotidiana, scandita da ritmi sempre più rapidi e allargata a confini pressoché illimitati dalla tecnologia e dalla globalizzazione.

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Ricchi di territorio: puntare sulla coscienza civica

di Manuela Ricci

Rubrica: Editoriali

Territorio è divenuto ormai una parola “densa”, densa di significati, di progetto, di aspettative, non solo per gli urbanisti, che da sempre lo frequentano, ma anche per gli economisti e per gli operatori della cultura. Territorio è un coacervo di luoghi fisici, di comunità che lo abitano e lo attraversano, di forze e [...]

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L’internazionalizzazione della cultura

di Francesco Palumbo e Pierluigi Montalbano

Rubrica: Luoghi insoliti

Nell’ambito degli attuali processi di internazionalizzazione il territorio assume sempre più un ruolo di entità centrale in quanto rappresenta un tessuto ricco di elementi materiali ed immateriali, garantisce un valore aggiunto alla localizzazione delle attività produttive, contribuisce alla selezione delle attività imprenditoriali…

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Interazioni tra media per un museo virtualeCross-media Interaction for the Virtual Museum

di Elisa Giaccardi

Rubrica: Tecno-scenari

Silence of the Lands è un museo virtuale localizzato a Boulder, in Colorado sul silenzio della natura. Il progetto, basato su tecniche di “locative and tangibile computing”, promuove un modello di realtà virtuale che rafforza il ruolo attivo e propositivo delle comunità locali nella salvaguardia e rinnovamento della quiete naturale, quale importante fattore del patrimonio ambientale.

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L’Italia che se ne va

di Massimo Zucconi

Rubrica: Metropolis

Mentre si svolgono dibattiti e convegni sul valore dell’identità culturale, nell’ultimo decennio tre miliardi di metri cubi di nuove costruzioni hanno divorato paesaggio e testimonianze storiche in ogni angolo del paese.

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